Donizetti Opera, il sipario si apre alla Scala: il prossimo novembre, il Festival parla ai giovani
Corriere della Sera - Cultura

Donizetti Opera, il sipario si apre alla Scala: il prossimo novembre, il Festival parla ai giovani

Giovedì 26 marzo 2026
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Svelata la rassegna dedicata a Gavazzeni e che strizza l’occhio ai ragazzi. Tante le iniziative: visite guidate al teatro anche in inglese, concerti al mattino e lingua dei segni

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Donizetti Opera, il sipario si apre alla Scala: il prossimo novembre, il Festival parla ai giovani

di Camilla Bianchi

Svelata la rassegna dedicata a Gavazzeni e che strizza l’occhio ai ragazzi. Tante le iniziative: visite guidate al teatro anche in inglese, concerti al mattino e lingua dei segni

Il direttore musicale e artistico del Donizetti Opera, Riccardo Frizza

«Senza il Maestro Gavazzeni non saremmo qui, al Teatro alla Scala. Ha avuto il merito di riportare in auge opere donizettiane dimenticate e noi continueremo su questa strada». Riccardo Frizza, direttore musicale e artistico del Donizetti Opera, ha presentato ieri nel ridotto Toscanini del teatro milanese l’edizione 2026 del Festival (dal 13 al 29 novembre), dedicata a Gianandrea Gavazzeni nel trentennale della sua scomparsa. No ai grandi titoli (a differenza della Scala che quest’anno ha in cartellone la Lucia di Lammermoor e L’elisir d’amore), sì alle rarità e alle edizioni critiche, al lavoro filologico e alle riscoperte, grazie al contributo del Centro studi della Fondazione Teatro Donizetti.

Il prossimo novembre andranno in scena al Donizetti «L’esule di Roma» e «Le convenienze ed inconvenienze teatrali», al Teatro Sociale «Alhaor in Granata». Frizza non dirigerà, sarà sul podio solo per il concerto dedicato a Gavazzeni (i cui protagonisti non sono ancora stati svelati, prevista anche una mostra diffusa che racconti il musicista e l’intellettuale). «Ho scelto di lasciare spazio ad altri artisti e di dedicarmi alla programmazione», spiega il direttore d’orchestra bresciano. «La mano di Frizza quest’anno si vede compiutamente», sottolinea l’assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, Sergio Gandi, spalla a spalla con Giorgio Berta, presidente della Fondazione Donizetti, il quale ha parole di riconoscenza per Francesco Micheli, il direttore artistico che ha passato il testimone, ma lascia intendere che ora la musica è cambiata: «Abbiamo accresciuto la dimensione internazionale e puntiamo a coinvolgere maggiormente le nuove generazioni — dice Berta —. La nostra notorietà sta aumentando e per questo dobbiamo dire grazie anche ai nostri sponsor che continuano a sostenerci».

Tanti i debutti nell’edizione 2026. La tedesca Katharina Thoma, regista de «L’esule di Roma», e il tenore Sergey Romanovsky, che affiancherà Luca Pisaroni e Lidia Fridman nella stessa opera. Il baritono Grisha Martirosyan vestirà i panni di Alahor mentre la soprano Mira Alkhovik sarà Zobeida. Tra i ritorni, il direttore d’orchestra Antonino Fogliani, il tenore Dave Monaco e il basso-baritono Paolo Bordogna, protagonisti del dramma giocoso portato in scena dagli allievi della Bottega Donizetti. Quella dei giovani talenti è un’altra delle cifre stilistiche del Donizetti Opera. Formare artisti che sappiano affrontare il repertorio donizettiano resta uno degli obiettivi del Festival, che punta a svecchiare il pubblico, con le anteprime Under30 e l’Opera Family, una carrellata di iniziative pensate per avvicinare le famiglie e i più piccoli al mondo della lirica.

Ricco il programma Donizetti Off, che va oltre il mese di novembre. Visite guidate al Teatro Donizetti, anche in lingua inglese pensando ai turisti stranieri, aperitivi e brunch, concerti matinée, proiezioni delle opere più iconiche della storia del festival. «Un festival internazionale ma diffuso sul territorio, pensato per pubblici diversi — chiosa Massimo Boffelli, direttore della Fondazione — e da quest’anno più accessibile, attraverso un progetto dedicato alle persone sorde nella lingua dei segni».

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26 marzo 2026

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