Fazione, un gruppo aggressivo che divide il mondo in noi e loro
Per l'Apegrammma c'è un termine che da un’origine del tutto pacifica, il “fare insieme” si è evoluto per identificare sette e gruppi chiusi
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Fazione, un gruppo aggressivo che divide il mondo in noi e loro
di Paolo FallaiPer l'Apegrammma c'è un termine che da un’origine del tutto pacifica, il “fare insieme” si è evoluto per identificare sette e gruppi chiusi
Apegramma è un gioco di parole, uno dei Giochi delCorriere. Al lettore viene fornita una griglia a forma di alveare: in ogni cella c’è una lettera. Il gioco consiste nel trovare il maggior numero possibile di parole formate con almeno quattro di queste lettere con l’unica condizione di comprendere quella che si trova nella casella centrale. Si vince accumulando punti, trovando più parole possibili, le lettere possono ricorrere più di una volta. Ogni martedì, diamo sul sito del Corriere suggerimenti su una delle tante parole possibili. Un modo per rompere il ghiaccio.
La parola Apegramma di oggi, martedì 31 marzo
FAZIONE è la parola Apegramma della partita di oggi, martedì 31 marzo.
QUANDO L'USO DI UNA PAROLA ne capovolge il significato. È la storia di fazione, che oggi ha un significato di setta, gruppo caratterizzato da aggressività e intolleranza, ma la sua origine è molto più pacifica.
Dall’operosità latina
Fazione ci arriva dal latino factio, derivato di facere. Siamo nell’universo del verbo fare, quel compiere, eseguire, che fa sì che questo verbo sia al servizio della descrizione di qualunque attività, con una miriade di costruzioni che la spiegano. Si può fare un mobile, un viaggio, una risata o una profonda riflessione. Spesso si fanno sbagli, talvolta scelte felici o quotidiane. Tanto da rendere superfluo in alcuni discorsi, specificarle di nuovo. “Hai fatto i compiti?”, eterna domanda dei genitori ai figli. “Sì, li ho fatti”, è l'eterna risposta.
Ci siamo incattiviti
La fazione in origine non era altro che un gruppo unito da una comune scelta di campo o da un obiettivo condiviso. Individui uniti dal “fare” qualcosa insieme. Non sappiamo quando, ma quel concetto di “fare” si è focalizzato sempre più sulle divisioni provocate dal gruppo piuttosto che sull’unità di partenza. Questa trasformazione è solitamente un processo graduale guidato da dinamiche psicologiche e sociologiche di radicalizzazione. Ci siamo incattiviti.
Le regole della fazione
Possiamo tentare per semplicità (e senza pretese esaustive) di individuare alcuni caratteri che contribuiscono a trasformare un gruppo in una fazione, appoggiandoci a lavori molto seri e agli approfondimenti resi disponibili dall’Associazione Italiana di Psicologia Giuridica. Tra i caratteri principali troviamo isolamento e controllo: la fazione interrompe i legami dei membri con l'esterno (famiglia, amici, società) per imporre un controllo totale. La presenza di un leader carismatico: il gruppo segue una guida assoluta che non ammette critiche, spesso arrivando a un "sequestro della mente" dei seguaci. Sopravvento della mentalità "Noi contro Loro” che identifica il mondo esterno come nemico, trasformando le idee in fanatismo e aggressività eversiva. E infine manipolazione mentale: la fazione spesso utilizza tecniche patologiche-criminali che eliminano il pensiero critico.
Il passato e il presente
È evidente come i caratteri evidenziati si prestano perfettamente a spiegare fenomeni anche di massa del passato che ci riguardano da vicino, come il fascismo, il culto mussoliniano, la repressione di ogni critica o dissenso. Purtroppo, sono caratteri che riemergono nella nostra contemporaneità, dove si comportano con l’arroganza delle fazioni non solo le dittature o le autarchie, ma risultano infettate da questa aggressività e dalla repressione del dissenso anche democrazie che se ne reputavano immuni. A conferma che le libertà non sono mai un regalo acquisito, ma vanno difese ogni singolo giorno.
L’evoluzione linguistica
Se la fazione è passata dal “fare comune” all’aggressività intollerante e violenta, non stupisce che dalla stessa etimologia sia emerso il fazioso, aggettivo descrive proprio chi sostiene una parte in modo acritico ed estremista. Fazioso è diventato sinonimo di assenza di obiettività, portatore di una forte parzialità unita ad un intento fanatico e divisivo.
La necessaria prudenza
Questo evolversi del linguaggio ci offre l’occasione di invocare sempre la massima prudenza nell’uso dei termini, soprattutto quelli che vogliono descrivere comportamenti estremi. Se il fazioso è colui che difende con passione e impeto le proprie idee, non è detto che sia per forza tendenzioso e che non abbia esaminato le ragioni opposte. Chi non vuole critiche ed è insofferente contro chi mette in discussione le sue decisioni, farà presto a bollare come “fazioso” il suo oppositore pur di delegittimare le sue idee. Spesso, nella storia, sono stati più faziosi i detentori del potere che i loro oppositori.
La citazione letteraria
“Le due fazioni potevano distinguersi nei loro movimenti, attraverso il ponte che nuovamente li divideva”. La frase si trova nel romanzo "Cronache di poveri amanti" di Vasco Pratolini, pubblicato nel 1947 e ambientato a Firenze, in Via del Corno, nel periodo 1925-1926, e racconta la vita di un microcosmo popolare durante le violenze della presa di potere definitiva del fascismo. Pratolini descrive simbolicamente la divisione politica e sociale della città, (fascisti da una parte, antifascisti/popolo dall'altra) con il ponte (spesso identificato con Ponte alle Grazie, centrale nel contesto toscano dell'epoca) a fare da elemento divisorio e di controllo del territorio. Nello stesso romanzo Pratolini la usa anche per descrivere le lotte di potere all’interno degli stessi fascisti: “Poiché l’idea del Fascio è una, ma ciascuno la vede alla sua maniera, di già ci sono beghe, fazioni”.
Apegramma è la sfida che mette alla prova il tuo vocabolario con una griglia-alveare di sette lettere in cui trovare quante più parole possibili. Un modo veloce e divertente per allenare la mente, come le altre proposte di Corriere Giochi: In altre parole di Massimo Gramellini, il Quiz del Corriere di Paolo Virtuani, il Cruciverba, il Sudoku e il Crucipuzzle.
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31 marzo 2026
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