Il Paese con il record degli inattivi, cioè noi
Ci diciamo spesso che in Italia lavoriamo più degli altri. Ma la realtà è che lavoriamo in pochi: siamo primi per tasso di inattività tra i 15 e i 64 anni
Il Paese con il record degli inattivi, cioè noi
di Ferruccio De Bortoli | 7 aprile 2026Ci diciamo spesso che in Italia lavoriamo più degli altri. Ma la realtà è che lavoriamo in pochi: siamo primi per tasso di inattività tra i 15 e i 64 anni
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Siamo un Paese che lavora molto, forse troppo. È una della autorappresentazioni italiane più diffuse. Ed è vero in molti casi. Soprattutto se paragoniamo orari e impegno di alcune categorie, compresa l’area del lavoro autonomo, ai settori equivalenti di altre economie più evolute. Paesi europei nei quali i salari e gli stipendi sono più alti e non solo perché maggiore è il valore aggiunto delle produzioni di beni e servizi. Siamo rimasti tutti colpiti (e sotto sotto compiaciuti) dall’affermazione del cancelliere tedesco Merz quando ha «rimproverato» i suoi connazionali di lavorare poco e ha proposto di allungare l’orario settimanale fissato per legge a 48 ore.
Noi ci consoliamo guardando al dato sugli occupati che ha superato il record di 23 milioni con un tasso pari al 62,4 per cento. Siamo però sette punti sotto la media europea. La Germania, per inciso, supera il 77 per cento. Uno studio Adapt, di cui dà conto oggi Giorgio Pogliotti su Il Sole 24 Ore, rivela che l’Italia ha un record di cui non può menare alcun vanto: quello degli inattivi. Con un tasso del 33,9 per cento - nella fascia di età tra 15 e 64 anni - ci collochiamo al primo posto in Europa, superiore di dieci punti alla media europea. Ed è inutile consolarci con il tasso di disoccupazione, in diminuzione in febbraio al 5,3 per cento, che si calcola sulla popolazione attiva.
«Troppi in età di lavoro restano ai margini del mercato» spiega il presidente di Adapt, Francesco Seghezzi. La Spagna, che ha appena stabilito il record nell’occupazione con 22 milioni di posti di lavoro (su una popolazione inferiore ai 50 milioni di abitanti), ha un tasso di inattività del 25 per cento. Rispetto all’Italia offre opportunità di lavoro a milioni di persone in più, soprattutto giovani e donne.
Dunque, in molti casi lavoriamo molto più degli altri. La realtà è che lavoriamo in pochi.
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