L’amore riscritto da Gioele Dix: «Caso, algoritmo e pazienza». «Eccoci qui», il 10 aprile al Tnt di Treviglio
Mia moglie era una ex studentessa, che venne a un mio spettacolo, ma il nostro non fu un colpo di fulmine. Stiamo insieme da 24 anni
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L’amore riscritto da Gioele Dix: «Caso, algoritmo e pazienza». «Eccoci qui», il 10 aprile al Tnt di Treviglio
di Rosanna ScardiMia moglie era una ex studentessa, che venne a un mio spettacolo, ma il nostro non fu un colpo di fulmine. Stiamo insieme da 24 anni
Le relazioni amorose, vissute attraverso tre storie, ambientate in epoche diverse che rappresentano il punto di vista sulla coppia. Sono portate in scena da «Eccoci qui», spettacolo scritto e diretto da Gioele Dix e prodotto dal Centro Teatrale Bresciano che approderà, venerdì 10 aprile, al Tnt di Treviglio. Valentina Cardinali e Francesco Aricò daranno vita alle coppie di coniugi e aspiranti fidanzati, protagoniste di altrettante storie che, idealmente, creano un percorso storico nell’idea del rapporto uomo-donna.
Gioele Dix, quali sono i testi interpretati dagli attori?
«Lo spettacolo inizia con un mio adattamento dell’atto unico di Georges Feydeau, “Amour et piano”, esilarante commedia degli equivoci datata 1883, bizzarra e feroce. Ambientata a Parigi, è la classica pochade in cui lei è la ragazza di buona famiglia che aspetta il nuovo maestro di piano; lui è un ragazzo che viene dalla provincia e sogna di vivere un’avventura con una bella attrice. Sbaglia indirizzo e arriva a casa della ragazza, pensando si tratti di un’attricetta, mentre lei lo crede il professore di musica. I due capiranno il fraintendimento e, da romantico, lascio intuire al pubblico che un incontro nato per sbaglio andrà meglio di altri che sono programmati».
Il secondo?
«È ispirato al racconto “Here we are”, scritto nel 1931 da Dorothy Parker, autrice protofemminista che, però, sapeva narrare anche le debolezze delle donne. Gli attori sono due novelli sposi in viaggio di nozze che, in una sala d’attesa ferroviaria, litigano su ogni tipo di sciocchezza, dall’amico che non è venuto alle nozze di cui lui è geloso alla damigella d’onore che piace al marito. Si capisce che il matrimonio andrà in pezzi, di contrappeso all’unione precedente, nata per sbaglio».
Il terzo, quello attuale, l’ha scritto lei.
«È ambientato a Milano, dove una coppia, conosciutasi grazie a una app per incontri, si incontra dopo sei mesi in cui ciascuno di loro ha costruito un’immagine dell’altro: sono in preda all’ansia da prestazione, fragili, buffi, moderni. Ai miei tempi c’erano gli annunci sui giornali e l’idea di cercare in questo modo un partner pareva da sfigati. Oggi non è così: l’algoritmo può fare una selezione positiva, evitando di far perdere tempo».
Qual è la ricetta per stare insieme?
«Gli incontri sono sempre dettati dal caso, io sostengo la tesi che ci debba essere una selezione all’ingresso in base ai gusti comuni. E poi dobbiamo metterci del nostro. Dunque, un po’ di fortuna, l’algoritmo e tanta pazienza. Ma, sia che tu lo faccia davanti a Dio o affidandoti a una app, sarà sempre una scommessa».
Lei e sua moglie come vi siete conosciuti?
«Era un’ex studentessa. Venne a vedere un mio spettacolo, Edipo.com, una mia rivisitazione del mito greco, su suggerimento di una sua insegnante. Mi salutò per dirmi che lo spettacolo le era piaciuto. Non fu un colpo di fulmine (che mi sono sempre andati male). Anzi, ci siamo allontanati e poi è nato l’amore. Stiamo insieme da 24 anni».
Dall’amore all’amicizia. Risale al 27 febbraio l’ultima apparizione di David Riondino che la ospitò a un incontro sul teatro-canzone a Rieti.
«A Rieti, David aveva creato la Scuola dei giullari e mi aveva chiamato per parlare di Gaber. L’incontro doveva essere a maggio, ma a gennaio ci eravamo accordati per anticiparlo. E per fortuna, altrimenti non avrei avuto l’occasione di incontrarlo per l’ultima volta. Mi presentò, rimase ad ascoltarmi e concluse il mio intervento. Non aveva quasi più voce, era fisicamente provato».
Il suo ricordo?
«Citava le poesie a memoria e creava versi all’impronta come fosse un rapper di una volta, ispirandosi ai narratori medievali: i suoi erano sia versi liberi, sia endecasillabi. Era un uomo molto dolce, generoso, accogliente, molto, troppo colto per il nostro mondo dello spettacolo. Un vero poeta».
Alle 21. Biglietto intero 22 euro, ridotto 18.
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