Effetti speciali, Picco stupisce ancora. La sua nuvola soffice nel carrofunebre
Corriere della Sera - Cultura

Effetti speciali, Picco stupisce ancora. La sua nuvola soffice nel carrofunebre

Sabato 11 aprile 2026
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Lo Chevrolet nero del 1938, domenica viaggerà fino a Milano, la destinazione è il Miart. L'artista ha lavorato tre anni all'opera, per rimettere in strada il mezzo è intervenuto un meccanico che lavora sulle auto storiche. Al lavoro su Flying Christ, proposta al New Museum di New York

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Effetti speciali, Picco stupisce ancora. La sua nuvola soffice nel carrofunebre

di Massimo Tedeschi

Lo Chevrolet nero del 1938, domenica viaggerà fino a Milano, la destinazione è il Miart. L'artista ha lavorato tre anni all'opera, per rimettere in strada il mezzo è intervenuto un meccanico che lavora sulle auto storiche. Al lavoro su Flying Christ, proposta al New Museum di New York

L'opera «Eternity» di Gabriele Picco

Gabriele Picco colpisce ancora. L’artista bresciano con sostanziosi affacci internazionali, che ha trasformato in icona la Fiat 500 che trasporta una nuvola, ha deciso di reinterpretare il tema della quattro ruote con nembo a carico. Stavolta il volume vaporoso sarà trasportato da un carro funebre: uno Chevrolet nero del 1938 con inserti in legno, che dopo un onorato servizio in Italia era rimasto in una rimessa.

Auspice un imprenditore bresciano che ha sostenuto il progetto, Picco ha lavorato per tre anni a questa impresa dal titolo «Eternity». C’è voluta anche la sapienza di un meccanico di Verolavecchia, abituato a lavorare sulle auto della Mille Miglia, per rimettere in strada il carro funebre. Lo Chevrolet tornerà a viaggiare domenica, destinazione Milano. Dopo aver attraversato in lungo e in largo la metropoli (seguito da una troupe che filmerà ogni istante) il carro funebre Chevrolet approderà al Miart, la kermesse artistica milanese che si svolgerà dal 17 al 19 aprile, dove occuperà uno stand adeguato alla sua misura. Domenica intanto il veicolo color nero toccherà alcune zone iconiche della metropoli: Montenapoleone e Quadrilatero della moda, Brera, Stazione Centrale, Porta Nuova e Bosco verticale.

Il carro che anziché trasportare una bara porterà da Verolavecchia al cuore di Milano una nuvola, ha un significato evidente: «L’intenzione – spiega l’artista – è creare una scena che si muove tra assurdo e poesia, esorcizzando con leggerezza l’idea della morte». «Eternity» sarà il pezzo forte dello stand di Picco al Miart. A seguire, sulle piattaforme social verrà presentato il film documentario (molto bunueliano) sul viaggio di «Eternity» per le vie di Milano, con il commento di alcuni tra i più importanti critici e artisti italiani.

Nella factory creativa di Picco sta prendendo forma in questi giorni un secondo progetto di caratura internazionale, intitolato «Flying Christ», pensato per la facciata della nuova ala del New Museum di New York, disegnata da Rem Koolhaas in dialogo con l’edificio originario del 2007. È un luogo che Picco ha frequentato a lungo durante la sua permanenza nella Grande Mela. La facciata, nel tempo, ha ospitato installazioni iconiche, da Isa Genzken a Chris Burden. In questi giorni è esposto un lavoro di Tschabalala Self.

Il progetto di Picco nasce da un’esperienza caliniana, quando l’autore prese con sé, come ricordo della carriera liceale, il crocifisso che arredava la sua classe. Pensando a un’opera per la facciata del New Museum (Picco sarebbe il primo italiano a “occupare” quello spazio) è nato Flying Christ.

«Si tratta – spiega l’artista – di un Cristo che tenta di volare: agita le braccia come se potesse sollevarsi dalla croce. Un’immagine sospesa tra tensione e slancio, tra peso e desiderio di liberazione, in un gesto impossibile vicino a quello evocato nel 1969 da Gino De Dominicis. L’opera – prosegue Picco – tiene insieme elementi apparentemente inconciliabili: la tradizione religiosa, l’idea del movimento che attraversa il Novecento, dal Futurismo al fumetto, e una dimensione insieme assurda e profondamente poetica, proiettata nel futuro».

Il progetto è stato proposto per il 2027: ora si attende il verdetto del museo newyorkese

«Ciò che mi interessa – riassume Picco – è che questo tentativo quasi goffo, fragile e ostinato di volo renda il Cristo una figura fortemente contemporanea. Il progetto nasce a Brescia da un’aula del liceo Calini e si proietta fino a New York per dialogare con il mondo. In un momento storico segnato da tensioni e conflitti, questa figura, che porta con sé l’idea della sofferenza ma anche quella di una possibile trasformazione, apre uno spazio di riflessione silenzioso e diretto sulla Bowery».

Flying Christ di Gabriele Picco, opera proposta al New Museum di New York per il 2027

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11 aprile 2026 ( modifica il 11 aprile 2026 | 19:32)

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