Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry usciva in Francia 80 anni fa. Ora vola nel blu di MinaLima
Corriere della Sera - Cultura

Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry usciva in Francia 80 anni fa. Ora vola nel blu di MinaLima

Domenica 5 aprile 2026
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Il celebre studio londinese ha reinventato (ridisegnato, ricolorato...) l'opera di Antoine de Saint-Exupéry, a ottant'anni dall'uscita in Francia. L'abbiamo vista in anteprima e parlato con gli autori, attesi a Bologna

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Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry usciva in Francia 80 anni fa. Ora vola nel blu di MinaLima

di Cecilia Bressanelli

Il celebre studio londinese ha reinventato (ridisegnato, ricolorato...) l'opera di Antoine de Saint-Exupéry, a ottant'anni dall'uscita in Francia. L'abbiamo vista in anteprima e parlato con gli autori, attesi a Bologna

Dettaglio di una illustrazione del «Piccolo principe» illustrato e animato da MinaLima (Salani, dal 7 aprile) 

Questo articolo è tratto da «la Lettura» #749, disponibile in edicola e nell'App. 

«Credo che abbia approfittato, per la sua fuga, di una migrazione di uccelli selvatici». Il piccolo principe lascia il suo pianeta e si tuffa nel blu siderale dello spazio profondo che avvolge l’asteroide B 612. La lunga sciarpa dorata, il mantello fucsia, la giacca rossa, i pantaloni verdi e la corona sui «capelli color dell’oro» che una volpe incontrata di lì a poco sulla Terra assocerà ai campi di grano.

Se non ricordate il blu dello spazio nel Piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry è perché nell’originale non c’è. E nei celebri acquerelli dello scrittore/aviatore, l’abito del ragazzino è diverso. A immaginare il piccolo principe avvolto dall’immensità è lo studio di design londinese MinaLima nella sua personalissima versione del romanzo in libreria in questi giorni in tutto il mondo (in Italia dal 7 aprile per Salani, pp. 192, euro 34,90), per gli ottant’anni dall’uscita in Francia, nell’aprile 1946 per Gallimard, del capolavoro di Saint-Exupéry (che apparve negli Stati Uniti due anni prima per Reynal & Hitchcock).

Via Zoom, Miraphora Mina e Eduardo Lima, che festeggiano i 25 anni di attività come MinaLima, raccontano a «la Lettura» che l’invito a re-immaginare Il piccolo principe è arrivato direttamente dagli eredi di Saint-Exupéry: «Non pensavamo di esserne capaci. Ma l’invito della famiglia era meraviglioso...», spiega Lima.

Eduardo Lima e Miraphora Mina

Così dopo aver creato l’impianto grafico e visivo dei film di Harry Potter e degli Animali fantastici, dato nuova veste ai classici — da Peter Pan ad Alice nel Paese delle meraviglie, fino al recente Frankenstein —, in volumi interattivi da collezione (editi in Italia da L’ippocampo), e dopo avere interpretato nella distintiva versione illustrata e animata anche i primi tre volumi della saga di Harry Potter (Salani), MinaLima si confronta con il secondo libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia (600 tra lingue e dialetti), un bestseller da oltre 200 milioni di copie che ha conquistato una generazione dopo l’altra.

Il piccolo principe non è parte della collezione MinaLima Classics, avviata nel 2015, cui sta per aggiungersi L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson. Ma «appartiene alla stessa famiglia», interviene Miraphora Mina. Le dimensioni sono le stesse, la struttura pure con l’introduzione grafica a ogni capitolo e gli elementi in cartotecnica: «Cambia la copertina, distinta dalle altre (dove capeggia il titolo, in maiuscolo, ndr) per celebrare la straordinaria collaborazione».

Quando è arrivata la proposta hanno pensato a uno scherzo. «Il volume con le illustrazioni di Saint-Exupéry è conosciuto in tutto il mondo ed è quasi sacro per i francesi; non volevamo interferire. Ma la scelta di darci carta bianca è stata degli eredi. Così dopo il panico iniziale è emersa la consapevolezza che potevamo andare in una direzione totalmente differente; nostra», continua Mina. «Del resto credo che i lettori si siano abituati alle reinterpretazioni e i nostri undici classici ne sono la dimostrazione».

I disegni originali andavano rispettati, sottolinea Mina: «Lasciati in una teca... Dovevamo partire da un punto di vista nuovo. Stratificato, colorato, multidimensionale». Amato dai lettori che conservano i volumi MinaLima e affollano gli incontri con gli autori per farseli autografare. «Naturalmente ci sono elementi su cui i lettori avranno grandi aspettative, la rosa, la volpe, ma tutto il resto si apre all’interpretazione». Ecco quindi l’immersione nello spazio, l’opposto della pagina bianca da cui emergono le illustrazioni dell’originale. «Abbiamo ringraziato per la carta bianca, ma poi il bianco non lo abbiamo usato», dice Lima ridendo.

