«Parole del tempo», nella collana bilingue voci sul tema dell’esclusione: «Disegnare la contemporaneità con autori e autrici italiani e tedeschi»
Il progetto editoriale altoatesino. La casa editrice Alphabeta insieme a Zelt e i racconti (bilingui) di autrici e autori. Presentazione giovedì a Bolzano, Biblioteca Tessmann, con Mujcic e Streeruwitz
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
«Parole del tempo», nella collana bilingue voci sul tema dell’esclusione: «Disegnare la contemporaneità con autori e autrici italiani e tedeschi»
di Lucia MunaroIl progetto editoriale altoatesino. La casa editrice Alphabeta insieme a Zelt e i racconti (bilingui) di autrici e autori. Presentazione giovedì a Bolzano, Biblioteca Tessmann, con Mujcic e Streeruwitz
Giuliano Geri, editor di Alphabeta
«Esclusione» (Ausschluss in tedesco) è il tema della terza edizione del progetto bilingue Parole del tempo - Zeitworte, portato avanti dalla casa editrice altoatesina Alphabeta, insieme a Zelt, il Centro europeo di letteratura e traduzione con sede a Bressanone. Lavorando in una regione di confine, dove sono presenti lingue e culture diverse, la casa editrice Alphabeta, fondata più di 30 anni fa a Merano e entrata a fare parte dal 2024 della bolzanina Raetia, promuove da sempre il dialogo tra la lingua italiana e quella tedesca.
I due nuovi volumi della collana Parole del tempo raccolgono i racconti inediti di quattro autori e autrici: due italiani e due tedeschi, e le rispettive traduzioni.
Kurt Lanthaler, Elvira Mujcic, Sebastiano Mondadori e Marlene Streeruwitz, sono autrici e autori internazionali che si confrontano da prospettive e con sensibilità diverse attorno alla parola Esclusione.
I due volumi, curati da Stefano Zangrando, saranno presentati giovedì alla Biblioteca Tessmann di Bolzano (alle ore 20) con la partecipazione delle autrici Elvira Mujcic e Marlene Streeruwitz. Giuliano Geri, editor e manager di progetto, figura di riferimento del marchio Alphabeta, dal pensionamento del fondatore storico Aldo Mazza, racconta la genesi dell’iniziativa editoriale e il panorama letterario altoatesino.
Giuliano Geri, come è nata la collana «Parole del tempo» e questa edizione in particolare?
«La collana è partita nel 2019 con l’intenzione di disegnare, attraverso il racconto di autrici e autori italiani e tedeschi, il nostro tempo, partendo da una parola chiave che lo descrivesse. Nelle edizioni scorse i temi scelti dai curatori erano Risentimento e Indifferenza. Questa è un’edizione più snella rispetto alle precedenti, con quattro autori e autrici, che hanno discusso e scelto insieme autonomamente la parola Esclusione per identificare il proprio tempo. Abbiamo coinvolto anche le generazioni più giovani e invitato la scrittrice Elvira Mujcic, giunta in Italia dai balcani come profuga di guerra, rappresentante di un numero crescente di autori e autrici con background migratorio, che scrivono non nella propria madrelingua, ma nella lingua del paese d’arrivo, in questo caso l’italiano».
Il bilinguismo in Alto Adige è un problema o una ricchezza?
«In un saggio che abbiamo pubblicato di recente, l’autore Gabriele Di Luca lo smaschera come una menzogna, un bilinguismo di facciata, mentre le due comunità principali in Alto Adige, italiana e tedesca, vivrebbero nella reciproca indifferenza. L’iniziativa di questa collana è invece di avvicinare le due comunità che leggono e di fare conoscere attraverso il lavoro fondamentale di traduzione svolto da Zelt le voci dell’altro gruppo. Ovviamente lo consideriamo una grande ricchezza».
Come valuta la crisi del mondo editoriale in Italia, in particolare delle case editrici indipendenti. E qual è la vostra strategia di sopravvivenza?
«In Italia ci sono tre grandi gruppi dell’editoria che controllano capillarmente, non solo la produzione, ma anche la distribuzione e la vendita dei libri. Alle case editrici indipendenti che non rientrano nella galassia dei grandi, non basta selezionare autrici, autori o titoli e produrre libri di qualità, perché non hanno accesso alle fasi successive per farlo arrivare a chi legge. Le case editrici indipendenti prima di potere fatturare le vendite vivono in una perenne indisponibilità di liquidità per fare fronte ai costi della produzione. L’Alto Adige si discosta dal panorama nazionale grazie a una legge lungimirante della Provincia autonoma di Bolzano, emanata nel 2015, che sostiene in modo consistente attività editoriali, purché promuovano il territorio locale. Un po’ quello che succede col cinema e con i teatri stabili, in tutte le regioni, in Alto Adige è esteso anche alla produzione letteraria. La soluzione è glocal».
Com’è la scena letteraria in Trentino-Alto Adige?
«Soprattutto in Alto Adige le fratture storiche e linguistiche hanno generato una scena molto vivace e variegata».
Franco Vaccari, il «Feedback» dell'artista in mostra al Museion di Bolzano: l'arte come riattivazione sensorialedi Silvia M. C. Senette
Cédric Sapin-Defour, in un libro la tragedia e la rinascita della moglie Mathilde: «Sono sollevato perché lo ha potuto leggere»di Francesca Visentin
Nell’universo di Nil tra bellezza e natura: a Trento la mostra sulla poetessa che fece della sua casa un cenacolodi Sara Santolini
Rovereto, alla libreria Arcadia storie e visioni: un viaggio tra i nuovi libridi Roberto Brumat
7 aprile 2026 ( modifica il 7 aprile 2026 | 18:38)
© RIPRODUZIONE RISERVATA