Ultimo ciak in Alto Adige per «Ting», un film tra storia e incubi: la «creatura» realizzata dal team di Star Wars e Dune
Corriere della Sera - Cultura

Ultimo ciak in Alto Adige per «Ting», un film tra storia e incubi: la «creatura» realizzata dal team di Star Wars e Dune

Mercoledì 25 marzo 2026
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Durante la Grande Guerra Marilì stringe un’alleanza con un’entità oscura​​ per fuggire da un orfanotrofio. Le riprese tra Egna, Appiano e Monticolo

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Ultimo ciak in Alto Adige per «Ting», un film tra storia e incubi: la «creatura» realizzata dal team di Star Wars e Dune

di Silvia M. C. Senette

Durante la Grande Guerra Marilì stringe un’alleanza con un’entità oscura​​ per fuggire da un orfanotrofio. Le riprese tra Egna, Appiano e Monticolo

L’Alto Adige si congeda oggi da un ospite inquietante quanto affascinante: Marilì, la giovane protagonista di Ting, il dark fantasy internazionale che ha trasformato boschi, manieri e sotterranei della provincia in un set sospeso tra Storia e incubo. Oggi, 25 marzo, scatta infatti l’ultimo ciak altoatesino per la troupe guidata dal regista Maximilien Dejoie che, dopo due settimane di lavoro intenso tra i riflessi del lago di Monticolo e le architetture severe della Bassa Atesina, chiude una delle fasi più spettacolari della produzione. Firmato dalla bolzanina Albolina Film assieme a partner britannici e nazionali, «Ting» è un racconto di formazione perturbante ambientato in un 1918 ferito dalla Grande Guerra e dall’epidemia di Spagnola. Al centro della vicenda c’è un’orfana che, nel tentativo di fuggire dall’istituto che la ospita, stringe un legame con un’entità oscura, Ting, nata dai traumi bellici e dalle lettere dal fronte di un padre medico, interpretato da Stefano Cassetti. La piccola Marilì, sul grande schermo con il volto di Mariandrea Cesari, si muove in un mondo in cui il lutto prende forma fisica, trasformando il dolore in una presenza tangibile e pericolosa. Nel cast figurano anche Mina Kavani, nel ruolo della madre, e il piccolo Michele Ronco, che interpreta Giò. Il viaggio della troupe in Alto Adige è stato una vera mappatura della suggestione, curata dal location manager Giuseppe Zampella.

Le location

Il set ha fatto base per una decina di giorni all’Ospizio di San Floriano a Egna, i cui sotterranei sono diventati l’orfanotrofio della storia, per poi spostarsi tra il Museo dei Mulini di Aldino, le scenografiche Rocce Rosse di Bronzolo e la stazione di Doladizza, a Montagna. Gli ultimi giorni hanno portato le riprese ad Appiano, tra le aree boschive del lago e il Castello di Monticolo: quinte naturali ideali per evocare l’atmosfera a cui il regista si ispira per fondere realtà storica e finzione orrorifica. Tutte le location diventano co-protagoniste di un’opera che promette di portare i paesaggi locali nelle sale di tutto il mondo, grazie anche alla fotografia di Caroline Bridges. Con queste riprese l’Alto Adige si conferma un set versatile, capace di passare dai drammi storici al fantasy d’autore. L’operazione deve molto al supporto di Idm Film Commission, che ha permesso l’impiego di una nutrita schiera di professionisti locali coordinati dal direttore di produzione Thomas Saglia. Oltre ai produttori Roberto Cavallini e Wilfried Gufler, il set ha visto all’opera talenti del territorio come il fonico Stefano Bernardi, la focus puller Julia Alber, il capomacchinista Beniamino Casagrande e l’arredatrice Sara Pergher, confermando la maturità del comparto cinematografico locale.

Il team

Ma il vero «protagonista» che ha incuriosito i passanti è la creatura Ting, un miracolo di artigianato cinematografico che non si affida solo al digitale. Per darle vita è stato mobilitato un team da Oscar: il design è di Luke Fisher (Star Wars), mentre gli animatronics portano la firma di Gustav Hoegen (Prometheus) e il trucco prostetico è di Tristan Versluis (Dune). Il risultato è un’entità seducente e mostruosa, mossa dal performer Pietro Mazzarino, che incarna la rabbia della protagonista. La creatura simboleggia il trauma della guerra che assume forma fisica, un mostro nato dalle parole scritte dal fronte che diventa l’ombra di Marilì. «Ting è una riflessione sulla sopravvivenza e sul passaggio all’età adulta in un periodo drammatico - spiega il regista Maximilien Dejoie -. Ci ispiriamo a maestri come Guillermo del Toro e John Carpenter per narrare la resilienza: vogliamo ricordare che, anche nei tempi più bui, lo spirito umano è capace di resistere». La scenografia di Carlotta Desmann e i costumi di Cristina Borgogna hanno ricostruito con rigore filologico il 1918, mentre il paesaggio sonoro è affidato alle note di Ginevra Nervi. Con il termine delle riprese a Monticolo, il progetto entra ora nella fase di post-produzione portando con sé l’eco di una storia che usa il fantastico per esplorare le pieghe più intime e universali del dolore umano.

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25 marzo 2026 ( modifica il 25 marzo 2026 | 18:21)

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