Divieto di coltelli, voti e sanzioni inaspriti, multe ai genitori, fondi per psicologi ed esperti: cosa è stato fatto contro la violenza giovanile
Le misure del governo, la linea dura del ministro dell'Istruzione Valditara, la giornata contro la violenza sul personale scolastico. E i fondi per garantire educazione al rispetto e supporto psicologico
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Divieto di coltelli, voti e sanzioni inaspriti, multe ai genitori, fondi per psicologi ed esperti: cosa è stato fatto contro la violenza giovanile
di Valentina SantarpiaLe misure del governo, la linea dura del ministro dell'Istruzione Valditara, la giornata contro la violenza sul personale scolastico. E i fondi per garantire educazione al rispetto e supporto psicologico
Il peso del voto in condotta, l’arresto in flagranza per chi danneggia beni scolastici, la difesa dell’Avvocatura dello Stato per il personale, il sostegno psicologico per gli studenti, gli accordi con la Prefettura per i metal detector a scuola, e, appena approvato, il decreto legge (che dovrà essere convertito entro 60 giorni) che inasprisce le norme sui coltelli e introduce le multe per i genitori che omettono il controllo sui figli. Negli ultimi tre anni, le norme introdotte per contrastare la violenza giovanile, soprattutto in ambito scolastico, si sono moltiplicate, specchio di una tendenza alla criminalità sempre più diffusa tra i ragazzi. Punta dell’iceberg è lo stupro di due bambine nel parco Verde di Caivano, che porta il governo a varare nel settembre del 2023 il decreto Caivano: un inasprimento delle pene, con facilità di arresti per i minori dai 14 ai 18 anni, il daspo urbano esteso anche ai 14enni, il foglio di via per i minori pericolosi, le sanzioni per i genitori che non mandano i figli a scuola, gli ammonimenti dei questori contro i cyberbulli. Le critiche non mancano, associazioni- come Antigone- sostengono che un approccio punitivo non risolve le cause del disagio giovanile.
Ma intanto gli episodi si moltiplicano, e non sono confinati ai luoghi del degrado: ragazzi bullizzati, dirigenti perseguitati, scuole che diventano teatro di scontri, professori aggrediti, come Maria Luisa Finatti, che a Rovigo viene colpita – era l’ottobre del 2022- da pallini di aria compressa mentre fa lezione. I dati dell’Osservatorio scolastico contro la violenza parlano di 71 episodi nel 2023/24, 51 nel 2024/25, 15 nei primi sei mesi del 2025/26. Il 15 dicembre 2024 viene istituita la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti del personale scolastico.
La linea del ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara è dura: vengono incrementate le pene previste per i reati di oltraggio e violenza a pubblico ufficiale nei casi in cui la vittima appartenga al personale scolastico, introdotte sanzioni pecuniarie da 500 a 10.000 euro a favore della scuola per danno da immagine nel caso di aggressioni a personale scolastico, introdotto l’arresto in flagranza per chi commette atti di violenza nei confronti di dirigenti scolastici e docenti. Il voto in condotta diventa determinante per la carriera dello studente: da quest’anno scolastico in corso, 2025/26, chi ha un’insufficienza nel comportamento viene bocciato, o non ammesso all’esame di Stato, mentre chi ha solo 6, è «rimandato» e deve superare un esame a settembre sulle tematiche della cittadinanza attiva.
L’omicidio di uno studente a La Spezia a gennaio scorso rende drammaticamente evidente che i coltelli sono un’arma fin troppo spesso posseduta, brandita, usata dai giovani. Anche a scuola. Lo studio Espad dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr rivela che nel 2025 87 mila studenti tra i 15 e i 19 anni si sono presentati a scuola con un coltello. E così, con una circolare firmata da Valditara e dal ministro all’Interno Matteo Piantedosi, viene allargata la sperimentazione dei controlli a campione con metal detector nelle scuole, già sperimentata in alcuni istituti napoletani. Poco dopo viene approvato, il 24 febbraio il decreto legge sicurezza con cui, tra le altre cose, si vieta la vendita ai minori di strumenti da punta e da taglio e si introduce una multa di 1000 euro per i genitori che non vigilano.
Opposizioni e associazioni di studenti contestano: bisogna agire non sulle conseguenze, ma sulle cause del disagio. Valditara ricorda: «Abbiamo avviato percorsi di educazione al rispetto, fondamentale, e fra breve entrerà in funzione anche l’assistenza psicologica per tutti i nostri studenti. Dobbiamo anche riflettere sull’uso dei social che sono sempre più devastanti». Sul piatto ci sono 18,5 milioni stanziati dalla legge di bilancio per il 2026 per lo psicologo a scuola e i 7 milioni per l’educazione al rispetto. Basteranno a evitare che un tredicenne accoltelli una docente per vendetta per un voto basso, come accaduto ieri a Bergamo?
26 marzo 2026
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