Lo tsunami d'argento che rischia di travolgere i conti pubblici e privati
Corriere della Sera - Cultura

Lo tsunami d'argento che rischia di travolgere i conti pubblici e privati

Venerdì 10 aprile 2026
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Nel 2030 il 30 per cento della popolazione italiana avrà più di 65 anni. La nostra età media è di 49 anni. L’aspettativa di vita in «buona salute» si ferma a 58 anni

Lo tsunami d'argento che rischia di travolgere i conti pubblici e privati

di Ferruccio de Bortoli | 10 aprile 2026

Nel 2030 il 30 per cento della popolazione italiana avrà più di 65 anni. La nostra età media è di 49 anni. L’aspettativa di vita in «buona salute» si ferma a 58 anni

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Con la diffusione degli ultimi dati Istat l’Italia si conferma uno dei Paesi con l’aspettativa di vita (84 anni) tra le più alte al mondo. E non possiamo che rallegrarcene. Ci sono Nazioni che sono in cima alle classifiche della felicità, appena diffuse con tante espressioni d’invidia anche da parte nostra ma che, dal punto di vista della salute pubblica, stanno decisamente peggio. Dobbiamo ringraziare la genetica, la dieta mediterranea e, non ultimo, il nostro Servizio sanitario nazionale che però va sostenuto e finanziato. Nel 2030 il 30 per cento della popolazione italiana avrà più di 65 anni. La nostra età media è di 49 anni. L’aspettativa di vita in “buona salute” si ferma a 58 anni. Oltre 13 milioni di persone hanno già due o più malattie croniche. Questo «tsunami d’argento» rischia di travolgere i conti pubblici e privati. «Uno squilibrio che inciderà sempre di più sulla domanda di servizi sanitari, assistenziali e previdenziali», avvertono Sergio Harari e Stefano Paleari, coordinatori del Libro Bianco sulla Cronicità e la Non Autosufficienza. Gli altri esperti coinvolti sono stati Silvio Brusaferro, Guido Cavaletti, Luca Degani, Sergio Dompé, Daniele Finocchiaro, Giada Lonati, Cristina Messa, Nicola Montano, Fabrizio Oliva, Rosanna Tarricone. 
Ci troviamo di fronte a una media di 25 anni di vita in cui, sempre più frequentemente, si dovrà convivere con malattie croniche e disabilità. Enorme l’impatto sulle famiglie, specie quelle più povere. Entro il 2043 si stima che 6,2 milioni di over 65 vivranno soli. In Italia ci sono 8,5 milioni di caregiver e 800 mila badanti. La spesa privata è già oggi di 45 miliardi l’anno a cui si aggiungono i 140 miliardi del costo del Servizio sanitario. Il ticket sanitario incide per un solo miliardo l’anno. Si può andare avanti a lungo così? Ovviamente no.
Il Libro Bianco propone di spingere fortemente nella digitalizzazione delle terapie, specie nell’ assistenza a distanza. «Queste soluzioni di Digital Therapeutics (DTx) - spiega Guido Cavaletti - sono già rimborsati in Paesi come la Germania con costi medi per ciclo di circa 222 euro a ciclo, l’Italia è ancora priva di una normativa in tal senso». Intelligenza artificiale e potenziamento del fascicolo sanitario potranno consentire un diverso approccio alle cure riducendo esami inutili e infinite liste d’attesa. I promotori del Libro Bianco propongono anche incentivi alla prevenzione attraverso la responsabilizzazione dei cittadini. E di rivedere i meccanismi di esenzione dal ticket «introducendo criteri basati sulla reale capacità economica e patrimoniale». Forte il richiamo alla vera funzione delle assicurazioni, quella di coprire i rischi legati alla non autosufficienza, non «uno strumento per saltare la coda pagando un premio».

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