Alla ricerca della felicità c’è Balzano a Rovereto: «Capire da dove vengono le parole significa anche capire come incidono nel modo di raccontare»
Sabato l’anteprima della kermesse di Educa festival con la lectio dello scrittore che ricostruisce la storia e i significati della parola felicità in quattro lingue per mostrare come, nelle diverse tradizioni, questa parola abbia indicato valori morali, visioni politiche e modi diversi di guardare alla vita
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Alla ricerca della felicità c’è Balzano a Rovereto: «Capire da dove vengono le parole significa anche capire come incidono nel modo di raccontare»
di Francesca VisentinSabato l’anteprima della kermesse di Educa festival con la lectio dello scrittore che ricostruisce la storia e i significati della parola felicità in quattro lingue per mostrare come, nelle diverse tradizioni, questa parola abbia indicato valori morali, visioni politiche e modi diversi di guardare alla vita
«Felicità», una parola di cristallo. Cambia a seconda dei valori, delle condizioni, delle idee, dell’età, del rapporto con il tempo e con la morte. Definirla non è impresa da poco, ma può rivelarsi un’avventura. Sabato all’anteprima di «Educa Festival» lo scrittore e insegnante Marco Balzano parla di felicità nella lectio «Post Felicità» in sala conferenze Palazzo del Bene a Rovereto (ore 10.15), a partire dal suo libro «Cosa c’entra la felicità? Una parola e quattro storie» (Einaudi).
Il significato della parola
Balzano ricostruisce la storia e i significati della parola felicità in quattro lingue, greco, latino, ebraico e inglese, per mostrare come, nelle diverse tradizioni, questa parola abbia indicato valori morali, visioni politiche, idee di comunità e modi diversi di guardare alla vita e al futuro. «Capire da dove vengono le parole significa anche capire come cambiano nel tempo e come influenzano il modo di pensare e di raccontare la realtà». Fa notare Balzano: «Per avere idee bisogna avere parole. Per raccontare storie, bisogna avere pensieri ben piantati a terra. Tra gli uomini. Con le chiavi della lingua si può varcare la soglia di qualsiasi idea. Anche della felicità».
Educa immagine
L’incontro è un’anteprima di «Educa Immagine», il festival in programma da venerdì a domenica a Rovereto, con proiezioni, laboratori e incontri per sensibilizzare nuove cittadine e cittadini critici e consapevoli, capaci di comprendere il linguaggio delle immagini e di produrre contenuti digitali responsabilmente. «Educa», il festival dell’educazione, dal 24 al 27 settembre a Rovereto affronta proprio il tema «Forme di felicità». E l’anteprima con Balzano di sabato, oltre alla lectio dello scrittore vedrà un confronto sul rapporto tra felicità, percezione e rappresentazione contemporanea con Michele Marangi, professore di Scienze dell’Educazione e Didattica e Tecnologie dell’Istruzione e dell’apprendimento e Paola Venuti, coordinatrice scientifica di Educa e prorettrice per la didattica dell’Università di Trento. «I social – sottolinea Michele Marangi - hanno creato una condizione mai sperimentata: ci hanno dato un pubblico costante. E avere sempre un pubblico cambia il modo in cui viviamo le esperienze, inclusa la felicità. Che diventa più difficile da distinguere dalla sua rappresentazione. Un paradosso simile sta accadendo anche con l’Intelligenza Artificiale. Sta facilitando e abbreviando molti processi, quindi in teoria ci sta restituendo tempo. E il tempo libero è sempre stato uno degli ingredienti chiave per la felicità. Ma saremo capaci di usare questo tempo libero per essere felici o lo riempiremo con qualcos’ altro?». Il festival «Educa» è promosso da Provincia di Trento, Università di Trento e Comune di Rovereto, organizzato e ideato da Consolida con Superflùo. Sostegno scientifico di Iprase, Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Demarchi.
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9 aprile 2026
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