Messori, l’Opus Dei e il miracolo della gamba
Corriere della Sera - Cultura

Messori, l’Opus Dei e il miracolo della gamba

Martedì 7 aprile 2026
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Crosetto: «Questa è la crisi più dura, Hiroshima non ci ha insegnato nulla. Nel giro di un mese non tutto, ma molto potrebbe essere bloccato»

Messori, l’Opus Dei e il miracolo della gamba

risponde  Aldo Cazzullo

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Caro Aldo,
il saggista e scrittore cattolico Vittorio Messori recentemente scomparso è anche noto per aver sostenuto, nel suo libro «Il miracolo», la veridicità della presunta ricrescita a un contadino in Aragona nel 1640 di una gamba amputata anni prima. Messori lo aveva scritto in polemica con Émile Zola che a proposito dei miracoli di Lourdes aveva dichiarato: «Fra gli ex-voto si vedono molte stampelle ma nessuna gamba di legno». Lei che ha conosciuto personalmente Messori pensa che egli credesse veramente in quell’improbabile miracolo?

Giuseppe Federico, Milano

Caro Giuseppe,
la sua è una bella domanda. Io non credo che Vittorio Messori fosse certo che al contadino dell’Aragona fosse davvero ricresciuta la gamba. Però non era neanche certo del contrario. Era un uomo aperto al mistero. Ed era un uomo di destra, non nel senso di fascista ovviamente, anche se era figlio di un alpino della Monterosa, insomma di un soldato di Salò — «mai ho pensato di stimarlo meno per questo» mi disse —, ma nel senso di conservatore cattolico. Non per questo era un nostalgico o un tradizionalista, ad esempio raccontava di non aver mai partecipato a una messa in latino in vita sua. Semplicemente, si era convertito e aveva una grande fede nell’aldilà. Ma per lui fede non era sinonimo di certezza, bensì di convinzione. Era uno di quelli che leggevano il celebre titolo dell’acquaforte di Goya — «El sueño de la razón produce monstruos», il sonno della ragione genera mostri — ricordando che «sueño» in spagnolo significa anche sogno: per cui i mostri possono nascere anche quando si affidano alla ragione troppe aspettative. Di lui mi piaceva che fosse un uomo molto libero, ad esempio nel libro inchiesta sull’Opus Dei faceva risalire l’aura che circonda l’Opera al fatto che in spagnolo Obra ha un suono sinistro, non a caso lo stesso suono della parola Ovra, il nome che il Duce volle dare alla sua polizia politica. Però il libro era tutto dalla parte dell’Opus Dei. Il ragionamento di Messori era che benessere e decoro non sono incompatibili con il cristianesimo: «Non è detto che in un seminario o in un oratorio ci debba sempre essere odore di minestrone» diceva. Forse san Francesco non ne sarebbe stato entusiasta; va detto però che Francesco non disse mai una parola contro i ricchi, semplicemente voleva essere povero per essere libero, non avere niente da perdere e nessuno cui sentirsi superiore.

7 aprile 2026

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