Riscaldamento «invisibile», pericolo reale
L'energia in eccesso, oltre il 91%, finisce nell’oceano che, negli ultimi due decenni ha assorbito ogni anno una quantità di CO2 equivalente a 18 volte il consumo energetico annuo dell’intera umanità
Riscaldamento «invisibile», pericolo reale
Sara Gandolfi | 24 marzo 2026L'energia in eccesso, oltre il 91%, finisce nell’oceano che, negli ultimi due decenni ha assorbito ogni anno una quantità di CO2 equivalente a 18 volte il consumo energetico annuo dell’intera umanità
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Non si parla più tanto di clima. Eppure la temperatura del pianeta non ha smesso di impennarsi e i mari continuano a scaldarsi, come pentole vicine all’ebollizione. Lo conferma il rapporto sullo Stato del Clima pubblicato dall’Organizzazione meteorologica mondiale. Oltre ai soliti dati poco rassicuranti — ad esempio, gli ultimi 11 anni sono stati i più caldi mai registrati — l’analisi per la prima volta include lo squilibrio energetico della Terra tra gli indicatori climatici chiave. Cosa significa? Che c’è uno sbilancio abnorme, il più alto da quando sono iniziate le misurazioni nel 1960, tra l’energia solare che entra e quella che esce dal sistema terrestre, a causa delle concentrazioni di gas serra — anidride carbonica, metano e protossido di azoto — che hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi 800.000 anni. E dove va l’energia in eccesso? Solo l’1% in atmosfera, alzando le temperature in prossimità della superficie terrestre, comprese quelle che noi umani percepiamo; il 5% è immagazzinato nelle masse continentali; il 3% riscalda e scioglie i ghiacci e oltre il 91% finisce nell’oceano che, negli ultimi due decenni ha assorbito ogni anno una quantità di CO2 equivalente a 18 volte il consumo energetico annuo dell’intera umanità.
Risultato: l’innalzamento dei mari proseguirà per molte generazioni a venire, anche se fermassimo le emissioni di CO2, perché le variazioni del riscaldamento e del PH dell’oceano sono irreversibili su scale temporali che vanno da secoli a millenni.
Chissà se capiremo il fardello che lasciamo ai posteri, quando quest’estate faremo un tuffo nelle acque sempre più calde del Mediterraneo. E in questi tempi bellicosi è utile ricordare che le guerre emettono quantità enormi di CO2: il conflitto in Ucraina, dal 2022 ad oggi, ha generato 311 milioni di tonnellate di CO2, pari a quelle prodotte dalla Francia in un anno.
24 marzo 2026
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