«DiVinNosiola», la rassegna dedicata al «passito dei passiti» che diventa un rito collettivo di identità
La grande novità è l’inaugurazione del Sentiero della Nosiola, un progetto di valorizzazione territoriale che trasforma la passeggiata in un’esperienza didattica e sensoriale
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«DiVinNosiola», la rassegna dedicata al «passito dei passiti» che diventa un rito collettivo di identità
di Mauro PigozzoLa grande novità è l’inaugurazione del Sentiero della Nosiola, un progetto di valorizzazione territoriale che trasforma la passeggiata in un’esperienza didattica e sensoriale
Esistono territori dove il paesaggio non è solo una cornice visiva, ma un archivio vivente di gesti, silenzi e attese. La Valle dei Laghi è uno di questi luoghi. Qui, dove le Alpi incontrano la brezza mediterranea, il tempo è scandito da un ritmo che la modernità non ha scalfito: quello della Nosiola, l’unico vitigno a bacca bianca autoctono del Trentino. Fino al 10 aprile, questo «oro giallo paglierino» torna protagonista della sedicesima edizione di DiVinNosiola, una manifestazione che trascende l’evento enogastronomico per farsi rito collettivo di identità e resistenza culturale.
Il Sentiero della Nosiola
La grande novità del 2026 è l’inaugurazione del Sentiero della Nosiola, un progetto di valorizzazione territoriale che trasforma la passeggiata in un’esperienza didattica e sensoriale. Nato dalla collaborazione tra Garda Dolomiti spa, i vignaioli locali e le istituzioni, il sentiero si articola in due anelli. Il percorso di trekking, lungo nove chilometri, si snoda tra Padergnone e Santa Massenza, attraversando i coltivi storici dei Monti di Calavino. L’allestimento, curato dallo Studio X, è un omaggio alla tradizione: tredici installazioni in legno di larice richiamano nella forma le aréle (i graticci per l’appassimento delle uve) e la struttura dei grappoli. Tra queste, un sistema di specchi regala sguardi inediti sul paesaggio e una stazione artistica celebra il vento, elemento invisibile quanto essenziale per la viticoltura locale. Per chi predilige le due ruote, un anello MTB di 28 chilometri collega tutte le cantine della valle, permettendo un’esplorazione attiva e sostenibile del distretto.
Il processo produttivo
Parlare di Nosiola significa evocare la magia del Vino Santo Trentino Doc, presidio Slow Food noto come il «passito dei passiti». La sua unicità risiede in un processo produttivo che sfida le logiche del mercato: le uve vengono lasciate riposare sulle aréle per oltre sei mesi, accarezzate dall’Ora del Garda, la brezza gentile che risale dal lago. In questo lungo inverno, lo sviluppo della «muffa nobile» favorisce la concentrazione zuccherina e crea un profilo aromatico complesso, con note di miele, albicocca e spezie. Lo scorso 29 marzo si è celebrato il «Rito della spremitura», che si svolge da secoli nella Settimana santa e segna il passaggio dall’appassimento delle uve, alla lunghissima fase di fermentazione e maturazione, che porterà al Vino Santo. Il rito è da sempre guidato dalla Confraternita del Vino Trentino, che ha nominato tre nuovi confratelli.
Gli appuntamenti
Il festival offre un calendario fitto di appuntamenti per ogni sensibilità. Il 6 aprile sarà la volta del Nosiola Express, un trenino enogastronomico che toccherà borghi e castelli (da Toblino a Madruzzo), facendo tappa in sei cantine per degustazioni abbinate a piatti tipici della tradizione trentina, dall’orzotto alla polenta concia. Per chi cerca il contatto con la terra, l’escursione tra gli olivi secolari e le vigne sulle pendici del Monte Gaggio offre un paesaggio unico, dove specie alpine e mediterranee convivono grazie al microclima del Garda.
«DiVinNosiola 2026 non è dunque solo una rassegna di etichette, ma un invito a rallentare», concludono dall’Apt Garda Trentino. «È la celebrazione di una “produzione paziente” che, attraverso il nuovo sentiero e i riti della Settimana santa, trasforma una valle in un museo a cielo aperto, dove ogni calice racconta la devozione verso la nostra terra».
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2 aprile 2026
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