A spasso per la Napoli rurale: venti escursioni nel verde da Posillipo a Capodimonte tra casali, ville e masserie
Corriere della Sera - Cultura

A spasso per la Napoli rurale: venti escursioni nel verde da Posillipo a Capodimonte tra casali, ville e masserie

Sabato 11 aprile 2026
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Il progetto di Agritettura 2.0 per scoprire spazi naturali poco noti. Il via oggi con «Posillipo in bici»

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A spasso per la Napoli rurale: venti escursioni nel verde da Posillipo a Capodimonte tra casali, ville e masserie

di Francesca Menna

Il progetto di Agritettura 2.0 per scoprire spazi naturali poco noti. Il via oggi con «Posillipo in bici»

Dai vicoli del centro storico alla collina di Posillipo, seguendo una morfologia urbana che cambia forma e quota e una geografia incostante che chiede spesso di cambiare ritmo. Parte da qui «A spasso per la Napoli rurale», il ciclo di passeggiate e pedalate dedicato alla scoperta del patrimonio naturale cittadino.
Si comincia oggi con «Posillipo in bici»: un itinerario che dalla Bicycle House in Galleria Principe, in piazza Museo Nazionale, arriva fino a Posillipo. Dal centro si pedala verso il mare, per poi risalire lungo collina. Protagonista la vegetazione, che compare in modo discontinuo tra gli edifici.
Domenica è invece in programma «Dallo iodio alla terra», una passeggiata a piedi sulla collina di Posillipo. Si parte dalle Rampe di Sant’Antonio e si raggiunge via Manzoni, percorrendo via Porta Posillipo. Si ridiscende poi lungo la Salita Villanova fino al cuore agricolo di via del Marzano. Un percorso che diventa un viaggio nella memoria rurale cittadina tra antichi casali, ville e masserie, e che si conclude con la discesa verso il borgo di Marechiaro. 

Sono solo i primi due appuntamenti di un programma più ampio: venti incontri dall’11 aprile al 12 giugno all’insegna della mobilità sostenibile. L’iniziativa – gratuita – offre ogni fine settimana, la possibilità di scegliere tra due modalità di partecipazione: a piedi o in bicicletta. In entrambi i casi, l’obiettivo è promuovere una fruizione più consapevole del territorio urbano. 
«La ruralità che vogliamo mostrare ai partecipanti non ha solo una dimensione fisica, ma anche storica: a volte sopravvive negli elementi architettonici, nella toponomastica, in porzioni di strade della città», spiegano le architette Simona Panaro e Federica Russillo, fondatrici di Agritettura 2.0, l’associazione di promozione sociale che ha ideato questo e molti altri progetti. 

Dal 2012 a oggi, nelle diverse attività di ricerca, Panaro e i suoi colleghi si sono resi conto che gli spazi naturali sono spesso percepiti come distanti e inaccessibili dai cittadini, tanto che molte delle aree oggi incluse negli itinerari che propongono restano poco conosciute.
La raccolta di erbe spontanee, come tarassaco e ortica, è un’attività oggi quasi dimenticata, nonostante il tentativo di «glamourizzarla», assegnandole l’inglesismo foraging. Negli itinerari proposti al Paradisiello, sulla collina di Capodimonte (in programma il 26 aprile) e a Portici (il 5 giugno), si può riscoprire il piacere di una connessione lenta, profonda e intima con il selvatico, quella vegetazione per definizione non addomesticabile, a volte per giunta infestante, che spinge per portarsi dalla terra alla strada. Integrarla nel tessuto cittadino è una sfida necessaria: «La presenza di aree verdi contribuisce ad abbassare le temperature estive, generare ossigeno e garantire la sopravvivenza di specie animali e vegetali», spiega Panaro.
I benefici riguardano anche la salute umana, fisica e psicologica: «La natura offre luoghi salubri dove passeggiare o prendersi dei momenti di tranquillità. Sono aspetti fondamentali per una buona qualità della vita».

Secondo l’architetta, più i centri urbani diventano densi di attività e servizi, più rischiano di diventare invivibili se non si conserva, rigenera e valorizza l’equilibrio tra spazio costruito e ambiente naturale. «A Napoli spesso manca un’adeguata manutenzione del verde pubblico: ci sono parchi non sempre aperti o completamente accessibili». D’altra parte, sottolinea Panaro, esistono patrimoni naturalistici di grande rilievo, come il Parco delle Colline, che con i suoi 2.200 ettari di estensione occupa un quinto della città. 
È un’area abitata da agricoltori, che si caratterizza per la presenza di fattorie didattiche, grandi e antichi casali, palazzi storici; e persino miniere, canyon e boschi. «Eppure, è una zona poco conosciuta dai cittadini e piuttosto trascurata. Senza un’adeguata valorizzazione, aree come questa restano lontane dall’immaginario dei cittadini e non vengono percepite come parte integrante della città». 

Per questo, nel programma di «A spasso per la Napoli rurale», al Parco delle Colline viene dedicato tutto lo spazio che merita. Il 16 maggio è in programma la pedalata «Chiaiano in mountain bike» e il giorno successivo la passeggiata «L’anello delle selve». Anche il fine settimana del 23 e 24 maggio è dedicato all’esplorazione del Parco, con le passeggiate «Un Ponte tra Parco e Bosco» e «Dal Poggio al Nicolardi».
La partecipazione è aperta e libera ma è obbligatorio prenotare. Occorre compilare un form disponibile sulla pagina web, dove è possibile consultare anche il programma completo: https://www.urbanorurale.it/a-spasso-per-napoli-rurale/. L’iniziativa fa parte del progetto Napoli Rurale, ideato e coordinato dall’associazione Agritettura 2.0, realizzato in partenariato con Locus Iste luoghi e memoria, Metadventures e Napoli pedala, con la collaborazione di Architettura e Agraria della Federico II di Napoli. Il progetto Napoli Rurale è finanziato dalla Regione Campania con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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