La favola di «Leila» al Cinema Nuovo Eden: la nuova pellicola di Alessandro Abba Legnazzi ambientata fra Vestone, Treviso Bresciano e il lago d’Idro
Corriere della Sera - Cultura

La favola di «Leila» al Cinema Nuovo Eden: la nuova pellicola di Alessandro Abba Legnazzi ambientata fra Vestone, Treviso Bresciano e il lago d’Idro

Sabato 4 aprile 2026
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Il regista: «Leila è nato come risposta sincera a un dolore». Quello condiviso con la figlia

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La favola di «Leila» al Cinema Nuovo Eden: la nuova pellicola di Alessandro Abba Legnazzi ambientata fra Vestone, Treviso Bresciano e il lago d’Idro

di Thomas Bendinelli

Il regista: «Leila è nato come risposta sincera a un dolore». Quello condiviso con la figlia

Dopo il debutto ad «Alice nella città» 2025 e al Trieste Film Festival 2026, il film Leila — scritto, diretto e interpretato da Clementina Abba Legnazzi, Alessandro Abba Legnazzi e Giada Vincenzi — arriva nelle sale italiane con un tour speciale che prenderà il via martedì 7 aprile (ore 20,30) proprio da Brescia, al cinema Nuovo Eden.

Girato tra Vestone, Treviso Bresciano e nella frazione di Vesta, affacciata sul lago d’Idro, il film restituisce paesaggi autentici del territorio, che diventano parte integrante della narrazione sospesa tra realtà e fantasia.

Leila racconta la storia di Clementina, dieci anni, che durante un’estate in campagna cerca di fare i conti con la partenza improvvisa della madre, sparita dopo un litigio. Il padre, per proteggerla, trasforma il dolore in un gioco fatto di mappe, missioni e avventure: Clementina diventa Leila, giovane aviatrice coraggiosa, e il padre il suo compagno di viaggio. Insieme partono per una missione immaginaria - ritrovare la mamma - dove realtà e fantasia si intrecciano, aprendo uno spazio possibile per elaborare la perdita.

Al centro delle riprese c’è anche un luogo intimo e familiare, ossia la casa dei nonni paterni del regista Alessandro Abba Legnazzi, che ha accolto le riprese e che nel film diventa il cuore emotivo della storia, in cui si intrecciano passato e presente, infanzia e racconto. «Leila è nato come risposta sincera a un dolore — racconta Alessandro Abba Legnazzi —. Davanti agli occhi pieni di lacrime di mia figlia Clementina, non sapevo come rispondere alla sua domanda più grande: dov’è la mamma?Ho iniziato a disegnare con lei, a inventare storie e giochi per rimanere a galla, per tenerla stretta a me. In quel mondo immaginario sono stato orco e cavaliere, paura e conforto. Questa fiaba, che ci ha logorati e insieme tenuti uniti, è diventata un film: il tentativo di ricomporre, anche se in modo imperfetto e fragile, i frammenti di un giocattolo rotto. È un film che nasce dall’amore, goffo e spaventato, ma ostinato».

Leila segna una nuova tappa nella carriera del regista bresciano Alessandro Abba Legnazzi, che nel corso degli anni ha realizzato diversi lavori tra cui Rada (miglior documentario italiano al Torino Film Festival 2014 e migliore Fotografia al Krakow Film Festival 2015), Storie di uomini e lupi (Cervino Cine Mountain 2016 - Miglior Film), Eskere (Festival dei Popoli 2020) e L’Ors (Bellaria Film Festival 2022 - Premio Distribuzione).
Anche la giovane co-regista e interprete Clementina Abba Legnazzi è nata e cresciuta a Brescia. Mentre, la produttrice Francesca Riccardi, della casa di produzione Start, è originaria di Gargnano.

Dopo la prima bresciana di martedì — presenti in sala registi e interpreti insieme al giornalista Enrico Danesi — il film venerdì verrà proiettato al cinema Corallo di Villanuova sul Clisi e il 17 aprile all’auditorium Rigoni Stern di Vestone, dopodiché inizierà il tour nelle sale di diverse città italiane.

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4 aprile 2026

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