L'apostolo traditore
Giotto, Leonardo, Caravaggio, Rubens, Botero: l'iconografia di Giuda nel tempo
L'apostolo traditore
Giotto, Leonardo, Caravaggio, Rubens, Botero: l'iconografia di Giuda nel tempo
di Stefano BucciL’iconografia di Giuda Iscariota, il discepolo traditore, occupa un ruolo importante nella storia dell’arte cristiana (e non solo). Inevitabile partire da Giotto (1267 circa - 1337) e dal suo Tradimento di Giuda, affresco databile al 1306 circa e facente parte del ciclo della Cappella degli Scrovegni a Padova. A lato del Tempio di Gerusalemme i sommi sacerdoti prendono accordi con Giuda Iscariota per essere aiutati a catturare il Cristo:qui Giotto raffigura l'apostolo traditore, ormai posseduto dal diavolo che lo bracca per le spalle, che accetta il pagamento, raccogliendo il sacco coi soldi. La sua fisionomia appare fortemente delineata: lo sguardo attento e il profilo aguzzo, dotato di baffi e barbetta e quel mantello giallo che serve a facilitare la sua individuazione nelle scene successive, come quella del Bacio di Giuda (anch’esso inserito nello stesso ciclo di affreschi).
Nell’Ultima Cena (1495-1498) di Leonardo da Vinci (1452-1519), conservata nel refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie a Milano, Giuda Iscariota è raffigurato in modo rivoluzionario: non isolato, ma integrato tra gli apostoli, seduto sulla stessa linea, nel momento drammatico dell'annuncio del tradimento. A differenza delle tradizioni precedenti che isolavano Giuda, Leonardo lo pone all'interno del gruppo,alla destra di Gesù (a sinistra per chi guarda), tra Pietro e Giovanni. Il suo volto è in ombra, seminascosto, accentuando il suo isolamento psicologico. Giuda stringe nella mano destra la borsa con i trenta denari. Con il gomito destro, urta e rovescia una saliera, simbolo tradizionale di cattivo auspicio. Indossa vesti di colore verde e azzurro smorto, in netto contrasto con i colori brillanti di Gesù, sottolineando la sua natura «oscura».
Caravaggio (1571-1610) nella Cattura di Cristo (1602, Dublino, National Gallery of Ireland) mette in scena il momento immediatamente successivo all'arresto di Gesù: questi, al termine dell'intensa orazione nell'orto degli ulivi, viene raggiunto da Giuda Iscariota che indica ai soldati la persona da arrestare mediante un bacio. La scena orchestrata da Caravaggio si sviluppa in senso orizzontale:Gesù ha le mani intrecciate perché ancora in estasi; alla sua destra si trova un gruppo formato da quattro armigeri (dell'ultimo dei quali si scorge solo l'elmo). Giuda è colto nell'atto di scostarsi da Gesù dopo averlo baciato, mentre i soldati lo trascinano via. Alle spalle di Cristo si trova San Giovanni, colto mentre fugge verso sinistra col volto contratto in un urlo. L'uomo che assiste alla cattura di Gesù e che illumina la scena con una lanterna potrebbe essere lo stesso Caravaggio.
Cristo siede a tavola circondato dagli apostoli e benedice il pane e il vino.
Nell’Ultima Cena (1632) di Pieter Paul Rubens (1577-1640) oggi conservata alla Pinacoteca di Brera di Milano, Giuda è raffigurato in modo drammatico e innovativo:siede isolato in ombra sul lato opposto del tavolo, con una posa contorta, lo sguardo accigliato rivolto verso lo spettatore e un cane (simbolo di infedeltà) sotto la sedia rosicchia un osso, forse simbolo di avidità o bramosia. A differenza degli altri apostoli uniti dalla luce, Giuda è in ombra, isolato e con un'espressione tormentata, incarnazione del tradimento.
Il bacio di Giuda fa parte di una serie di 27 dipinti e 34 disegni realizzati da Fernando Botero (1932-2023) tra il 2010 e il 2011. Sono opere che esplorano la Passione di Cristo con un tocco contemporaneo e ironico, ambientando le scene spesso in contesti colombiani. Botero si è ritratto in basso a sinistra,piccolo rispetto ai personaggi che popolano la scena: abito scuro e cravatta, impossibile non riconoscerlo. «Un’altra tradizione - aveva spiegato l’artista - era quella di dipingere il proprio ritratto all’interno dei temi biblici. Masaccio accanto a Gesù nella Cappella Brancacci a Firenze, Pinturicchio negli affreschi di Siena e Michelangelo nel Giudizio Universale alla Cappella Sistina e via dicendo. Ho indossato il miglior vestito della festa per apparire accanto a Cristo. Non poteva essere diversamente».
Nell'immagine in alto: «Bacio di Giuda», affresco di Giotto, databile al 1303-1305 circa e facente parte del ciclo della Cappella degli Scrovegni a Padova.
Su «la Lettura» #747, in edicola e in questa App, il regista Giulio Base, direttore del Torino Film Festival, racconta a Paola Casella il film «Il Vangelo di Giuda», dedicato all'Iscariota, di cui cura la regia: il film arriva nelle sale alla vigilia di Pasqua.
26 marzo 2026 ( modifica il 26 marzo 2026 | 22:57)
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