Budrio, ritorna il Festival internazionale dell’Ocarina: «Musicisti in arrivo da tutto il mondo»
La rassegna riproposta dalla Fondazione Entroterre dal 16 al 19 aprile: dal folk al pop, in milioni la suonano nel mondo
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Budrio, ritorna il Festival internazionale dell’Ocarina: «Musicisti in arrivo da tutto il mondo»
di Piero Di DomenicoLa rassegna riproposta dalla Fondazione Entroterre dal 16 al 19 aprile: dal folk al pop, in milioni la suonano nel mondo
Con la sua forma ovoidale allungata che richiama quella di una piccola oca, ucareina in dialetto, un’imboccatura a lato e svariati fori scoperti un po’ alla volta mentre si suona, l’ocarina è nata a Budrio a metà ‘800. A partire dalla felice intuizione di un diciassettenne, Giuseppe Donati, che contribuì poi a far nascere i primi ensemble legati al nuovo strumento, i settimini. Uno strumento legato anche a compositori come Janacek e Ligeti, a De Andrè così come alle colonne di Morricone per film di Sergio Leone e a capolavori quali Novecento di Bertolucci.
Dalla prossima settimana ritorna il Festival internazionale dell’Ocarina, riproposto dalla Fondazione Entroterre dal 16 al 19 aprile con un’anteprima il 14. Il coordinatore artistico Pierfrancesco Pacoda invita a scoprire cosa succederà a Budrio nei quattro giorni, quando «una piccola cittadina diventa un epicentro musicale internazionale. Un’esperienza unica durante la quale si fa musica dappertutto, nel centro storico, in teatro, ci sono i buskers per strada e i concerti. Un palcoscenico diffuso dedicato all’ocarina che ha una fama internazionale, attestata da musicisti in arrivo da Stati Uniti, Giappone, Cina, Corea, Germania, da tutto il mondo. Spesso non ci accorgiamo che dietro casa ci sono unicità creative che ci sono riconosciute nel mondo».
I 27 elementi dell’Aniraco Orchestra
In effetti un milione di suonatori di ocarina in Corea del Sud, cinquecentomila in Giappone, da dove arriveranno i 27 elementi dell’Aniraco Orchestra, e altrettanti in Cina, sono numeri importanti. Per uno strumento estremamente versatile, che permette di esplorare generi diversi, dal folk alla musica classica, dal pop al jazz, fino alle contaminazioni con l’elettronica. Il cuore del festival sarà tra il Teatro Consorziale, le Torri dell’Acqua, il Museo dell’Ocarina, le piazze e i portici animati dal Mercatino dei Costruttori. Il via giovedì alle 21 in teatro con il dramma satirico L’inganno, tratto da El Güegüense. Opera composta e diretta da Tiziano Popoli, regia di Oderso Rubini, su testo di Renato Billi ed eseguita dall’orchestra La Toscanini Next, con il Quintetto di Ocarine e le voci soliste degli allievi del Conservatorio di Bologna.
La colonna sonora dello spettacolo di burattini
E se il centro storico durante le giornate si popolerà con l’energia degli Oca-Buskers, la sperimentazione troverà casa alle Torri dell’Acqua con la presentazione di «Økarine», l’ultimo lavoro discografico del musicista di ricerca Økapi. Tra elettronica, manipolazione timbrica e suggestioni acustiche, si potrà ascoltare la colonna sonora dello spettacolo di burattini Isabella ambasciatrice di Armonia di Riccardo Pazzaglia, realizzato per Ocarina Factory di Fondazione Entroterre, che negli ultimi tempi ha ripreso in mano il festival dopo un periodo di interruzione.
Passaggio di testimone all'orizzonte
Il presidente Claudio Borgianni, dopo aver ricordato il raddoppio delle presenze, quasi quattromila l’anno scorso, ritiene che il festival sia pronto per affrontare una nuova fase, predisponendo un passaggio di testimone: «Questo percorso ci porterà nel tempo a trasferire il nostro know-how a nuovi soggetti locali che guideranno la manifestazione verso il futuro». Il gran finale del programma, su entroterre.org, sarà domenica 19 aprile quando a incontrare l’ocarina saranno prima Mirko Casadei e la sua POPular Folk Orchestra e poi i Lovesick.
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10 aprile 2026
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