La «via Crucis» in costume a Ravello con trenta attori e 300 figuranti
Domenica 29 marzo a partire dalle ore 20 nelle strade della cittadina costiera
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La «via Crucis» in costume a Ravello con trenta attori e 300 figuranti
di Giovanni SantanielloDomenica 29 marzo a partire dalle ore 20 nelle strade della cittadina costiera
Questa sarà una Pasqua speciale per Ravello. La città della musica, perla della costiera amalfitana, si prepara a rivivere uno degli appuntamenti culturali e religiosi più sentiti: la Via Crucis in costume. Domenica 29 marzo, a partire dalle ore 20, le vie del centro torneranno ad immergersi nelle atmosfere della Gerusalemme di duemila anni fa per un evento che, negli anni, pur non ripetendosi regolarmente (questa volta mancava da sei anni), ha sempre incantato residenti e turisti. La macchina organizzativa è guidata dall’associazione “Ravello in Scena”, con la regia di Alfonso Mansi, il patrocinio del Comune di Ravello ed il sostegno della Fondazione Ravello.
La città della musica, per l’occasione, cambierà volto: le insegne moderne saranno occultate e l'illuminazione pubblica verrà spenta. Il percorso sarà rischiarato esclusivamente dal bagliore tremante di torce a cherosene, creando un’atmosfera di assoluto raccoglimento.L’imponente messa in scena vedrà il coinvolgimento di circa trecento figuranti e oltre trenta attori, impegnati a ricostruire con rigore storico le ultime ore di vita di Gesù.
«Dopo la prima edizione avvenuta del 1978, le strade e le piazze di Ravello torneranno a divenire teatro della Via Crucis in costume dopo una lunga assenza durante la quale si è lavorato per ridare nuovo slancio ad una iniziativa candidata ad aprire il cartellone degli eventi primaverili ed estivi - spiega il sindaco, Paolo Vuilleumier - La storia e la fede torneranno a battere nel cuore della nostra città facendo rivivere una delle tradizioni più sentite e suggestive della nostra comunità».
La narrazione itinerante si articolerà attraverso i luoghi più iconici della città. La prima scena si svolgerà in piazza Fontana Moresca, con Gesù che ammaestra la folla nell'orto degli ulivi e con la consegna del Padre Nostro e delle Beatitudini. Poco più avanti sarà allocata la scena del dibattito nel Sinedrio, con i Sacerdoti di Caifa: un confronto acceso che porterà all'arresto di Gesù. La scena del Pretorio sarà in piazza San Giovanni del Toro, sul sagrato dell'omonima chiesa millenaria: qui l'ufficiale romano si troverà costretto a condannare Gesù a causa della pressione dei sacerdoti prima e della folla dopo. Sempre in piazza San Giovanni del Toro avrà luogo la scena con la Madonna in cerca di suo figlio.
Il corteo, poi, si incamminerà verso piazza Vescovado e sarà scandito dalle cadute di Gesù e dagli incontri con la Veronica, che gli asciugherà il volto intriso di sangue e sudore, con il Cireneo, che lo aiuterà a portare la Croce, e con le donne di Gerusalemme. Giunti in piazza Vescovado, sarà il momento della scena di Giuda che, nello sconforto più profondo, si impiccherà al ramo di un albero. Ai piedi della scala del Duomo di Ravello sarà rappresentato il doloroso lamento della pia donna. Sul sagrato del Duomo, avrà luogo, infine, la scena della crocifissione e della morte di Gesù in croce. Il corteo a questo punto si porterà presso la chiesa di Santa Maria a Gradillo per la struggente scena conclusiva: il commiato della Madre al Figlio esanime.
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