Quali tutele per gli «orfani speciali»
Nel 2018 una legge, tra le prime in Europa, mira ad aiutare in Italia gli orfani a causa di crimini domestici (o orfani di femminicidio). La sua attuazione è ancora lenta e farraginosa. Per questo nel 2025 è stato presentato un progetto di legge per istituire un registro nazionale degli orfani, che possa migliorarne l'attuazione
VENERDì 3 APRILE 2026
Quali tutele per gli «orfani speciali»
Nel 2018 una legge, tra le prime in Europa, mira ad aiutare in Italia gli orfani a causa di crimini domestici (o orfani di femminicidio). La sua attuazione è ancora lenta e farraginosa. Per questo nel 2025 è stato presentato un progetto di legge per istituire un registro nazionale degli orfani, che possa migliorarne l'attuazione
di Jessica ChiaNel 2018 usciva per Franco Angeli il saggio Orfani speciali. Chi sono, dove sono, con chi sono. Conseguenze psico-sociali su figlie e figli del femminicidio, scritto dalla psicologa e criminologa Anna Costanza Baldry,scomparsa nel 2019, che è stata la prima in Italia a occuparsi in modo specifico del tema degli orfani di femminicidio e a denunciare la loro condizione, oltre a dedicare la sua vita alla tutela delle donne e dei bambini vittime di violenza. Nel suo volume, una delle prime indagini approfondite sull'argomento, Baldry aveva stimato che in Italia in 15 anni (dal 2000 al 2014) ci fossero stati 1.600 nuovi casi di figli che avevano perso la madre perché uccisa dal padre, poi suicida o successivamente detenuto.
Da allora, con il termine «orfani speciali», si fa riferimento agli orfani di femminicidio,cioè bambini e adolescenti che si sono ritrovati orfani «due volte» e che, a seguito degli eventi traumatici e violenti che hanno vissuto in famiglia, hanno bisogni, problemi e condizioni psico-sociali che necessitano di attenzioni specifiche (o «speciali», appunto).
Spesso questi bambini e ragazzi sono nati e cresciuti in contesti di violenza domesticache ha avuto il suo epilogo culminante nell'atto del femminicidio della madre, di cui quasi la metà di loro è stata testimone. A volte sono stati affidati alle famiglie di origine, di solito i nonni o gli zii materni (è accaduto anche che venissero affidati alla famiglia paterna, come nella storia di Pasquale Guadagno, che ha raccontato in questa intervista al «Corriere») oppure vengono seguiti dai circuiti delle case-famiglia. E, fino a poco tempo fa, in Italia, non esisteva alcuna legge che li tutelasse in nessuna forma.
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A oggi, non esiste un censimento ufficiale degli orfani speciali (come non esiste una mappatura istituzionale dei femminicidi. Anche per questo, dal 2012 La27ora del «Corriere» raccoglie le storie di tutte le donne vittime di femminicidio: a oggi se ne contano 1.437): non si sa esattamente quanti siano e dove siano. Nel novembre 2025 è stato presentato un progetto di legge per istituire un registro nazionale, una banca dati o una anagrafeche possa dare conto della grandezza del fenomeno per agire in modo capillare e diretto su queste famiglie.
L'Istituzione del Registro nazionale degli orfani per crimini domestici proposta alla Camera (è prima firmataria e relatrice Mara Carfagna, Noi Moderati), attualmente in fase d'esame, è una delle richieste avanzate nella relazione finale dell'inchiesta conoscitiva portata avanti dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, di cui è presidente Martina Semenzato.«Questo registro sarà una sorta di banca dati presso il ministero della Famiglia - ha spiegato Carfagna - che consentirà di avere a disposizione dati aggiornati, verificati e condivisi da tutte le amministrazioni competenti, in modo da monitorare l’effettiva attuazione dei sostegni che la legge prevede, che ad oggi sono frammentari, disomogenei proprio per l’assenza di una banca dati ufficiale».
La legge di cui parla Carfagna è la legge 11 gennaio 2018, n. 4 (tra le prime in Europa) che tutela gli orfani a causa di crimini domestici, riconoscendo alcuni diritti specifici, come l’assistenza legale gratuita, un fondo economico dedicato, il diritto a cambiare cognome per allontanarsi da quello del padre, l'accesso a borse di studio,il diritto ad assistenza medico psicologica gratuita e l'esenzione dalla partecipazione alla spesa per ogni tipo di prestazione sanitaria e farmaceutica; il sequestro dei beni dell’indagato per risarcire i danni dei figli della mamma uccisa. Una legge, tuttavia, ancora farraginosa, a cui spesso le famiglie non si rivolgono perché ha il limite di essere poco conosciuta e poco usata e perché l'applicazione è stata spesso lenta e disomogenea.
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Tra i pochi numeri di questo fenomeno, ci sono quelli che l’impresa sociale «Con i bambini», nel contesto del bando «A braccia aperte» (progetto privato varato nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che prevede un investimento di 10 milioni che arrivano dalle fondazioni bancarie, Acri, e si snoda su tutto il territorio nazionale coinvolgendo operatori pubblici e realtà del terzo settore) ha presentato al Senato all’inizio di marzo 2026: sono 253 gli orfani di femminicidio presi in carico (solo) dal bando «A Braccia Aperte» in 5 anni:74 al nord e 179 al centro-sud e isole (nel 40% di questi casi, i minori erano presenti al momento del crimine). Sempre secondo questi dati, il 77% delle famiglie affidatarie dichiara di avere difficoltà ad arrivare a fine mese e, al momento dell'ingresso nel progetto, il 70% dei nuclei non riceveva i benefici previsti dalla Legge 4/2018 per gli orfani speciali. I dati presentati alla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio nel 2025, illustratati dalla presidente dell'Osservatorio nazionale indipendente sugli orfani di femminicidio Stefania Bartoccetti, parlano invece di più di 3.500 minori in Italia.
Nell'immagine: illustrazione di Angelo Ruta per «la Lettura».
Su «la Lettura» #748, disponibile in edicola e in questa App, Jessica Chia intervista Silvia Vecchini e Sualzo, autori della graphic novel «Del buio non ho paura» (il Castoro, pp. 181, euro 15,50; dai 12 anni), che tratta il tema degli orfani speciali. Gli autori presenteranno il libro alla Bologna Children's Book Fair (13-16 aprile) mercoledì 15 alle 12.15, Sala Suite, con Giuditta de Concini.
2 aprile 2026 ( modifica il 2 aprile 2026 | 19:34)
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