Festival della Fiaba, la fantasia è protagonista a Merano: tutti gli appuntamenti
Letture, spettacoli, mostre, talk e laboratori. Il titolo dell'edizione di quest'anno è «C’era una volta… un drago». Da un’idea di Letizia Aguanno, a cura di Nazario Zambaldi
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Festival della Fiaba, la fantasia è protagonista a Merano: tutti gli appuntamenti
di Silvia M.C. SenetteLetture, spettacoli, mostre, talk e laboratori. Il titolo dell'edizione di quest'anno è «C’era una volta… un drago». Da un’idea di Letizia Aguanno, a cura di Nazario Zambaldi
«Forse un drago nascerà» è il titolo di un libro cult di Giuliano Scabia, ma anche l’auspicio che dà il via a un laboratorio per bambini e scandisce il battito vitale di una città che sceglie di riscoprirsi attraverso l’archetipo che simboleggia la forza interiore. Dopo il successo dell’esordio dedicato alle ombre del bosco e alla paura, a Merano il «Festival della Fiaba» quest’anno è intitolato «C’era una volta… un drago!». Per più di un mese, fino al 13 maggio, la rassegna curata da Nazario Zambaldi e nata da un’idea di Letizia Aguanno trasforma la città sul Passirio in una mappa dell’immaginario celebrando il coraggio, l’energia vitale e la libertà. Se il drago, da Occidente a Oriente, rappresenta la sfida e la potenza, «il festival sceglie di cavalcarlo per insinuarsi tra i quartieri di Merano», come spiegano gli organizzatori. Quest’anno il cuore pulsante del decentramento è Sinigo, segno di una volontà precisa: la fiaba non è un bene di lusso da museo, ma uno strumento di cittadinanza attiva e partecipazione. «Teatro può essere gioco, ma è soprattutto itinerario di ricerca attraverso l’invenzione - sottolinea Zambaldi, citando lo spirito di Scabia -. È la riscoperta del fare attivo accanto al vedere passivo».
La mostra
Dopo l’inaugurazione della mostra «Draghi e castelli», oggi pomeriggio alle 18 nella sala espositiva del Centro per la Cultura di Merano, il sipario si alza sabato alle 16 a Sinigo, nella sala Ipes, con «La principessa rapita» di I Teatri Soffiati. Giacomo Anderle e Alessio Kogoj portano in scena un racconto cavalleresco che mescola magia, nonsense e risate, per un pubblico dai tre anni in su. È il primo passo di un percorso che vede coinvolte realtà come la Biblioteca Civica, Kunsthaus, l’associazione Theatraki e il Pascoli di Bolzano. Il weekend successivo si entra nel vivo dell’esplorazione. Sabato 18 aprile alle 20.30, al Centro per la Cultura, Claudio Tomaello e «La forza di cambiare», narrazione teatrale ispirata a Hansel e Gretel per comprendere come sciogliere gli incantesimi mentali che ci tengono prigionieri. Tomaello condurrà, domenica 19 aprile, il seminario intensivo per adulti «La forza e la grazia» per indagare i segreti della felicità e dell’unione tra maschile e femminile nelle fiabe.
Gli altri appuntamenti: tra teatro e laboratori
La rassegna prosegue lunedì 20 aprile al Teatro Puccini con «I tre capelli d’oro del diavolo», dal laboratorio teatro-scuola con le classi quinte della scuola primaria De Florian, mentre mercoledì 22 aprile la biblioteca di Sinigo si popola di «Draghi, dragotti e dragoni» per letture di pagine incantate.
Giovedì 23 aprile alle 18 alla Kunsthaus Francesco Cappa presenterà la nuova edizione dello storico libro di Giuliano Scabia, Forse un drago nascerà, racconto di quell’avventura pedagogica che nel 1972 coinvolse i ragazzi dell’Abruzzo nella rifondazione fantastica delle loro città.
Maggio porterà con sé la leggerezza del pop-up con «L’anatroccolo» di PanedentiTeatro, l’8 maggio nelle scuole e il 9 al Centro per la Cultura, e la profondità dei laboratori di Hamelin e Emma Lidia Squillari sull’albo illustrato. La chiusura, il 13 maggio al Teatro Puccini,evento nell’evento: in occasione del centenario della legge Basaglia andrà in scena «Il paese dove non si muore mai» del Teatro delle Albe/Ravenna Teatro, una coproduzione italo-senegalese che attinge alle Fiabe Italiane di Italo Calvino per raccontare il viaggio di una giovane verso l’altrove, tra ironia e malinconia africana.
A seguire, il progetto «Tra fiaba e follia», frutto del lavoro di Zambaldi con il Liceo Pascoli e la Casa Basaglia: un ponte ideale tra il festival e la rassegna CratEre.
«Una dimostrazione del fatto che i sogno è il ponte tra il mondo e le storie - spiega Zambaldi - . Merano si conferma un laboratorio di umanità in cui il drago non è più il mostro da abbattere, ma la forza indomita da imparare a cavalcare per guardare il mondo con occhi nuovi».
9 aprile 2026
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