Bucha, ricordo (sbiadito) di una strage
Quattro anni fa il massacro di civili ucraini da parte delle truppe russe: gente uccisa per strada, molti i bambini, esecuzioni sommarie, torture. Il totale ufficiale delle vittime fu fissato in 458
Bucha, ricordo (sbiadito) di una strage
di Ferruccio de Bortoli | 31 marzo 2026Quattro anni fa il massacro di civili ucraini da parte delle truppe russe: gente uccisa per strada, molti i bambini, esecuzioni sommarie, torture. Il totale ufficiale delle vittime fu fissato in 458
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Esattamente quattro anni fa, la strage di Bucha ci commosse e indignò. Un massacro di civili ucraini da parte delle truppe russe, gente uccisa per strada, molti i bambini, esecuzioni sommarie, torture. La documentazione di quello che era accaduto - che Mosca definì una messinscena - fu poi chiara il giorno dopo, il primo aprile, quando vennero diffuse immagini e video a testimonianza della ferocia di una guerra d’aggressione che non risparmiava e non risparmia nessuno. Il totale ufficiale delle vittime fu fissato in 458. Sembra passata, da allora, un’eternità. Ed effettivamente è passata un’eternità. Le cronache di quella guerra scorrono via nella pressoché totale indifferenza. Anche perché ce n’è un’altra, di guerra, che mette ancora più in pericolo la nostra sicurezza energetica. E tutti gli occhi sono puntati lì. Anche la circostanza che oggi una delegazione dell’Unione europea, prima del consiglio informale dei ministri degli Esteri a Kiyv, si rechi in quella cittadina martire dell’Ucraina per ricordarne il sacrificio e la liberazione, scivola via, quasi inosservata nella sua diplomatica ritualità.
E scarso seguito avrà, nelle condizioni di misera irrilevanza in cui si trova il diritto internazionale, e a maggior ragione quello penale, la richiesta sostenuta anche da Bruxelles di un tribunale speciale che giudichi quei crimini. La Corte penale internazionale dell’Aia è di fatto paralizzata. Mentre l’aggressore russo rifiata sul piano
economico grazie all’esplodere dei prezzi di petrolio e gas e confida in un Occidente sempre più incline, soprattutto con l’America di Trump, a guardare all’immediatezza delle necessità economiche più che ai principi di umanità e giustizia. Se vi fosse un’altra Bucha, dobbiamo ammetterlo con sincerità e tristezza, le nostre reazioni sarebbero assai diverse da quelle, inorridite e partecipi dei destini ucraini, di quattro anni fa.
Iscriviti alle newsletter di L'Economia
Le idee di Ferruccio de Bortoli e Daniele Manca
I fatti e le persone letti attraverso la lente dell'economia.
E non dimenticare le newsletter
L'Economia Opinioni e L'Economia Ore 18
31 marzo 2026, 12:02 - modifica il 31 marzo 2026 | 12:06
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimi pubblicatiPost referendum, la sindrome del tradimento
Lunedì 30 marzo 2026Il referendum e il clima generale dell'Italia «peggiore di quello che si pensa»
Giovedì 26 marzo 2026Referendum, l'errore che si sta commettendo in queste ore
Mercoledì 25 marzo 2026
Lo spettro di governi instabili
Martedì 31 marzo 2026 di Paolo FallaiFazione, un gruppo aggressivo che divide il mondo in noi e loro
Martedì 31 marzo 2026 di Roger AbravanelServe una Bce dell’energia
Lunedì 30 marzo 2026 di Stefano MontefioriSe la libertà di parola «apre» all’intolleranza
Lunedì 30 marzo 2026 di Sergio HarariCechov aveva previsto il «climate change»
Lunedì 30 marzo 2026 di Dacia MarainiQuando bene e male sono la stessa cosa
Lunedì 30 marzo 2026 LEGGI TUTTI Frammenti"Economia, politica, società: il punto sulle notizie del giorno a partire dai dettagli che le compongono - frammenti in grado di illuminare la realtà più profonda delle cose".
Frammenti, giorno per giorno.