La rivoluzione degli Young British Artists
Corriere della Sera - Cultura

La rivoluzione degli Young British Artists

Lunedì 6 aprile 2026
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Nato nel Regno Unito alla fine degli anni Ottanta e negli anni Novanta, il movimento è caratterizzato da un spirito di innovazione, provocazione e una forte attitudine al superamento delle convenzioni tradizionali dell’arte. Tra gli esponenti più noti Damien Hirst, Tracey Emin, Jenny Saville

MARTEDì 7 APRILE 2026

La rivoluzione degli Young British Artists

Nato nel Regno Unito alla fine degli anni Ottanta e negli anni Novanta, il movimento è caratterizzato da un spirito di innovazione, provocazione e una forte attitudine al superamento delle convenzioni tradizionali dell’arte. Tra gli esponenti più noti Damien Hirst, Tracey Emin, Jenny Saville

di STEFANO BUCCI

Danien Hirst con una delle sue opere più celebri, la zebra in formaldeide.

Quello degli Young British Artists, nomine in codice Yba, è stato un movimento artistico emergente nel Regno Unito alla fine degli anni Ottanta e negli anni Novanta, caratterizzato da un spirito di innovazione, provocazione e una forte attitudine al superamento delle convenzioni tradizionali dell’arte.Questo movimento ha visto nascere (e crescere) una generazione di artisti che di fatto hanno rivoluzionato il panorama culturale britannico e internazionale, portando in scena opere audaci, spesso controverse, che sfidavano le norme sociali e artistiche del tempo.

Tra le figure più emblematiche di questa corrente troviamo artisti-star come David Hockney,nato nel 1937, noto per le sue innovazioni nel mondo della pittura e del disegno; Tracey Emin,nata nel 1963, celebre per le sue installazioni intime e autobiografiche; Damien Hirst,nato nel 1965, icona del capitalismo artistico e dell'arte concettuale attraverso le sue opere shock. E come Jenny Saville,nata nel 1970, riconosciuta per i suoi dipinti figurativi di grandi dimensioni e per il suo approccio al corpo e alla femminilità; e molti altri artisti che, nel corso degli anni Novanta, hanno portato avanti una vera e propria rivoluzione estetica e culturale.

È stata una generazione che ha saputo mescolare riferimenti pop, cultura di massa, opere di immediata accessibilità e contenuti spesso controversi,facendo discutere e riflettere sul ruolo dell’arte nella società contemporanea. Una generazione che si è sviluppata in un contesto di grande fermento, con gallerie indipendenti, mostre e fiere dedicate, che hanno fatto da piattaforma per giovani talenti desiderosi di sfidare le tradizioni e di innovare.

Damien Hirst si è, ad esempio, fatto notare soprattutto per le sue opere shock come le volle con animali imbalsamati e le installazioni provocatorie, che mettevano in discussione i limiti tra vita e morte, estetica e decadenza. La sua capacità di unire arte e marketing ha fatto di lui una delle figure più discusse e remunerative della scena contemporanea. Per parte sua, Tracey Emin si è distinta con lavori estremamente privati e autobiografici, spesso sfacciati, come le sue installazioni di tende, disegni e scritte che esplorano temi di desiderio, vulnerabilità e identità. La sua arte ha aperto nuovi spazi per il racconto personale e la rappresentazione dell’intimità,gettando luce sulla complessità dell’esperienza umana.

David Hockney, pur essendo un’artista più maturo e già noto prima della nascita del movimento Yba, ha influenzato profondamente molte generazioni successive grazie alla sua sperimentazione con la pittura, la fotografia e le nuove tecnologie. Attraverso i suoi colori vivaci e le sue rappresentazioni della vita quotidiana, Hockney ha contribuito a definire un’estetica che coniuga il realismo con un senso di meraviglia,spesso affrontando temi legati all’amore, alla famiglia e alla natura. Mentre Jenny Saville, invece, si è fatta conoscere per i grandi dipinti figurativi che esplorano la condizione femminile, il corpo e l’identità, sfidando le rappresentazioni stereotipate e celebrando la diversità corporea con un linguaggio pittorico potente e coinvolgente. La sua arte si inserisce perfettamente nel filone più aperto alla discussione sulla corporeità e sulla percezione del corpo nella società contemporanea, contribuendo a rinnovare la tradizione figurativa britannica.

Altra figura fondamentale è conosciuta come la regina degli Young British Artists: Sarah Lucas,nata nel 1962, con le sue opere ironiche e spesso provocatorie che affrontano temi di genere, sessualità e culture di consumo. Attraverso l’uso di oggetti comuni, materiali riciclati e un approccio decisamente dissacrante, Lucas ha dato voce a un’arte che vuole scuotere, svelare le ipocrisie e mettere in discussione le convenzioni sociali. 

La scena Yba si è mossa anche attraverso il contributo di altri artisti come Marc Quinn,nato nel 1964, che ha portato avanti un’arte che combina scienza, tecnologia e corpo umano, e Tracey Moffatt,nata nel 1960, che ha adottato linguaggi visivi diversificati per affrontare tematiche di identità, diaspora e media.Tutti questi artisti hanno condiviso un approccio alla creazione che privilegia l’immediatezza, la polemica e l’originalità, portando il pubblico e la critica a confrontarsi con una realtà artistica più diretta, meno snob e più legata alle questioni sociali del presente.

Nel complesso, la scena Britart si è dunque distinta per il suo spirito di sfida alle tradizioni, per l’uso di tecniche innovative e per la volontà di recuperare l’intensità dell’esperienza personale e collettiva. Molti artisti, pur differenziandosi nel linguaggio e nei contenuti, hanno condiviso la volontà di condividere con il pubblico una visione più sincera e diretta della realtà, spesso andando oltre i confini dell’arte convenzionale e facendo spazio a un’arte che si confronta con temi come la morte, il desiderio, il corpo, la società dei consumi e la cultura pop. 

La loro influenza si è fatta sentire non solo nel mondo dell’arte, ma anche nel modo in cui la cultura contemporanea riflette e si relaziona con le proprie radici britanniche, creando un movimento che ha saputo portare l’arte fuori dai musei per inserirla nel tessuto quotidiano, nel vivere pubblico e nel dibattito sociale. In questo modo, gli Young British Artists hanno lasciato un’impronta indelebile nel panorama artistico globale,dimostrando che l’arte contemporanea può essere un potente veicolo di provocazione, critica e rinnovamento culturale.

Nell'immagine: Danien Hirst con una delle sue opere più celebri, la zebra in formaldeide.

Su «la Lettura» #749, disponibile in edicola e in questa App, gli articoli di Martin Gayford e Luigi Ippolito sulla retrospettiva «A second life» che la Tate Modern dedica a Tracey Emin; la visita di Stefano Bucci alla mostra di Jenny Saville a Ca' Pesaro, a Venezia.

6 aprile 2026 ( modifica il 6 aprile 2026 | 19:56)

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