«Trading houses», i veri vincitori del caos energetico
I vincitori di questa fase di caos estremo sono le società di trading nel commercio delle materie prime, che hanno sfruttato al meglio la volatilità delle quotazioni
«Trading houses», i veri vincitori del caos energetico
di Ferruccio de Bortoli | 1 aprile 2026I vincitori di questa fase di caos estremo sono le società di trading nel commercio delle materie prime, che hanno sfruttato al meglio la volatilità delle quotazioni
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Oggi è il giorno del ritorno della fiducia sui mercati finanziari nella speranza (o illusione) di una fine imminente del conflitto nel Golfo. Le Borse recuperano, anche con una certa ampiezza; le quotazioni del petrolio e del gas flettono. La volatilità è stata ed è elevatissima. I veri vincitori di questa fase di caos estremo sono le società di trading nel commercio delle materie prime. Le grandi trading houses sono, per esempio, Trafigura, Vitol e, per le materie prime, Glencore. Hanno sede a Singapore o, per ragioni fiscali, a Ginevra o in altri cantoni svizzeri. Anche alcune grandi compagnie petrolifere, come Btp, Shell e Total, hanno divisioni dedicate al commercio istantaneo dei carichi, anche attraverso i diversi e più sofisticati contratti finanziari.
Tutte queste società sono state premiate dal conflitto ancora più dei Paesi produttori che in alcuni casi, vedi il Qatar per il gas, sopportano danni infrastrutturali che richiederanno anni di riparazioni per tornare al livello d’offerta dell’anteguerra. «La volatilità è il loro ossigeno», riassume in una battuta Salvatore Carollo, esperto del settore ed ex dirigente Eni. Marzo è stato il mese che ha fatto registrare, come segnala opportunamente Maximilian Cellino su Il Sole 24 Ore, il maggior rialzo della Storia per il petrolio, più del cinquanta per cento nella qualità Brent (che peraltro è quello del Mare del Nord). Una manna per chi fa trading. «Le gasiere - ironizza il consigliere di Ipsi, Massimo Nicolazzi - sono come la piscina piena di soldi nella quale si tuffa Paperone».
Forse Trump non vincerà questo conflitto, ma lo avranno certamente vinto quelle società che hanno sfruttato al meglio la volatilità delle quotazioni che però non sono, nella maggior parte, americane, ma anche di Paesi non particolarmente amici. Ma gli affari non hanno bandiera, come spiega il libro-inchiesta, The World for sale di Javier Blas e Jack Farchy, pubblicato nel 2021 che ha fatto luce sui meccanismi, spesso oscuri, del trading delle principali materie prime.
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1 aprile 2026, 11:49 - modifica il 1 aprile 2026 | 11:52
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