Gli «Ismi» all’assalto dell’economia
Domenica notte, a Yaoundé (Camerun), sono falliti i negoziati per dare il via alla riforma della Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio. Quattro giorni di discussione tra i 166 Paesi aderenti e zero risultati
Gli «Ismi» all’assalto dell’economia
Danilo Taino | 1 aprile 2026Domenica notte, a Yaoundé (Camerun), sono falliti i negoziati per dare il via alla riforma della Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio. Quattro giorni di discussione tra i 166 Paesi aderenti e zero risultati
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Pare che siamo entrati nell’era del «plurilateralismo». O forse del «minilateralismo». Di certo, si impone l’«unilateralismo» dei dazi di Trump. Il dato di fatto è che il glorioso «multilateralismo» è alla fine della sua corsa, almeno per un po’. Va bene: il paradosso del commercio internazionale è che è tanto importante quanto noioso (apparentemente) e gli «ismi» che lo accompagnano coprono sia divergenze ideologiche che conflitti di interesse. Ma questa settimana siamo probabilmente davvero di fronte a una svolta che rende tutto meno tedioso. Domenica notte, a Yaoundé (Camerun), sono falliti i negoziati per dare il via alla riforma della Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio.
Quattro giorni di discussione tra i 166 Paesi aderenti e zero risultati. La Wto era nata negli anni Novanta del secolo scorso per dare regole agli scambi internazionali. Doveva essere il centro di negoziazione, non si riesce più a trovare un accordo; doveva portare avanti le liberalizzazioni nel commercio, invece crescono le barriere; doveva funzionare da tribunale per le dispute tra Paesi ma anche questa funzione è bloccata. Il risultato è che il multilateralismo sul quale si fondava, cioè la regola secondo la quale il dazio più favorevole accordato a un Paese si estende a tutti gli altri (Nazione più favorita), si è perso per strada. Era la base sulla quale gli scambi globali hanno trascinato la crescita economica del mondo negli scorsi decenni.
A Yaoundé, è stata di fatto dichiarata l’alternativa: il plurilateralismo, cioè accordi tra più Paesi ma non tra tutti, fondato su vicinanze politiche e di interessi. Detto anche minilateralismo se i patti sono tra meno di una decina di nazioni. Una serie di governi vorrebbero che in qualche modo questi accordi restassero sotto l’ombrello della Wto. Il rappresentante commerciale americano, Jamieson Greer, ha invece detto che, se la Wto non è in grado di produrre risultati, Washington lavorerà con chi ci sta «fuori dalla Wto» e che in futuro l’Organizzazione avrà solo un ruolo limitato. Il multilateralismo ha ridotto i dazi e le barriere non tariffarie tra economie e ha molto beneficiato i Paesi in via di sviluppo. Si pensava anche che il libero commercio impedisse o almeno limitasse le guerre. Non è stato così. Si andrà ora verso blocchi «plurilaterali» l’uno contro l’altro armati?
1 aprile 2026
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