Mina prosegue: «Non volevamo affrontare la storia in modo lineare. Abbiamo provato a ripensare i pianeti che il piccolo principe visita e i personaggi che li abitano. È un po’ come nel mondo magico di Harry Potter, c’è sempre qualcosa in più e tornare sulla Terra è noioso». Qui approda il piccolo principe dopo la fuga dalla rosa e il viaggio interstellare: «Devi chiederti com’è un campo, com’è il deserto... Qui la sabbia, arancione di giorno, nell’oscurità diventa blu; non è mai una semplice copia della realtà».

Le illustrazioni accompagnano l’incontro tra l’aviatore e il piccolo principe nel Sahara, dove l’aereo del primo è andato in avaria. Nell’originale alcuni disegni dell’autore sono parte del racconto. Qui trovano nuova vita. In uno degli otto elementi interattivi appare il boa che digerisce un elefante disegnato dall’autore a sei anni, ma che i grandi scambiano per un cappello. La nuova versione su un foglio a quadretti è opera del figlio di una illustratrice del volume MinaLima (frutto come sempre del lavoro di squadra): «Se da adulto provi a disegnare come un bambino il risultato è scarso. Nessuno di noi sarebbe riuscito a tracciarlo in quel modo».

La corona e il ritratto del piccolo principe

Ci sono poi i disegni della pecora richiesti dal piccolo principe, tracciati dall’aviatore su un foglio di fortuna, ripiegato su sé stesso, che emerge da un taschino: i vari tentativi per disegnare l’animale, e poi il disegno della cassa che lo contiene, la cui vista fa illuminare il viso del ragazzino... La rosa cela e svela il suo volto; il piccolo principe nasconde il pianeta sotto il mantello e regala la corona che può essere indossata dai lettori. La cartotecnica presenta sorprese: il calendario dei tramonti del re si muove; il serpente avvolge la caviglia del piccolo principe e diventa un gioiello; l’incontro con la volpe è immaginato in 3D; e durante l’ultima camminata nel deserto il giorno lascia spazio alla notte.

«Tra i primi elementi ci siamo concentrati sul colore del costume del piccolo principe», confessa Eduardo Lima: «La palette del libro ruota attorno a quello». L’idea, come per gli altri classici, spiega Miraphora Mina, «è che ogni libro appaia come se fosse un oggetto proveniente dal mondo narrato; che sembri qualcosa di già visto, nella libreria dei nonni o in un negozio di antiquariato nei vicoli di Parigi. Mauricio Carneiro, nostro art director, ha realizzato un costume vero per la vetrina nel nostro shop a Londra, che viaggerà con noi; anche questo può avere la sua storia: proviene forse da una rappresentazione teatrale andata in scena nel 1952 in qualche villaggio? Portiamo tutte queste sensazioni collaterali, perché il libro sia un’esperienza che va oltre le parole».

La vetrina di House of MinaLima, lo shop di Londra, con il costume del piccolo principe

Gli autori hanno incontrato Il piccolo principe da bambini. Miraphora Mina grazie ad amici di famiglia francesi, perché «nel Regno Unito non è famoso come altrove». In Brasile, dove è cresciuto Eduardo Lima, invece, «è grandioso, anche per il forte legame di Saint-Exupéry con l’Amarica Latina. È stato il film del 1974 con Gene Wilder nel ruolo della volpe a portarmi verso il libro. Avevo sei anni. Me ne innamorai anche se mi sembrava troppo triste: nessuno vuole leggere di un ragazzino che muore. Poi quando cresci ne cogli le sfumature. Ma allora ero in ansia per la separazione con la rosa e mi ero creato un mio finale: il piccolo principe riusciva a tornare sul suo pianeta, portando con sé la pecora e la volpe, e avrebbero vissuto tutti lì, molto felici».

Nella versione MinaLima non ci sono variazioni; il testo è integrale (Salani propone la traduzione di Massimo Birattari). Dopo 80 anni, riflette Mina, «continua a rivolgersi ai bimbi di tutte le età». Dimostra, prosegue Lima, «che bisogna avere coraggio e curiosità per trasformare davvero la propria vita. In questo orribile mondo i classici portano messaggi che è importante fare risuonare di nuovo».

Il piccolo principe segna una nuova fase nell’attività di MinaLima. La collezione dei libri di Harry Potter si è fermata al Prigioniero di Azkaban («Avevamo piani per l’intera serie, ma l’editore ha scelto un’altra direzione»); la nuova serie tv Hbo, in arrivo a Natale 2026, ridisegnerà il mondo magico; «ma non vuole dire che non continueremo a frequentarlo: presto ci saranno nuove sorprese». E nel 2027 arriverà la prima storia originale: «Abbiamo appena finito di scrivere un primo libro tutto nostro e stiamo lavorando al secondo. Entrambi molto visivi potrebbero funzionare bene al cinema».

Intanto incontrano i lettori con Il piccolo principe. Dopo Londra e Parigi, Bologna (il 13 aprile alla libreria Coop Ambasciatori, ore 18.30 e il 15 alla Children’s Book Fair, ore 12): «Per aprire a tutti la scatola della magia di MinaLima».

5 aprile 2026

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