Maturità 2026, tutto quello che c'è da sapere per gli studenti con disabilità e per chi ha disturbi dell'apprendimento
Corriere della Sera - Cultura

Maturità 2026, tutto quello che c'è da sapere per gli studenti con disabilità e per chi ha disturbi dell'apprendimento

Venerdì 10 aprile 2026
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Prove differenziate e supporti digitali: il punto di riferimento resta il Pei. Quando l'esame ha lo stesso valore della Maturità

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Maturità 2026, tutto quello che c'è da sapere per gli studenti con disabilità e per chi ha disturbi dell'apprendimento

di Anna Gioria

Prove differenziate e supporti digitali: il punto di riferimento resta il Pei. Quando l'esame ha lo stesso valore della Maturità

Come ogni anno scolastico in vista dell'esame finale sorge la domanda abbastanza complessa su come verrà svolto l’esame di Maturità dagli studenti con disabilità, un disturbo specifico d’apprendimento o altri bisogni educativi speciali.
Quest’anno, in particolare, la risposta l’ha data l’ordinanza ministeriale per l’esame di Maturità 2025/2026 definendone le modalità dello svolgimento delle prove, gli strumenti ammessi e i criteri di valutazione. Le recenti disposizioni non rappresentano novità assolute, ma sono il risultato di un progressivo lavoro, che comprende la legge 104/1992, la legge 170/2010 e il decreto legislativo 66/2017, interamente rivolto alla tutela degli studenti con difficoltà. Il risultato di questo grande impegno in itinere, che caratterizzerà l’esame di Stato 2026, sarà la personalizzazione delle prove predisposte in base al percorso realmente fatto dagli stessi studenti. In particolare, per gli alunni con disabilità certificata il riferimento resta il Piano Educativo Personalizzato (Pei), che stabilisce se lo studente sosterrà prove equipollenti, e quindi conseguirà il diploma; o se invece sarà sottoposto a prove differenziate, che danno diritto all’attestato di credito formativo. La differenza delle due tipologie di prove è sostanziale, in quanto le prime hanno lo stesso valore legale del normale esame di Stato, anche se è possibile che i maturandi con disabilità le svolgano con modalità diverse, come, tempi più lunghi; contenuti culturalmente equivalenti, ma formulati in modo accessibile; utilizzando mezzi tecnici e strumenti indicati dai Pei.

Le prove differenziate

Invece, le prove differenziate vengono costruite essenzialmente sul percorso didattico personalizzato dello studente, pertanto, non portano al conseguimento del diploma di Maturità, ma ne attestano le competenze raggiunte, obiettivo molto importante per l’inserimento nel mondo del lavoro o per i percorsi di formazione successiva.

Gli strumenti compensativi

Diverse sono le misure adottate per gli studenti con i disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia, difficoltà che non compromettono le capacità intellettive, ma senza gli adeguati supporti, l’esame di maturità può risultare un ostacolo molto grande da superare, o addirittura impossibile. Per far fronte a ciò, e di conseguenza per rispettare il diritto allo studio, l’ordinanza ministeriale per la maturità 2026 ha confermato e rafforzato la prerogativa di usare gli strumenti compensativi previsti dai Pei, come, calcolatrici; sintesi vocali e software di lettura; mappe concettuali e schemi riassuntivi; tempi aggiuntivi generalmente del 30%; utilizzo del computer con correttore ortografico. Nei casi di particolare gravità comprovata dal piano didattico personalizzato, la prova scritta di lingua straniera può essere sostituita con una orale; il diploma non può essere del tutto equiparato a quello ordinario ai fini dell’accesso a determinati percorsi universitari.

I bisogni educativi speciali

Molto eterogenee sono le categorie dei bisogni educativi speciali (BES), in quanto includono situazioni alquanto diverse tra loro, come, lo svantaggio economico, le difficoltà linguistiche degli studenti stranieri, le condizioni cliniche non rientranti né nella disabilità certificata, né nei Dsa. In tali situazioni, l’ordinanza sulla Maturità 2026 stabilisce che sia il consiglio di classe a individuare gli strumenti compensativi o le modalità particolari di svolgimento della prova, in base a quanto documentato durante l’anno scolastico. Non esiste, pertanto, un automatismo, ma ogni decisione deve essere coerente e motivata con il percorso didattico effettivamente seguito.
Un discorso molto importante preso in considerazione dall’ordinanza sulla maturità 2026 riguarda le griglie di valutazione, le commissioni d’esame devono adattare le stesse griglie ai percorsi personalizzati degli studenti con disabilità e con Dsa. Questo, nella pratica, significa che la prima prova scritta di uno studente con dislessia non può essere valutata con gli stessi criteri di quella di compagno senza disturbi; e gli errori ortografici non possono essere considerati nello stesso modo. Nella stessa ottica, per gli alunni con disabilità che hanno seguito un percorso con prove differenziate, la griglia deve riflettere gli obiettivi formativi Pei e non quelli standard.

L'esame in Braille

Affinché l’esame di Maturità venga fatto realmente all’insegna dell’inclusione, per gli alunni ciechi, il ministero dell’Istruzione invia direttamente i test delle prove in codice Braille. Un servizio che necessita i una macchina organizzativa non indifferente, poiché i testi devono essere trascritti, verificati e recapitati alla sede d’esame nei tempi previsti. Per gli studenti ipovedenti, invece, si utilizzano testi ingranditi o supporti digitali con possibilità di zoom. Le singole commissioni possono, inoltre, autorizzare l’utilizzo di tecnologie assistive dai software di ingrandimento ai dispositivi di lettura vocale, purché previsti nei Pei.

10 aprile 2026

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