Riforma degli istituti tecnici, i sindacati proclamano lo stato di agitazione
Corriere della Sera - Cultura

Riforma degli istituti tecnici, i sindacati proclamano lo stato di agitazione

Mercoledì 1 aprile 2026
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Le associazioni di categoria contestano al governo il taglio di alcune materie con conseguente rischio per i posti di lavoro. Non è escluso lo sciopero

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Riforma degli istituti tecnici, i sindacati proclamano lo stato di agitazione

di Redazione Scuola

Le associazioni di categoria contestano al governo il taglio di alcune materie con conseguente rischio per i posti di lavoro. Non è escluso lo sciopero

Neanche il tempo di far asciugare l’inchiostro dell’accordo raggiunto sul nuovo contratto di lavoro per il triennio 2025-27 e i sindacati tornano sulle barricate proclamando lo stato di agitazione contro la riforma degli istituti tecnici che dovrebbe andare in vigore a settembre. Le associazioni di categoria contestano al governo di aver approvato il provvedimento in fretta e furia senza il necessario confronto con le parti sociali. A preoccupare sono soprattutto i tagli di orario in diverse discipline che secondo il loro giudizio si tradurrebbero in un impoverimento di questi percorsi di studio e soprattutto in una riduzione dei posti di lavoro. Con due comunicati separati sono scesi in campo sia la Flc Cgil che le altre sigle sindacali per chiedere gli uni il rinvio secco di un anno della riforma definita «inutile e dannosa», gli altri la revisione dei quadri orari e la garanzia che nessun docente resterà tagliato fuori. Nel loro comunicato unitario Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anief si rivolgono al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per chiedere di essere convocati per il tentativo di conciliazione previsto per legge. Il governo a questo punto ha tre giorni di tempo per rispondere.

Sin dalla sua approvazione poco più di un mese fa, la riforma voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in adempimento di quanto previsto dal Pnrr ha suscitato un fuoco di critiche, con tanto di petizione online che ha raccolto finora 30 mila firme. Non è bastata a tranquillizzare i sindacati la parziale marcia indietro fatta nel frattempo dal ministero sia sul taglio delle ore di geografia e di lingue straniere negli istituti tecnici economici che sulla nuova disciplina di scienze sperimentali che mescola insegnanti e discipline di 4 materie finora separate: biologia, chimica, fisica e scienze della terra. 
Se il tentativo di conciliazione non andasse a buon fine, non è esclusa la proclamazione di uno sciopero.

1 aprile 2026 ( modifica il 1 aprile 2026 | 19:49)

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