Oltre le fake news. È il «sistema» che premia il caos
Corriere della Sera - Cultura

Oltre le fake news. È il «sistema» che premia il caos

Giovedì 9 aprile 2026
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Il problema non sono le singole fake news da prevenire o sfatare, ma la maggiore circolazione sulle piattaforme di contenuti che minacciano la democrazia

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Oltre le fake news. È il «sistema» che premia il caos

Martina Pennisi | 9 aprile 2026

Il problema non sono le singole fake news da prevenire o sfatare, ma la maggiore circolazione sulle piattaforme di contenuti che minacciano la democrazia

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Gli ultimi 20 giorni di dichiarazioni di Trump sono il perfetto esempio del caos, anche informativo, che stiamo vivendo: attacchi, minacce, dietrofront, pause, ancora minacce. Un rapporto appena pubblicato dal Joint Research Centre della Commissione europea e firmato anche dal docente della Sapienza Walter Quattrociocchi, spiega — senza fare riferimento al presidente Usa — come l’economia dell’attenzione abbia contribuito a portarci fin qui. Il problema non sono le singole fake news da prevenire o sfatare, ma la maggiore circolazione sulle piattaforme di «contenuti che minacciano la democrazia perché l’attenzione umana favorisce informazioni emotive e conflittuali» in un sistema in cui il modello di business premia l‘engagement. Nei social, le persone sono finite in eco chambers, in cui sono esposte a contenuti dannosi che rinforzano le loro opinioni. Alcune si sono spostate in «ambienti socio-politici in cui la demografia, i contenuti e le narrazioni sono allineati». Le echo platforms. È venuto così a mancare un terreno informativo comune, e la democrazia «non può sopravvivere senza un certo grado di realtà condivisa».

Trump appare come un buon testimonial di quello che lo studio definisce «fantasy-industrial complex», in cui «l’obiettivo non è far credere a determinate affermazioni false, ma distrarre e generare sfiducia». L’Intelligenza artificiale può peggiorare la situazione: mostra un «compromesso preoccupante, in cui una maggiore persuasività si basa su contenuti meno accurati dal punto di vista fattuale» e può creare «illusione di conoscenza». Prosegue lo studio: se regolata secondo principi democratici, l’AI può però diventare un antidoto, contribuendo all’accesso alla conoscenza su larga scala. Altri antidoti? La sovranità digitale dell’Europa e interventi su design e algoritmi. Cambiare le condizioni di fondo, innanzitutto

9 aprile 2026

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