Ieri telepredicatori, oggi influencer spirituali
Corriere della Sera - Cultura

Ieri telepredicatori, oggi influencer spirituali

Martedì 7 aprile 2026
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Nell'epoca del cattolicesimo digitale tra intelligenza artificiale, preti e suore su TikTok, la prossima beatificazione del vescovo Fulton John Sheen, il più famoso telepredicatore cattolico statunitense, è l'occasione per riflettere sul rapporto tra religione e comunicazione e la sfida che ci attende

MERCOLEDì 8 APRILE 2026

Ieri telepredicatori, oggi influencer spirituali

Nell'epoca del cattolicesimo digitale tra intelligenza artificiale, preti e suore su TikTok, la prossima beatificazione del vescovo Fulton John Sheen, il più famoso telepredicatore cattolico statunitense, è l'occasione per riflettere sul rapporto tra religione e comunicazione e la sfida che ci attende

di MARCO VENTURA

Ci siamo ormai abituati al cattolicesimo digitale: preti e suore tik tok, teologhe influencer, app per itinerari sulle orme dei santi, reel di arte sacra fanno parte di un paesaggio social che risucchia e invade ogni spazio anche nella Chiesa cattolica, nel cristianesimo, in ogni religione e spiritualità. Fa riflettere, perciò, la prossima beatificazione del vescovo Fulton John Sheen,il più famoso telepredicatore cattolico statunitense. 

Il suo successo iniziò negli anni Trenta con The Catholic Hour, il programma radiofonico della domenica sera di Nbc. Il giorno di Pasqua del 1940 celebrò la prima messa in televisione della storia americana. A partire dal 1952 la consacrazione tv avvenne con il programma Life Is Worth Living, trasmesso nella prima serata del martedì da DuMont prima e da Abc poi. Nel 1953, a 58 anni, vinse l’Emmy Award come migliore personalità televisiva dell’anno.Sempre più famoso, Fulton Sheen proseguì l’attività televisiva in vari formati fino alla morte nel 1979. 

La cerimonia di beatificazione prevista il 24 settembre al The Dome at America di St Louis, dove sono attese più di centomila persone, è l’occasione per ripensare il percorso che va dalla radio nel periodo tra le due guerre mondiali all’intelligenza artificialeche veste Donald Trump da papa nell’imminenza dell’ultimo conclave. È l’occasione per interrogarci sul senso di quel percorso, sulla sfida che ci attende. 

La storia della comunicazione dell’ultimo secolo è stata infatti anche la storia della religione. Cinque secoli fa la stampa consentì a tutti di leggere la Bibbia, lanciò il protestantesimo e cambiò il cattolicesimo; al contempo fu proprio l’emergere di un nuovo cristianesimo meno gerarchico a stimolare l’invenzione della stampa a caratteri mobili. Analogamente la traiettoria degli ultimi cento anni è quella di una nuova religione che rinnova la comunicazione e insieme di una nuova comunicazione che rinnova la religione: è avvenuta così – dalla radio alla televisione, da internet ai social – la transizione dai telepredicatori agli influencer spirituali e ai tecno-gurudella Silicon Valley. 

Anche in questo caso, l’innovazione della religione e della comunicazione è avvenuta all’insegna della liberazione, del popolo, della democrazia. Ne hanno beneficiato le chiese evangeliche alternative al protestantesimo storico, che abbiamo imparato a conoscere negli anni Novanta con i telepredicatori cui Corrado Guzzanti e Marina Massironi, alias Snack e Gnola, fecero il verso su Rai 2 nel 2001, poi divenuti gli annunciatori del Vangelo della prosperità neoliberista denunciato da Papa Francesco e ora riemersi nei pastori che stendono le mani sul presidente Trump, comandante in capo delle forze armate Usa, all’inizio del bombardamento dell’Iran. 

Popolare per chi la sostiene, populista per chi la combatte, quella comunicazione cristiana affascina tanti cattolici, negli Stati Uniti e oltre. Per costoro, la beatificazione di Fulton Sheen –anti-comunista e anti-freudiano – offre l’occasione per dare profondità storica alla guerra di cultura contro la democrazia liberale fomentata dai profeti d’un dio tecnologico come Elon Musk e Peter Thiel. Al contrario, per chi ricorda Fulton Sheen come un campione di unità, teso a superare le divisioni della società americana e del cattolicesimo moderno, l’appuntamento di settembre a St Louis è il momento per ricordare che il popolo di Dio del Concilio Vaticano Secondo è radicalmente diverso dal popolo che idolatra gli algoritmi.

Nell'immagine: l'Emmy del vescovo Fulton John Sheen (1895-1979) conservato dalla Archbishop Fulton J. Sheen Foundation a Peoria, Illinois. 

Su «la Lettura» #749, disponibile in edicola e in questa App, l'articolo di Marco Ventura sulla beatificazione di Fulton John Sheen, in programma il 24 settembre.

7 aprile 2026 ( modifica il 7 aprile 2026 | 19:43)

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