Ora Musk e Bezos si contendono anche la luna
Dopo la missione di Artemis II, partecipata da oltre sessanta Paesi oltre gli Stati Uniti, a entrare in campo in via definitiva sarà la Silicon Valley. E attenzione alla Cina
Ora Musk e Bezos si contendono anche la luna
Federico Cella | 7 aprile 2026Dopo la missione di Artemis II, partecipata da oltre sessanta Paesi oltre gli Stati Uniti, a entrare in campo in via definitiva sarà la Silicon Valley. E attenzione alla Cina
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La missione Artemis II, ora in viaggio di ritorno sulla Terra dopo aver volato intorno alla Luna — portando un essere umano (quattro, per la precisione) nel punto più lontano dal nostro Pianeta mai raggiunto —, sarà verosimilmente l’ultima a «conduzione statale». Virgolette rigorose perché le aziende private sono nei programmi spaziali da decenni. Ma dopo questa missione, partecipata da oltre sessanta Paesi oltre gli Stati Uniti, a entrare in campo in via definitiva sarà la Silicon Valley.
I nomi grossi li conosciamo già. Da un lato c’è SpaceX di Elon Musk, che con un tempismo spaziale ha presentato i documenti per lo sbarco in borsa poche ore prima del lancio di Cape Canaveral. La valutazione dell’Ipo a cui punta Musk per quella che di fatto è diventata la sua holding è da record: 1.750 miliardi.
Dall’altro c’è Blue Origin di Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, sotto contratto Nasa per un lander lunare dal 2023 (SpaceX lo è dal 2021) e del tutto deciso a dare battaglia al rivale più ricco del mondo (classifica dove Bezos entra ed esce dal podio). Un piccolo antipasto lo stiamo seguendo in questi giorni con la «guerra dei satelliti» tra Starlink di Musk e Amazon Leo, con accuse reciproche di violazioni per ritardare il progetto avversario. Ma se la partita degli atterraggi sulla Luna (potenzialmente dal 2028) la «coalizione occidentale» se la giocherà in casa, come scrive Giovanni Caprara — cronista storico dello spazio sul Corriere — c’è un altro attore che partecipa alla partita. E lo fa con il suo pallone.
Si tratta della Cina e del programma International Lunar Research Station (Ilrs), sposato dalla Russia e da una decina di altre nazioni e con previsioni di allunaggio al 2030.
Si sposta quindi sul ricco terreno della space economy la disfida tecnologica tra Stati Uniti e Cina, e sarà appassionante. Ma con un dubbio: con tutti quei miliardari in campo, riusciremo ancora a provare l’emozione genuina che ha fatto da ponte tra il 21 luglio 1969 e l’Apollo 11 e l’1 aprile 2026 e il lancio della navicella Orion?
7 aprile 2026
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