Ristoranti, il Posta Vecchia di Besenello dopo 150 anni passa a una famiglia indiana: «Non solo camionisti. Uniremo cucina della tradizione trentina a quella etnica»
Corriere della Sera - Cultura

Ristoranti, il Posta Vecchia di Besenello dopo 150 anni passa a una famiglia indiana: «Non solo camionisti. Uniremo cucina della tradizione trentina a quella etnica»

Domenica 29 marzo 2026
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Novità per uno dei punti di riferimento della Vallagarina: «I vecchi gestori ci tengono che sia una famiglia unita e umile a continuare il loro lavoro»

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Ristoranti, il Posta Vecchia di Besenello dopo 150 anni passa a una famiglia indiana: «Non solo camionisti. Uniremo cucina della tradizione trentina a quella etnica»

di Valerio Benigni

Novità per uno dei punti di riferimento della Vallagarina: «I vecchi gestori ci tengono che sia una famiglia unita e umile a continuare il loro lavoro»

Tra la regione indiana di Panjab e il Trentino ormai si è formato un legame forte. I principali fautori? Le varie famiglie con cognome Singh che si sono trasferite da decenni e hanno iniziato ad aprire o rilevare ristoranti, poco meno di una ventina, a partire dal 2001. Il cognome deriva dal termine sanscrito che significa “leone” ed è strettamente legato alle vicende storiche della regione del Panjab. Qui infatti a inizio Ottocento si stabilì un impero autonomo dalle altre potenze dell’area e dal resto dell’India, fortemente caratterizzato dalla religione sikh.

Il cognome comune

Proprio per via dell’aderenza a questo culto, che conta oggi circa 25 milioni di praticanti, gli abitanti della regione accolsero la decisione del guru Gobind Singh, l’ultimo dei maestri spirituali incarnati, che a fine Seicento fece adottare a tutti i praticanti maschi il cognome Singh e a tutte le donne quello Kaur, che significa “principessa”. Una decisione egualitaria che rompeva con il sistema delle caste tipico dell’induismo. Per questo le famiglie sikh, incluse quelle emigrate, non sono necessariamente imparentate tra loro, anche se provengono nella stragrande maggioranza dei casi dalla stessa regione del Nord Ovest dell’India, il Panjab (termine preferito alla scrittura anglicizzata Punjab).

Come sarà il locale

Tra chi ha fatto del Trentino la propria nuova casa c’è la famiglia che gestisce il ristorante I Sapori di Arco: Nirmal Singh e Sukhwinder Kaur, padre e madre, e i figli Jaskaran Singh e Muskanpreet Kaur. Da aprile rileveranno la Posta Vecchia di Besenello, che ha celebrato proprio a fine marzo il 150° anniversario dall’apertura. Roberto Folgarait, che ha ceduto l’attività, gestita per anni con la mamma Rosina Comper, si è detto contento di cedere l’attività alla famiglia Singh. «L’ha detto anche a noi», racconta il 21enne Jaskaran, che contribuisce al lavoro nel locale da quando aveva 16 anni. «Ci tiene molto che sia una famiglia unita e umile a continuare il suo lavoro». Jaskaran in particolare è molto legato al cugino, Anmolpreet, che ha già attività tra Riva del Garda, Aldeno, Sopramonte e il Bondone: «Mi ha insegnato tutto lui, è come un fratello maggiore. Ci continua a dare una mano anche adesso». L’atmosfera familiare si sta espandendo anche ai conoscenti e al pubblico italiano: «Sentiamo davvero un clima di uguaglianza tra indiani e italiani».

Commistione

La nuova gestione della Posta Vecchia si baserà proprio su questo: tenere le specificità del luogo, con i piatti tipici trentini, e aprirle a nuove tradizioni culinarie, sia italiane che indiane: «In un primo momento terremo tutto così com’è ora», spiega Jaskaran. «Più avanti contiamo di estendere il menù, aggiungendo la pizzeria tra un mese o poco più. Poi ci piacerebbe aggiungere la cucina indiana e anche qualche altro piatto della cucina italiana, perché adesso il menù è un po' ristretto: ci sono pochi secondi piatti e mancano ricette tipiche della tradizione italiana non solo regionale». Una filosofia che si applica anche all’altro ristorante, i Sapori di Arco, dove alla pizzeria si uniscono i classici di pasta, gnocchi fatti a mano, i secondi di carne e pesce, oltre ad hamburger e ricette indiane. «In generale vedo che la cucina indiana piace tanto anche ai trentini, poi chiaramente dipende dalle proposte dei ristoranti e degli chef. Ultimamente noto che è sponsorizzata molto anche sui social come una cucina sana e buona. Fino a dieci anni fa non era molto conosciuta, ora lo scenario è un po’ cambiato anche grazie all’apertura di nuovi ristoranti in Trentino che la propongono e molti la apprezzano».

I compaesani

Per la Posta Vecchia l’intenzione è di estendere la clientela anche a nuove fasce di popolazione: «Ci piacerebbe espanderla anche ad altri clienti oltre al nucleo tradizionale, fatto di camionisti e viaggiatori. Vorremmo coinvolgere specialmente gli abitanti del paese e delle zone vicine. Spesso capita che chi abita vicino a un ristorante non ci voglia andare a mangiare perché gli sembra uno spreco potendo già cucinare a casa. Crediamo che proponendo una nuova cucina, magari anche quella etnica, si possano coinvolgere anche di più i locali».

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