L'intelligenza artificiale e il rischio dell'estinzione
Corriere della Sera - Cultura

L'intelligenza artificiale e il rischio dell'estinzione

Sabato 28 marzo 2026
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L'intelligenza artificiale e il rischio dell'estinzione

risponde  Aldo Cazzullo

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Caro Aldo,
dopo aver letto il suo articolo e quello sul Corriere Economia di Alessandro Trocino relativo alle conseguenze che l’Ai provocherà nel mondo del lavoro, non ho letto nulla riguardo ai pensionati. Oggi le pensioni sono sostenute da chi lavora, ma se tra qualche anno la forza lavoro si dimezzerà come potrà reggere il sistema pensionistico? Il tema della intelligenza artificiale ho l’impressione che non sia monitorato sotto tutti i profili, economici e sociali: secondo lei terminate (speriamo) le guerre attuali si apriranno nuove guerre locali?Marco Santini

Caro Marco,
lei fa bene a essere preoccupato per le pensioni. Tuttavia l’impatto sulle nostre vite dell’intelligenza artificiale e in genere delle biotecnologie — compresa la clonazione — e della rivoluzione digitale è molto più ampio. E mette in discussione la sopravvivenza stessa della nostra specie, come l’abbiamo conosciuta finora. Il primo fattore di rischio è quello che lei cita: le guerre, e la proliferazione nucleare. Aggiungerei il cambio climatico: ormai non si discute di come fermarlo, ma di come adeguarvisi. La detanalità: appena un popolo esce dalla povertà, smette di fare figli. La crisi della democrazia a discapito dell’autoritarismo, e in genere la crisi dell’idea dell’uguaglianza tra gli esseri umani. La distruzione ieri del lavoro operaio a opera dei robot e domani del lavoro intellettuale a opera dell’intelligenza artificiale. La distruzione dello Stato sociale — scuole ospedali sicurezza — a causa del più grande business del pianeta: l’elusione fiscale della tecnofinanza, che privatizza la totalità dell’immensa ricchezza che crea. Ma il rischio più grande è il progetto di un mondo post-umano, dove gli esseri umani non serviranno più, ma saranno rimpiazzati da cyborg che avranno come cervello il computer e come memoria la Rete, e saranno al servizio di un’élite mostruosamente ricca, aspirante all’immortalità, disinteressata alla sorte del resto del genere umano. E tutto questo sarà possibile grazie all’elogio dell’ignoranza, al crollo di scuola e università, all’avvento di un’opinione pubblica disinformata e avvezza ad affidare ai padroni della Rete i propri dati, i propri sentimenti, la propria coscienza. Fantascienza? Cosa avrebbero detto i nostri nonni, alla notizia che avremmo girato con un telefono in tasca? E cosa avrebbero detto i nostri padri, alla notizia che quel telefono in realtà sarebbe stato un computer in grado di collegare tra loro tutti gli abitanti della terra? Avrebbero detto: fantascienza.

Non vorrei sembrarvi pessimista; ma ci siamo quasi. Ovviamente vi diranno che tutto questo è una grande opportunità. E lo è. Per loro.

28 marzo 2026

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