Dispersione scolastica, calo record: è all'8,2 per cento. Allarme università: nel 2025 diminuisce la percentuale dei laureati
Il ministro Valditara: «Un grande dato per l'Italia e per i nostri giovani». Ma il diploma non basta: siamo penultimi in Europa per numero di giovani laureati che nell'ultimo anno sono addirittura scesi di mezzo punto percentuale
Petrolio, gli Usa hanno un tallone d'Achille: si chiama California
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Dispersione scolastica, calo record: è all'8,2 per cento. Allarme università: nel 2025 diminuisce la percentuale dei laureati
di Redazione ScuolaIl ministro Valditara: «Un grande dato per l'Italia e per i nostri giovani». Ma il diploma non basta: siamo penultimi in Europa per numero di giovani laureati che nell'ultimo anno sono addirittura scesi di mezzo punto percentuale
Buone notizie sul fronte dell'abbandono scolastico in Italia. Secondo i dati del ministero dell'Istruzione e del Merito, che ieri ha segnalato l'aggiornamento periodico degli indicatori del Bes (bilancio equo e solidale) dell'Istat con i dati forniti dal ministero stesso. La dispersione scolastica è scesa a livello nazionale all'8,2 per cento, un dato rilevante visto che la soglia fissata da Agenda europea 2030 è del 9 per cento. «E' un grande dato per l'Italia e per i nostri giovani», ha commentato il ministro Giuseppe Valditara, che già lo scorso anno aveva annunciato, durante la presentazione dei dati Invalsi, una discesa del tasso di abbandono all'8,3 dal 9,8 per cento del 2024. Secondo i dati del ministero, se si dividono i risultati dei cittadini italiani da quelli stranieri, si registra - spiega la nota del Mim - un 6,7 per cento di studenti di nazionalità italiana che abbandonano la scuola avendo al massimo la terza media. Mentre tra la popolazione degli studenti stranieri questa percentuale sale di molto facendo registrare il 26,2% di abbandoni: «Tuttavia, rispetto al 2022 - quando il dato era del 30,1% - abbiamo ottenuto una netta progressione anche in questo ambito».
Obiettivo europeo raggiunto
Il dato della dispersione, che in gergo europeo si definisce come il numero degli Elet, Early Leavers from Education and Training, è la percentuale dei 18-24enni che non hanno un titolo di studio superiore alla terza media. La media europea lo scorso anno era del 9,4 per cento, con 17 Paesi che avevano già realizzato l'obiettivo del 2030 (meno del 9 per cento di dispersione). L'Italia aveva l'ottavo peggior risultato, nonostante i progressi fatti negli ultimi dieci anni: nel 2020 l'Italia mancò l'obiettivo europeo del 10 per cento.
«I numeri sono eloquenti - scrive Valditara - partendo da un 11,5% nel 2022, la politica scolastica del governo Meloni ha conseguito il 10,5% nel 2023, il 9,8% nel 2024 per arrivare al dato attuale dell’8,2%, che vede l'Italia in controtendenza positiva rispetto ad altri Paesi. Ricordiamo che nel 2024 la Germania aveva un tasso di dispersione pari a 12,9% e Paesi come Estonia, nel 2024, all'11%, Danimarca al 10,4%, Finlandia al 9,6%, negli ultimi anni hanno registrato un trend negativo con un aumento della dispersione scolastica». Tra le politiche che il ministro rivendica ci sono l'introduzione di Agenda Sud e Agenda Nord, il decreto Caivano che ha previsto procedure più incisive contro la violazione dell'obbligo di frequenza scolastica: in Campania nell’anno scolastico 2024/2025 sono stati recuperati circa 8.000 studenti che avevano abbandonato la scuola.
Obiettivo europeo mancato
Nonostante i notevoli risultati raggiunti sul fronte della lotta all'abbandono scolastico, ad allarmare gli esperti oggi è soprattutto la cosiddetta «dispersione implicita», ovvero la percentuale di giovani che riescono sì a tagliare il traguardo del diploma, ma con competenze del tutto inadeguate sia per affrontare il mondo del lavoro che, a maggior ragione, per tentare la prosecuzione degli studi universitari. Secondo l'ultimo rapporto Invalsi del luglio scorso metà dei 18-19enni italiani italiani non riesce a raggiungere nemmeno la soglia della sufficienza in italiano, e in matematica va addirittura peggio. La scuola italiana, insomma, lascia sempre meno studenti a piedi, ma li licenzia con le «gomme sgonfie». Ecco perché mentre siamo riusciti a tagliare in anticipo il traguardo dell'abbandono scolastico, siamo lontani anni luce dal vedere quello della laurea. Il nostro ritardo su questo fronte è antico (dieci anni fa eravamo gli ultimi, oggi siamo penultimi in Europa: peggio di noi fa solo la Romania), ma il problema è che negli ultimi anni i nostri progressi sono stati stentati e discontinui. Come si vede anche dalle tabelle di quest'ultimo rapporto Bes: nell'ultimo anno la percentuale di giovani laureati (calcolata sui 25-34enni) non solo non è migliorata ma è addirittura scesa dal 31,6 per cento al 31,1 per cento. Visto dall'Italia il traguardo europeo per il 2030 - 45 per cento di giovani con la laurea in tasca - non è la luna: è Marte.
10 aprile 2026 ( modifica il 10 aprile 2026 | 18:31)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
W la Scuola, il programma della Comunità di Sant'Egidio contro la dispersione scolastica
SCRIVI ALLA REDAZIONE
Un contatto veloce con i
giornalisti della redazione
Scuola del Corriere della Sera
SCUOLA - IL CALENDARIO
14/02/2020PisaConvegno sul terzo settore alla Scuola Sant’Anna
14/03/2020SassariFriday for Future, assemblea nazionale
15/02/2020PisaFesta per Galileo Galilei nel giorno della nascita
TUTTI GLI EVENTIVIA SOLFERINO 28 VISITE AL CORRIERE
Come prenotare, le vostre foto e le vostre impressioni
RICHIEDI LA TUA VISITACONFRONTA LE SCUOLE DELLA TUA ZONA
A quale indirizzo di studi sei interessato?
SCEGLI LA TIPOLOGIASTRUMENTI PER LA SCUOLA
IL QUOTIDIANO IN CLASSEInformazione e attualità, il progetto per dare spazio e voce ai ragazzi
TUTTI GLI SPECIALITutti gli speciali di Corriere scuola
DATI & STATISTICHE