Eliana Liotta tra alimentazione e pensiero: «La mente radiosa», il ruolo del cibo nel benessere fisico e psichico
Corriere della Sera - Cultura

Eliana Liotta tra alimentazione e pensiero: «La mente radiosa», il ruolo del cibo nel benessere fisico e psichico

Lunedì 6 aprile 2026
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L'autrice presenterà il libro il 27 aprile a Valdagno, Palazzo Festari, il 28 a Verona alla libreria Feltrinelli, il 21 maggio a Sandrigo, Villa Sesso Schiavo, il 22 maggio alla libreria Galla di Vicenza, il 23 al Festival Soave Città del Libro

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Eliana Liotta tra alimentazione e pensiero: «La mente radiosa», il ruolo del cibo nel benessere fisico e psichico

di Francesca Visentin

L'autrice presenterà il libro il 27 aprile a Valdagno, Palazzo Festari, il 28 a Verona alla libreria Feltrinelli, il 21 maggio a Sandrigo, Villa Sesso Schiavo, il 22 maggio alla libreria Galla di Vicenza, il 23 al Festival Soave Città del Libro

Nonostante l’iperalimentazione, rischiamo di avere cervelli malnutriti e «affamati». Lo spiega la giornalista scientifica e saggista Eliana Liotta nel nuovo saggio La mente radiosa. I cibi e i pensieri che nutrono il cervello e rischiarano la vita (Sonzogno), scritto con la neuroscienziata Michela Matteoli e già in vetta alle classifiche di vendita. Un’inchiesta che parte dagli studi più recenti di neuroscienze e approda a discipline nascenti come la psichiatria nutrizionale e il neurometabolismo. Il cervello è in dialogo continuo con il corpo e con il microbiota intestinale e la scienza dimostra che tutte e tutti rischiamo di avere cervelli malnutriti. I sintomi? Ansia, senso di fatica, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione. Ma la mente ha fame anche di sentimenti, spiritualità, pace, musica, arte, letteratura.
Eliana Liotta arriva nel Veneto a presentare il libro, il 27 aprile a Valdagno, Palazzo Festari (ore 20.30), il 28 a Verona alla libreria Feltrinelli (ore 18), il 21 maggio a Sandrigo, Villa Sesso Schiavo (ore 21), il 22 maggio alla libreria Galla di Vicenza, il 23 a Soave al Festival Soave Città del Libro.

Eliana Liotta, cosa significa che i nostri cervelli sono malnutriti?
«I dati scientifici dimostrano che spesso mancano almeno nove sostanze indispensabili a nutrire il cervello, nel libro li elenco e spiego in quali cibi si trovano. Il rischio ad esempio è essere carenti di omega-3, di vitamine e di altre materie prime per sostenere la vitalità delle cellule nervose e la produzione dei neurotrasmettitori. E in Italia e nel mondo c’è un deficit di vitamina D. Una spiegazione potrebbe essere la vita passata tra quattro mura. Se la D si chiama vitamina del sole, un motivo c’è: è sintetizzata dalla pelle quando si espone ai raggi ultravioletti di tipo B. Attraverso il cibo se ne assimila di solito appena il 10-20 per cento del necessario. Ma allo stesso tempo ai cervelli mancano anche i nutrimenti immateriali, ad esempio l’isolamento sociale è un fattore di rischio per la salute come il fumo e lo stress».

Nel campo dei nutrimenti immateriali, elenca libri e film.
«I libri sono maestri di empatia. I buoni libri e anche i buoni film, possono essere come picconi che aprono buchi nei nostri muri mentali. Seguiamo le vicende dei personaggi immaginari, ci caliamo nei loro panni e con questo esercizio di immedesimazione diventiamo più bravi a capire le emozioni e i sentimenti delle persone reali. I libri che ci piacciono provocano un senso di rapimento, tanto che l’espressione comune è «immergersi nella lettura». Lo stesso accade quando andiamo al cinema o all’opera. Una disciplina nascente, le neuroscienze letterarie, studia cosa succede nel cervello quando seguiamo una storia».

Cruciverba e sudoku contro il declino cognitivo?

«Vale tutto quello che amiamo, thriller inclusi. Il racconto dei gialli classici somiglia a un gioco enigmistico. Secondo diverse indagini, la lettura protegge potenzialmente le funzioni cognitive anche in età avanzata. Uno studio su 1962 anziani ha mostrato che leggere almeno una volta a settimana riduce la probabilità di sviluppare declino cognitivo. Ha senso pensare di allenare il cervello come si fa con i muscoli».

Perché «la mente è radiosa»?
«Perché sprigiona possibilità. Il cervello muta mentre viviamo, continuamente. L’esperienza e i pensieri lo modificano. Ogni relazione, ogni trauma e scoperta lasciano una traccia. E possiamo, sempre, cercare di diventare persone migliori, in un modo o nell’altro: cambiare è nelle nostre facoltà. La mente è radiosa perché richiede energia. Il cervello è strettamente legato all’energia, che gli proviene principalmente dal glucosio che assumiamo con l’alimentazione. Ha risorse limitate, per cui ogni decisione su cosa rappresentare, come imparare o come fare fluire l’informazione deve fare i conti con la disponibilità energetica».

Una dieta sana anche per lenire l’ansia negli adolescenti?
«Una dieta sana è uno dei fattori di prevenzione più potenti contro le patologie croniche e contro il declino cognitivo. Se ne parla molto a livello teorico e ancora troppo poco nella pratica clinica. Si sta facendo strada l’ipotesi che anche l’alimentazione possa influenzare l’ansia che opprime gli adolescenti e lo sviluppo di alcuni disturbi neuropsichiatrici. Se mancano gli omega-3 o i folati, siamo privi della prima protezione per il cervello, come se uscissimo con una maglietta in pieno inverno, anziché indossare maglione e cappotto».

La luce può essere una cura?
«L’inverno del cervello si può curare con la luce. Negli anni Ottanta si sono intensificate le ricerche sui disturbi dell’umore e sull’importanza dell’esposizione al sole. Si è capito che la depressione non è solo tristezza, ma uno sfasamento dei cicli biologici dell’organismo, con alterazioni di sonno, veglia, produzione ormonale e controllo dei neurotrasmettitori appiattiti. Di qui l’idea di utilizzare come trattamento la luce, l’elemento che ogni mattina sincronizza i ritmi interni, segnando l’avvio di tutti i processi fisiologici. La fototerapia prevede l’esposizione mezzora a una lampada a luce bianca e brillante, che riproduce quella dell’alba, accelerando l’efficacia dei farmaci».

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