Re Chicchinella, arriva a Bolzano la favola per adulti firmata Emma Dante
La rilettura di una favola tratta da una raccolta di novelle in napoletano composta nel 1634 da Giambattista Basile
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Re Chicchinella, arriva a Bolzano la favola per adulti firmata Emma Dante
di Roberto BrumatLa rilettura di una favola tratta da una raccolta di novelle in napoletano composta nel 1634 da Giambattista Basile
Si ride per le gag barocche (nel vero senso della parola) in Re Chicchinella, una favola per adulti tratta da Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenemiento de peccerille, raccolta di novelle in napoletano, composta nel 1634 da Gian Alessio Abbattutis (in arte Giambattista Basile) che Emma Dante, artista siciliana conosciuta in tutto il mondo per il suo stile passionale e coinvolgente, ha recentemente riadattato in chiave moderna.
La trama
Il lavoro prodotto da Compagnia Sud Costa Occidentale, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Tsv – Teatro Nazionale, Carnezzeria, Les Célestins Théâtre de Lyon, Châteauvallon-Liberté Scène Nationale, Cité du Théâtre - Domaine d’O - Montpellier / Printemps des Comédiens, sarà al Teatro Comunale di Bolzano dal 26 al 29 marzo (giovedì alle 20.30, venerdì e sabato alle 19 e domenica alle 16). In un contesto grottesco, insieme comico e tragico, Chicchinella è un re malato, solo e senza più speranze, circondato dalla sua famiglia di approfittatori incapaci di affetti e che hanno un solo interesse: ottenere da lui un uovo d’oro al giorno. Dopo tredici giorni d’inedia, Carlo III d’Angiò, re di Sicilia e di Napoli (ma anche principe di Giugliano, conte d’Orleans, visconte d’Avignon e di Forcalquier, principe di Portici Bellavista, re d’Albania, principe di Valenzia e re titolare di Costantinopoli) assume la consapevolezza di essere egli stesso la gallina dalle uova d’oro, perché quell’animale vive proprio dentro di lui nutrendosi delle sue viscere. Così si appollaia sul trono, ricevendo il plauso dell’intera corte. Dopo La Scortecata e Pupo di zucchero, con Re Chicchinella Emma Dante conclude il progetto con cui ha attraversato l’immaginifico universo di questo scrittore campano, raccontando tramite il gioco la profondità dell’animo umano.
Nelle tradizioni popolari
Ancora una volta la drammaturga e regista palermitana, Leone d’Oro alla carriera della Biennale, accompagna il pubblico nei meandri delle tradizioni popolari dell’Italia Meridionale, scavando dentro il patrimonio letterario fino a rovesciarlo per riportarlo in vita con grande vivacità. Gli interpreti della commedia sono: Angelica Bifano, Viola Carinci, Davide Celona, Roberto Galbo, Enrico Lodovisi, Yannick Lomboto, Carmine Maringola, Davide Mazzella, Simone Mazzella, Annamaria Palomba, Samuel Salamone, Stephanie Taillandier, Marta Zollet, con la partecipazione di Odette Lodovisi; scene e costumi sempre di Emma Dante, luci di Cristian Zucaro, con Sabrina Vicari assistente ai costumi. L’atto unico di 60 minuti con scene di nudo integrale, è portato a Bolzano dal Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa. Prima di diventare autore teatrale (sua l’invenzione della figura dell’orco), Basile era stato un uomo politico e governatore di Avellino e Aversa. A Lo cunto de li cunti - - si ispirarono più tardi le favole dei vari Charles Perrault, Hans Christian Andersen e i fratelli Grimm che divennero molto più famosi.
26 marzo 2026 ( modifica il 26 marzo 2026 | 09:23)
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