La politica di Israele in mano agli estremisti
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risponde Aldo CazzulloI tuoi preferiti
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Caro Aldo,
scrive un amico israeliano: «Siamo in guerra e qui le leggi le rispettano tutti. Venisse anche il Messia, lo perquisiscono al check point». Monsignor Pizzaballa poteva ignorare che non è momentaneamente interdetta soltanto la Basilica del Santo Sepolcro, ma tutti i luoghi santi privi di rifugio incorporato, compresi quelli ebraici, o che soltanto pochi giorni fa, frammenti di un missile iraniano hanno colpito la Chiesa del Santo Sepolcro? Intanto, in Nigeria, gruppi armati jihadisti uccidevano molti fedeli di ritorno dalle funzioni della Domenica delle Palme. Lo Stato di Israele impedisce ai cristiani la libertà di culto, oppure questa vale soltanto per un porporato in un Paese democratico? Lei si chiede «dove sono finiti i tantissimi israeliani che credevano nella pace e nella convivenza tra i popoli…». Per qualche risposta, visiti, se può, i kibbutz di Be’eri, Nir Oz, Kfar Aza. Oppure il parcheggio di Re’im, ora Memoriale del Nova Festival: qui il 7 ottobre 2023 Hamas uccise 378 giovani, di cui oggi non restano che le foto. Ma amiamo la vita, perciò interpelli, nel kibbutz Sasa dove continua a testimoniare nonostante i continui bombardamenti di Hezbollah, Angelica Calò, ideatrice della Fondazione Bereshit LaShalom – Un inizio per la pace.
Grazia Bertini, Firenze
Cara Grazia,
ho voluto lasciare alla sua bella lettera lo spazio che meritava. Le assicuro che Hamas mi fa orrore, così come i gruppi jihadisti che lei cita. Hamas ha commesso crimini contro gli ebrei, su mandato della teocrazia iraniana, e non ha certo fatto il bene del suo popolo. Detto questo, lei sa bene che Hamas è cresciuta anche grazie alla destra israeliana, che intendeva dividere i palestinesi. Oggi coloro che amano Israele, come lei e come molti di noi, dovrebbero impegnarsi affinché Israele cambi governo e cambi politica. Oggi l’agenda politica di Israele è dettata da personaggi che un tempo sarebbero stati ai margini. Si ricordi che fu Sharon, non certo un uomo di sinistra, a sgomberare i coloni da Gaza. Oggi non soltanto Benjamin Neta-nyahu annuncia di voler annettere la Cisgiordania, ma la Knesset approva la proposta di Ben Gvir di introdurre nei Territori occupati da Israele la pena di morte. Ma solo per un palestinese che colpisce un israeliano; non per un israeliano che colpisce un palestinese. Sono contrario a qualsiasi violenza politica, ricorrere alle armi è stato un disastro per i palestinesi; questo non mi impedisce di farle notare un dato oggettivo, cioè che questa legge è dichiaratamente razzista. Israele sta uccidendo molti suoi nemici, ma sta seminando nell’opinione pubblica mondiale un odio che preoccupa molto chi ha sempre avuto con Israele un legame sentimentale.
6 aprile 2026
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