«Pasqua sia festa senza uccidere agnelli e capretti». L'appello vegan di Michela Vittoria Brambilla
La parlamentare invita a scegliere menu vegani per celebrare la Resurrezione, «una festa della vita e non della morte». «L'anno scorso uccisi 1,7 milioni di cuccioli di pecora e capra, non è accettabile»
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«Pasqua sia festa senza uccidere agnelli e capretti». L'appello vegan di Michela Vittoria Brambilla
di Corriere AnimaliLa parlamentare invita a scegliere menu vegani per celebrare la Resurrezione, «una festa della vita e non della morte». «L'anno scorso uccisi 1,7 milioni di cuccioli di pecora e capra, non è accettabile»
(Getty Images)
Se siete ancora indecisi sulla composizione del menu pasquale, potete provare a considerare intanto di non inserirvi agnelli e capretti. La cui morte non renderà certo la Pasqua più attinente alla religione. Che non dà infatti alcun precetto per consumare, nel giorno della Ressurrezione di Cristo, le carni di cuccioli di pecora o capra. Si tratta semplicemente di tradizioni popolari. Lo sostengono da sempre le associazioni animaliste che in questo periodo invitano a festeggiare il ritorno al mondo del Signore con atti d'amore e non di crudeltà.
«La Pasqua è la Resurrezione, è la vita - sottolinea Michela Vittoria Brambilla, presidente dell'Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali e della Leidaa, che a pochi giorni dalla ricorrenza lancia un appello ai cittadini italiani, soprattutto quelli che hanno una visione religiosa -. Uccidere dei cuccioli innocenti e mangiarseli è una contraddizione inaccettabile. Ogni anno nel nostro Paese, con un picco all’avvicinarsi delle festività pasquali, si consuma una strage crudele di agnelli e capretti, per rendere omaggio ad una tradizione insensata. Bisogna invece rispettare la vita che nasce, risparmiando agnelli e capretti».
In questo periodo l'offerta di cuccioli di pecora o di capra per finalità alimentari è massima. Ma, fa notare la parlamentare in una nota, dietro le asettiche confezioni messe in vendita c’è un mondo di dolore. «La sofferenza dei piccoli strappati alle madri, anche a 40 giorni di età - ricorda l’on. Brambilla - è davvero indicibile, difficile da immaginare e da descrivere. Li trasportano sui camion spesso per interminabili tragitti dall’Europa dell’Est, li conducono al macello approfittando dell’istinto del gregge, li rinchiudono in box mentre belano dal terrore, li stordiscono con scariche elettriche, li sgozzano e li appendono ai ganci per consentire il dissanguamento: tutto questo mentre gli ultimi arrivati assistono alla macellazione dei loro simili e intuiscono che faranno la stessa fine. Ecco perché dobbiamo imparare a rispettare la vita di tutte le creature e a maggior ragione dei cuccioli».
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E ancora: «Dobbiamo celebrare la festa della Resurrezione onorando la vita, dobbiamo imparare ad optare per un’alimentazione veg, anche nei giorni di festa e proprio perché sono giorni di festa». Ogni anno il mondo animalista rilancia questi concetti e lo fa anche una parte del mondo politico. E non necessariamente quella più ascrivibile al mondo ambientalista. Qualche anno destò un certo scalpore la stessa dello stesso leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, di salvare alcuni agnelli dal macello e di portarli a vivere nel giardino della sua residenza, provvedendo egli stesso ad allattarli. Un messaggio forte per sottolineare una diversa sensibilità in atto nella società. Ma che spesso fa fatica a fare breccia.
La storica immagine di Berlusconi mentre allatta un agnello salvato dal macello (Ansa)
«Ma poco a poco - commenta ancora Brambilla - gli italiani hanno capito e sempre di più manifestano la loro approvazione con la scelta nel carrello della spesa, dove agnelli e capretti uccisi sono sempre meno. Nonostante il continuo declino, perché si è passati da circa 812 mila tra agnelli e capretti macellati nel picco pasquale del 2010 ai circa 390 mila del 2024 e ai 342 mila del 2025, ancora oggi sono troppi gli innocenti sacrificati sull’altare di questa moda alimentare fondata sulla crudeltà». Secondo la parlamentare, tra agnelli, agnelloni, capretti e caprettoni, l’anno scorso fra Pasqua e resto dell'anno «hanno perso la vita 1,7 milioni di animali che a vivere avevano appena cominciato».
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2 aprile 2026 ( modifica il 2 aprile 2026 | 13:53)
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