Bolzano, Satana fa gli straordinari a teatro con la commedia «Buffoni all’inferno»
La storia (anzi le tre storie) è narrata da tre attori che si presentano come buffoni, comici reietti della società, disposti a tutto pur di far ridere il loro pubblico pagante, usando arcaiche trovate buffonesche
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Bolzano, Satana fa gli straordinari a teatro con la commedia «Buffoni all’inferno»
di Roberto BrumatLa storia (anzi le tre storie) è narrata da tre attori che si presentano come buffoni, comici reietti della società, disposti a tutto pur di far ridere il loro pubblico pagante, usando arcaiche trovate buffonesche
L'esperienza degli spettacoli diffusi proposta dal Teatro Stabile di Bolzano porta nella prima metà di aprile in cinque diverse date una rilettura della Commedia dell’arte di cui sarà interprete la compagnia vicentina Stivalaccio Teatro. La commedia Buffoni all’inferno si terrà alle 20.30 l’8 aprile al Bressanone Forum, il 10 al Centro Eventi Nobis di Brunico, l’11 al Teatro dei Filodrammatici Gino Coseri di Laives, il 14 al Teatro Puccini di Merano e il 15 al Teatro comunale di Vipiteno.
La storia
La storia (anzi le tre storie) è narrata da tre attori che si presentano come buffoni, comici reietti della società, disposti a tutto pur di far ridere il loro pubblico pagante, usando arcaiche trovate buffonesche da cui ha tratto origine la più celebre tradizione dei comici dell’arte durata duecento anni, fino all’arrivo di Goldoni. La scena è quella delle desolate lande dell’inferno in uno dei sempre uguali giorni di strazianti torture. Ma in un indefinito momento, i dannati vengono distratti dallo sguaiato latrare dei diavoli che corrono da una parte all’altra in cerca di Satana, il solo a poter risolvere il nuovo problema di quei diavoli che appaiono più indemoniati del solito da quando le rive dello Stige si sono popolate di migliaia di anime dolenti, arrivate tutte insieme all’altro mondo per colpa di una fulminante peste bubbonica (ma anche vaiolica o comunque assassina) che di colpo ha riempito all’inverosimile l’Ade obbligando Minosse – il giudice delle anime – a fare gli straordinari per poter vagliare con accuratezza, le colpe di tutti.
Le tre anime dei buffoni
Quando c’è un cambio di passo, anche i programmi subiscono mutamenti: così per sveltire le operazioni che vanno a rilento, Belzebù saggiamente decide di far partire un’inattesa campagna di sconti speciali. E qui entrano in gioco le anime dei tre buffoni Zuan Polo, Domenico Tagliacalze e Pietro Gonnella, a cui viene concesso di poter fare quello che da vivi gli riusciva meglio: intrattenere gli altri facendoli ridere. I buffoni quindi rinascono con quel loro antico sapere – un po’ greve, molto semplice, ma non per questo poco intelligente. Allora i tre buffoni, spaventati e attratti dall’inferno, tra il tragico e il grottesco descrivono alla maniera dei cantastorie quell’ambiente così poco raccomandabile. Del lavoro sono interpreti Matteo Cremon, Michele Mori e Stefano Rota. Il soggetto originale e la regia sono di Marco Zoppello, scenografia di Matteo Pozzobon (autore anche delle luci) e Roberto Maria Macchi, costumi di Lauretta Salvagnin, maschere e carabattole di Stefano Perocco di Meduna e Tullia Dalle Carbonare, musiche originali di Ilaria Fantin, consulenza artistica di Alberto Nonnato, realizzazione costumi di Antonia Munaretti, cooperazione del Teatro Busnelli di Dueville e dell’Accademia Olimpica di Vicenza.
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6 aprile 2026
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