Teatro di figura, torna il festival «Immagina»: pupi, ombre cinesi e burattini protagonisti a Roma
Corriere della Sera - Cultura

Teatro di figura, torna il festival «Immagina»: pupi, ombre cinesi e burattini protagonisti a Roma

Giovedì 26 marzo 2026
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Dal 17 al 20 aprile la kermesse che mette al centro della scena un'antica tradizione teatrale nelle sue più poetiche forme contemporanee: in programma 11 spettacoli in 8 spazi della città, poi laboratori e una mostra

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Teatro di figura, torna il festival «Immagina»: pupi, ombre cinesi e burattini protagonisti a Roma

di Natalia Distefano

Dal 17 al 20 aprile la kermesse che mette al centro della scena un'antica tradizione teatrale nelle sue più poetiche forme contemporanee: in programma 11 spettacoli in 8 spazi della città, poi laboratori e una mostra

La compagnia Tricktrek Theatre (Estonia) dà forma sul palco a un castello medievale in «Kuthi»

Immagina un oggetto inanimato che prende vita. Immagina un burattino, delle sagome di cartapesta, voci lontane, una luce di scena. Tanto basta al teatro di figura per raccontare le sue storie, spesso confinate troppo frettolosamente nell’alveo dell’intrattenimento per l’infanzia da una lettura superficiale. Perché nell’epoca del digitale l’incanto di ombre cinesi, marionette, pupi e figure animate non solo riesce ad accendere l’immaginazione più pura (dei bambini) ma sempre più spesso si fa strumento di una narrazione adulta, colta e politica. Toccando emozioni che, talvolta, l’attore in carne e ossa non riesce a riflettere con la stessa precisione simbolica.

Dal 17 al 20 aprile «Immagina»

A portare questo incanto nella Capitale, dal 17 al 20 aprile, è «Immagina – Festival Internazionale del Teatro di Figura di Roma» giunto alla sesta edizione e presentato ieri dall’assessore alla cultura Massimiliano Smeriglio con i Teatri in Comune, il Museo delle Civiltà, l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e lo Spazio Rossellini che ospiteranno 10 compagnie e oltre 25 artisti provenienti da 6 Paesi (Argentina, Estonia, Francia, Grecia, Uruguay e Italia). In programma 11 spettacoli dal vivo, mostre, laboratori e incontri di approfondimento (al Dams e alla Biblioteca Museo Teatrale Siae) dedicati all’universo poetico, artigianale e tecnologico del teatro di figura: in scena e non solo.

Da Cappuccetto rosso a Frankenstein

Si parte con «Cappuccetto Rosso. Nella pancia del lupo» della Compagnia Altri posti in piedi (Italia) al Teatro Biblioteca Quarticciolo. In scena non arriva la celebre favola popolare così come la conosciamo ma la storia della piccola Elsbet (Cappuccetto rosso) inghiottita da Testa Grigia (il lupo): chiusa nella pancia intraprende un viaggio da cui uscirà donna, cacciatrice e protettrice della natura. Hop Signor arriva invece dalla Grecia con due spettacoli: «Giraffe», dedicato alla vita di ogni oggetto, tra emozioni e sentimenti che porta con sé; e «Blue», colore delle divise dei poliziotti, con gli sketch che interrogano sul tema dell’obbedienza agli ordini e degli stereotipi sulla mascolinità. Dall’Argentina arrivano poi i pupazzi di Luciano Mansur in «Proyecto Frankenstein»: adattamento del romanzo di Shelley in chiave one-man show che sviscera il rapporto tra creatore e creazione.

Dalla Francia all'Uruguay

Cie L’Alinéa (Francia) porta in scena i burattini a guanto in «SPQRT – Petites Histoires sans paroles» mettendo in dialogo il teatro e un ring di boxe. Il Teatro di Terra (Italia) coinvolge i piccoli da 1 a 5 anni nella pittura in scena di «Carta Canta». Poi la Compagnia La Malette (Francia) racconta il sogno del volo in «Quando gli uomini avranno le ali»; il Collettivo Lambe Lambe (Italia) presenta «Nautilus», performance in miniatura; Tricktrek Theatre (Estonia) dà forma sul palco a un castello medievale vivo e pulsante in «Kuthi». Infine dall’Uruguay c’è Coriolis Teatro de Objectos con «Trapos. Tre anziani e un cane contro la morte» delicato spettacolo senza parole che celebra la vita; e Les Creatures (Francia) con «Cases», storia di un bimbo che fugge la realtà disegnando il suo mondo.

Così, con «Immagina», il teatro di figura dimostra che l’illusione poetica è, ancora oggi, una chiave per interpretare le complessità del presente.

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26 marzo 2026 ( modifica il 26 marzo 2026 | 07:11)

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