Chiuso nella cella del monastero a scrivere un libro con Messori
Chiuso nella cella del monastero a scrivere un libro con Messori
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Caro Aldo,
Messori è morto di Venerdì Santo, penso che non potesse trovare un giorno più simbolico per lasciare il mondo. Ha indagato la verità laddove oggi molti, troppi tralasciano impegno e studio pensando di non trovare nulla cui appendere la speranza. Non sono credente, ma stimo chi come lui si è dedicato profondamente alla fede. Lei con Messori ha scritto un libro, «Il mistero di Torino». Che ricordo ne ha?
Buona Pasqua
Ariele Livia Arduini
Cara Ariele Livia,
buona Pasqua a lei e a tutti i lettori. Il libro cui lei accenna nacque da un’idea di Gian Arturo Ferrari, all’epoca capo della Mondadori. Doveva essere un dialogo su Torino, un confronto di idee tra un cattolico conservatore e un liberale. E in effetti Messori era uno dei conservatori più accaniti che abbia mai conosciuto — ricordo discussioni su Guernica, che secondo lui era stato un legittimo e trascurabile episodio di guerra —, e nello stesso tempo era intellettualmente libero e spregiudicato. «L’uomo non è un angelo» era una delle sue frasi preferite; e amava raccontare quando, prima della conversione, lavorava come centralinista notturno e alla fine del turno raggiungeva volentieri qualche donna in cerca di compagnia. Per scrivere il libro ci chiudemmo una settimana in un monastero a Eupilio, sul lago del Segrino, ricordo un priore incredibilmente piccolo e devoto che pareva uscito dal Nome della Rosa. Pranzavamo e cenavamo con i monaci, poi ci chiudevamo in una cella a parlare di Bobbio e di Gesù, di Galante Garrone e della Madonna, di Firpo e del cilicio di Carlo Alberto (i maestri di Messori erano tutti mangiapreti). Su alcune cose Vittorio aveva sicuramente ragione: il cattolicesimo a Torino non ha nulla di calvinista, Torino è stata una delle capitali della Controriforma, san Carlo Borromeo era piemontese, come Pio V, il Papa di Lepanto. E Torino ha esercitato un ruolo pedagogico — i liberali che fecero il Risorgimento, i comunisti, gli azionisti — che l’ha resa antipatica al resto della nazione. Ora Torino non è più nulla, ha un’identità spappolata. Messori invece la pedagogia piemontese, pur avversandola, la prendeva molto sul serio. L’unica cosa di cui non volle parlare fu la conversione: «Secretum meum mihi», il mio segreto appartiene solo a me. Poi fece un libro con Michele Brambilla tutto sulla sua conversione.
Gli ho voluto bene. Il fatto che sia morto di Venerdì Santo, come lei ha colto gentile signora Arduini, gli corrisponde. L’amata moglie Rosanna — si erano sposati da grandi, lei l’aveva aspettato tutta la vita — era morta invece di Sabato Santo. Se oggi potranno festeggiare la Pasqua insieme, sarà bellissimo.
4 aprile 2026 ( modifica il 5 aprile 2026 | 01:28)
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