Primavera, voglia di rinnovarsi. E allora perché cercare l’ex?
Corriere della Sera - Cultura

Primavera, voglia di rinnovarsi. E allora perché cercare l’ex?

Domenica 29 marzo 2026
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La posta del cuore del Corrmezz, le lettere di Chiara e Stefano

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Primavera, voglia di rinnovarsi. E allora perché cercare l’ex?

di Candida Morvillo

La posta del cuore del Corrmezz, le lettere di Chiara e Stefano

Cara Candida, ho 37 anni, è primavera e mi succede una cosa da adolescente, con l’aggravante che sono adulta: mi innamoro della possibilità. Non di una persona, della stagione. Appena spuntano i primi alberi fioriti, mi viene voglia di rifarmi la vita, cambiare taglio di capelli, comprare scarpe sbagliate e soprattutto scrivere all’uomo che «non dovrei». È un ex con cui non è mai finita bene e che torna sempre come una canzone che ti si inceppa in testa. In inverno, non ci penso. In primavera, mi prende un impulso: «Chissà se…». Io ho un lavoro, una casa, una vita normale. Non sono disperata. Però mi conosco: mi basta rivederlo per riscrivere il copione daccapo, perdere tempo ad aspettarlo e soffrire. Non è che lui mi faccia del male: è che io mi faccio male da sola. Candida, esiste un modo per rispondere al richiamo della maledetta primavera senza usarla come scusa per tornare in un posto che mi ha già deluso?
Chiara

Cara Chiara, la primavera è innocente. Sei tu che, colpevolmente, confondi la voglia di vita con la voglia di quell’uomo lì. Uno che un giorno, forse uno soltanto, ti rese felice. La primavera chiama leggerezza, energia, emozioni. Tutte cose che tu associ a quell’attimo fuggente, dimenticando che quell’attimo non mantenne le sue promesse. Io ti ringrazio di avermi scritto, ma cosa posso fare se sai già tutto da sola? Sai che non saprai trattenerti, sai che ti farai di nuovo del male. Certi richiami dal passato richiedono prove di resistenza estrema, ma resistere serve, eccome. Ogni giorno che sopravviverai all’impulso di scrivergli ti scoprirai più forte e vedrai che, via via, il desiderio di rivederlo scemerà fino a sparire dalle tue giornate. Trovare altro da fare aiuta. Benvengano i tagli di capelli e le scarpe sbagliate. Poi, con la nuova acconciatura e le nuove scarpe, dovresti andartene in giro a cercare qualcuno che duri più di una stagione. Non sei l’unica a primavera che ha voglia di innamorarsi. Ma se ti fai distrarre dal pensiero dell’ex, l’unica cosa che vedrai fiorire sarà un’altra delusione.

Nella vita si evolve anche se si è in coppia

Gentile Candida, mi chiamo Stefano, ho 45 anni. Ti scrivo perché mi sta succedendo una cosa che non avrei mai previsto: mi sento tradito senza che ci sia un amante, almeno non uno classico. Mia moglie da un anno ha scoperto un gruppo di meditazione, incontri, weekend, ritiri. All’inizio ero contento: la vedevo più serena. Poi, piano piano, è diventata un’altra persona. Parla un linguaggio nuovo («energia», «vibrazioni», «connessione», «l’universo mi manda segnali»), e soprattutto ormai mi parla come si parla a uno che non capisce. Se le dico che mi manca la donna che era, mi risponde che «è il mio attaccamento» e che io sono «rimasto indietro». Io non voglio prenderla in giro, né essere il marito cinico che sfotte. Ma mi fa male sentirmi escluso dalla sua vita, come se fossi diventato un ostacolo alla sua «evoluzione». La cosa peggiore è che non ho un’accusa concreta: ho solo la sensazione di essere stato sostituito. Che devo fare, aspettare che ritorni o salvarmi la dignità prima?
Stefano

Caro Stefano, tua moglie non ti ha sostituito, ti ama ancora, ma ti sta spronando a esplorare con lei nuove possibilità. La vita è evolvere e la coppia è il luogo di elezione in cui le persone imparano a farlo proprio perché, quando uno dei due fa un salto, l’altro è chiamato a non restare indietro. Non si tratta di fare le stesse scelte, naturalmente. Magari tu non sei portato per la meditazione, ma per un altro percorso, magari più spirituale o più filosofico. L’importante è che quando uno dei due comincia a farsi domande, l’altro si incuriosisca e sia ugualmente interessato a interrogarsi su certi temi. L’amore è un progetto in cui due persone condividono il meraviglioso cammino di crescere insieme: se uno fa un balzo in avanti o di lato e l’altro resta fermo, è inevitabile che l’amore finisca. Tu invece non vedi alternative fra aspettare che a tua moglie passi la fase meditativa o farti da parte prima che ti lasci lei. Sei sicuro che non ci sia una terza via? E che non valga la pena provare a capire meglio da dove nasce la ricerca d’altro di tua moglie? Che cosa la muove? Che cosa sta scoprendo? Le risposte che sta trovando sono giuste per lei? Potrebbero esserlo anche per te? Stare fermo non solo non servirà a niente, ma vi allontanerà. Non devi meditare, se non te la senti, ma puoi sforzarti di condividere e comprendere il cammino di tua moglie, quello sì. Le persone non restano immutabili, ma fanno nuove scoperte, fanno esperienze, imparano cose, cambiano. L’amore è procedere su strade accostate che vanno nella stessa direzione. Ora però siete a un bivio e il rischio di prendere direzioni opposte è che tua moglie diventi ai tuoi occhi una fanatica e tu ai suoi un ottuso.

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