L’aprile caldo sul fronte delle imprese
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L’aprile caldo sul fronte delle imprese

Venerdì 3 aprile 2026
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Dai contratti al Tfr: i fronti aperti e il difficile confronto. Il ruolo del governo

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L’aprile caldo sul fronte delle imprese

Rita Querze | 3 aprile 2026

Dai contratti al Tfr: i fronti aperti e il difficile confronto. Il ruolo del governo

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Il governo ha fatto marcia indietro sul taglio ai fondi per gli investimenti delle imprese. Questo non significa che le tensioni imprese-governo siano archiviate. Anzi. Restano aperti due fronti importanti. Il primo è quello dei contratti pirata: il 9 aprile per la seconda volta Confindustria e Confcommercio diserteranno un incontro con il ministero del Lavoro. Il tutto per protestare rispetto all’invito al tavolo di associazioni, come l’Anpit, che propongono contratti al ribasso. Il danno non è solo per i lavoratori pagati meno ma anche per le associazioni d’impresa con i contratti più generosi che perdono iscritti.

E poi c’è un’altra questione aperta. Associazioni d’impresa e sindacati contestano una scelta che il governo ha preso in legge di Bilancio: quella di permettere da luglio ai dipendenti di trasferire i fondi del tfr versati nei fondi pensione contrattuali di categoria (creati dalle stesse associazioni d’impresa insieme con i sindacati) a banche e assicurazioni private. L’ultima novità è che un emendamento al decreto Pnrr sposta la data dal primo luglio al primo di ottobre, ma non cambia la sostanza: anche questo è un duro colpo alle maggiori associazioni d’impresa che — pareva incredibile solo qualche mese fa — adesso stanno sempre più spesso coordinando la loro azione.

Ora il mese di aprile metterà alla prova il fronte che sempre più spesso vede dalla stessa parte Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, le associazioni delle cooperative (Legacoop, Confcooperative) e quelle dell’artigianato. Queste organizzazioni hanno annunciato un accordo entro l’estate sulla rappresentanza. Bluff o sostanza? Si capirà presto. Il governo potrebbe esercitare entro il 18 aprile una delega in materia salariale. Per evitare questo sorpasso in curva sindacati e associazioni d’impresa dovranno dimostrare in un modo o nell’altro di fare sul serio.

3 aprile 2026

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