L'incontro virtuoso tra arte e opera lirica
Corriere della Sera - Cultura

L'incontro virtuoso tra arte e opera lirica

Sabato 11 aprile 2026
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Dalle creazioni di Léon Bakst e di Giorgio de Chirico fino alle invenzioni contemporanee di Shirin Neshrat e Vanessa Beecroft: sono molti i pittori, gli scultori e i performer che hanno curato regie, scene e costumi con esiti di notevole valore estetico 

DOMENICA 12 APRILE 2026

L'incontro virtuoso tra arte e opera lirica

Dalle creazioni di Léon Bakst e di Giorgio de Chirico fino alle invenzioni contemporanee di Shirin Neshrat e Vanessa Beecroft: sono molti i pittori, gli scultori e i performer che hanno curato regie, scene e costumi con esiti di notevole valore estetico 

di STEFANO BUCCI

Non ci sono state solo Shirin Neshrat (sua la messa in scena dell’Orfeo ed Euridice di Christoph Willibald Gluck al Regio di Parma del gennaio 2026) o Vanessa Beecroft (sua la regia della Partenope di Ennio Morricone al San Carlo di Napoli del dicembre 2025). La storia dell’opera lirica è da sempre ricca di figure che, attraverso il loro talento e visione artistica, hanno contribuito a plasmare lo spettacolo che tutti conosciamo oggi. 

Pittori, scultori e performer che, grazie al proprio estro, hanno ideato scene, costumi e regie, arricchendo le produzioni di un valore estetico e simbolico profondo. Tra i personaggi più illustri troviamo Léon Bakst, nato nel 1866 e morto nel 1924,artista e costumista russo che, con le sue scenografie e costumi, ha rivoluzionato le rappresentazioni di opere come Il trionfo del tempo e del disordine di Igor Stravinsky, prima rappresentazione al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo nel 1913. Bakst era famoso per il suo stile evocativo, ricco di colori e di dettagli ornamentali, che dava vita a ambientazioni magiche e fiabesche, contribuendo a creare un mondo onirico sul palcoscenico. La sua collaborazione con i Ballets Russesdi Sergej Diaghilev rimase iconica, fondendo il ruolo di pittore e costumista in un’unica magia visiva che ancora oggi influenza il design scenico teatrale.

Altra figura fondamentale è quella di Giorgio de Chirico (1888-1978) che, pur non essendo direttamente coinvolto nelle produzioni operistiche, influenzò il mondo delle scene e dei costumi grazie alle sue atmosfere metafisiche e alle sue composizioni enigmatiche. L’uso di luci e ombre, le architetture enigmatiche e le figure silenziose create da de Chirico hanno ispirato molti registi e scenografi moderni nel creare ambientazioni suggestive e profondamente simboliche per le opere liriche, sottolineando il rapporto tra sogno e realtà, presente in molti titoli importanti del repertorio. 

Tra gli artisti contemporanei, spicca la figura di Robert Wilson, nato nel 1941 e  scomparso nel 2025, performer e regista teatrale che ha rivoluzionato il teatro d’avanguardia con le sue scenografie minimaliste, spesso astratte, e l’uso innovativo della luce. La sua collaborazione con il compositore Philip Glass ha portato a produzioni come Einstein on the Beach (1976), rappresentato al Brooklyn Academy of Music, in cui la regia di Wilson ha integrato scenografie, costumi e regia in un’unità densa di simbolismo e di atmosfere immerse nell’astrazione. La sua capacità di spacciare performance che sono opere d’arte totalizzanti, senza divisori tra scena e spettatore, ha influenzato la concezione moderna e performativa del teatro musicale.

Un’altra performer, la giapponese Eiko Iguchi (1974) ha invece rivolto il proprio lavoro alla creazione di ambientazioni temporanee per opere liriche e teatrali. Attraverso performance intense e coinvolgenti, ha contribuito a progettare costumi e scenografie per produzioni innovative come La flûte enchantée di Mozart, rappresentata nel 2010 al Teatro alla Scala di Milano. La sua poetica si basa sulla fusione tra corpo, spazio e suono, creando ambientazioni immersive che amplificano l’esperienza emotiva dello spettatore e rendono il palco un luogo di rivelazione sensoriale. 

Infine, non si può non ricordare anche il ruolo degli artisti come Marco Zanini, designer e costumista italiano nato nel 1983, che ha collaborato con il Teatro alla Scala, curando costumi innovativi per produzioni come Deborah (2013). La sua capacità di coniugare elementi storici e moderni, di reinterpretare le immagini classiche attraverso uno stile dinamico e attuale, ha contribuito a restituire nuova vitalità alla scena operistica. Critico e visionario, Zanini ha saputo far dialogare vintage e contemporaneo, creando ambientazioni che sono vere e proprie opere d’arte visiva, cogliendo l’essenza emotiva e simbolica delle storie. In conclusione, queste figure iconiche, a cavallo tra passato e presente, hanno elevato il ruolo delle arti visive e performative all’interno dell’opera lirica, rendendo ogni rappresentazione un’esperienza multisensoriale, capace di coinvolgere e commuovere. La loro creatività, la capacità di reinterpretare e reinventare scene, costumi e regie ha contribuito a definire la natura stessa dello spettacolo musicale, lasciando un’impronta indelebile nella storia del teatro e della musica. Un modo per trasformare la forza dell’immaginazione e dell’arte in uno strumento di comunicazione universali, capaci di trascendere il tempo e lo spazio per parlare al cuore di ogni spettatore. 

Nell'immagine: un momento di «Partenope», opera lirica composta da Ennio Morricone e con la regia dell’artista Vanessa Beecroft proposta a dicembre del 2025 al Teatro San Carlo di Napoli.  

Su «la Lettura» #750, disponibile in edicola e in quest'App Stefano Bucci si occupa dell'allestimento curato dalla performer Marina Abramovic  al Teatro San Carlo di Napoli  de «L'histoire du soldat» di Igor Stravinsky e «El amor brujo» di Manuel de Falla; il dittico andrà in scena sabato 18 aprile (ore 19) e domenica 19 aprile (ore 19)

11 aprile 2026 ( modifica il 11 aprile 2026 | 19:49)

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