Russia alla Biennale di Venezia, Zelensky sanziona artisti e curatrice del padiglione di Mosca: «Propagandisti»
Corriere della Sera - Cultura

Russia alla Biennale di Venezia, Zelensky sanziona artisti e curatrice del padiglione di Mosca: «Propagandisti»

Sabato 11 aprile 2026
3 visualizzazioni

Le carte di Venezia al vaglio del ministero degli Esteri che ora le sta passando al setaccio per capire se siano state violate le sanzioni internazionali

Petrolio, gli Usa hanno un tallone d'Achille: si chiama California

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Russia alla Biennale di Venezia, Zelensky sanziona artisti e curatrice del padiglione di Mosca: «Propagandisti»

di Sara D'Ascenzo

Le carte di Venezia al vaglio del ministero degli Esteri che ora le sta passando al setaccio per capire se siano state violate le sanzioni internazionali

Zekensky e il padiglione della Russia alla Biennale

Sanzionati perché definiti «propagandisti culturali russi». Venerdì il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato un decreto – il 305 del 2026 - che mette in pratica la decisione del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina «di imporre sanzioni a cinque personalità del mondo culturale russo che giustificano l’aggressione e diffondono propaganda russa in occasione di eventi internazionali. Tutti i casi sono collegati alla partecipazione dello Stato aggressore alla 61esima Biennale di Venezia». «Tra queste – si legge ancora nel decreto - figura Anastasia Karneyeva, figlia del vicedirettore generale di Rostec, che dal 2021 è stata nominata commissaria del padiglione russo alla Biennale di Venezia e quest’anno rappresenterà la Russia». Sanzioni sono state imposte anche «a Mikhail Shvydky, rappresentante speciale del presidente russo per la cooperazione culturale internazionale, che definisce la guerra della Russia contro l’Ucraina “un momento storico importante” e afferma pubblicamente che l’ammissione della Russia alla Biennale di Venezia sarebbe la prova che la cultura russa non è isolata», specifica ancora Kiev.

Le sanzioni dell'Ucraina

Le sanzioni dell’Ucraina, è bene precisarlo, non possono essere estese alla comunità internazionale, ma ribadiscono per la nazione che sta subendo l’invasione, l’inopportunità della presenza russa alla prossima Biennale. Tra i sanzionati figurano infatti anche artisti che parteciperanno alla Biennale quest’anno «per conto – si legge - dello stato aggressore: la violinista Valeria Oleinik, che dopo il 2014 ha visitato ripetutamente la penisola di Crimea temporaneamente occupata per sostenere l’aggressione, il cantante Ilya Tatakov, che ha partecipato alla realizzazione di un film di propaganda nei territori temporaneamente occupati della regione di Donetsk per diffondere le idee del “mondo russo”, e il cantante Artem Nikolayev, che ha partecipato a eventi di propaganda in Crimea lo scorso anno».

Le carte tra Biennale e Ministero

Ma a che punto siamo nella disfida delle carte tra la Biennale di Venezia e il ministero della Cultura sulla partecipazione della Russia alla prossima Biennale? Il MiC ha trasmesso nei giorni scorsi le carte provenienti da Venezia al Ministero degli Esteri che ora le sta passando al setaccio per capire se siano state violate le sanzioni internazionali. Sono oltre 600 gli articoli che disciplinano le sanzioni riguardanti la Russia e il lavoro è lungo, anche se dovrà essere concluso al più presto. Nel frattempo oggi, sabato, alle 15 il Collettivo Sale Docks a Venezia (Dorsoduro 265) si ritroverà per organizzare la mobilitazione in vista della presenza di Usa e Israele alla prossima Biennale. Anche quella, almeno per loro, tutta da discutere

LEGGI ANCHE

Vai a tutte le notizie di Venezia Mestre

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto

11 aprile 2026 ( modifica il 11 aprile 2026 | 07:21)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Trapianto cardiaco a cuore fermo: primo paziente italiano operato a Padova

L'operazione avvenuta l'11 maggio 2023 per mano del professor Gino Gerosa

L'informazione nella tua mail

Corriere del Veneto

Le news principali sul Veneto
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione

IscrivitiLA PRIMA PAGINA DI OGGI

Condividi questo articolo