Emma Mazzenga, l’atleta dei record a 92 anni racconta sul palco i segreti della sua longevità sportiva
Al Teatro Maddalene di Padova due serate dedicate alla sua storia: «Per me correre è una necessità, lo faccio tre volte a settimana»
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Emma Mazzenga, l’atleta dei record a 92 anni racconta sul palco i segreti della sua longevità sportiva
di Caterina BaroneAl Teatro Maddalene di Padova due serate dedicate alla sua storia: «Per me correre è una necessità, lo faccio tre volte a settimana»
È un fenomeno della natura, oggetto di ammirazione e anche di studio da parte della comunità scientifica, Emma Mazzenga, l’atleta padovana che a 92 anni - è nata nel 1933 - è capace di vincere nella corsa gare di atletica master mondiale. La sua carriera leggendaria è cominciata tardi: aveva 56 anni ed era andata in pensione dopo anni di insegnamento. Ha il tempo e la voglia di tornare in pista con lo sport che aveva praticato tra i 19 e i 28 anni. Si appassiona e decide di competere nelle categorie master, distinte per fasce di età. Conquista così oltre cento titoli italiani, 31 europei, 11 mondiali e quattro record del mondo nelle categorie W80 W90 (over 80 e over 90 anni).
Le serate
Quali sono i segreti del suo successo e soprattutto della sua longevità sportiva? Emma Mazzega li racconterà al pubblico con il piglio deciso e ironico che la caratterizza, mercoledì e giovedì al Teatro Maddalene di Padova, alle ore 19.30, nell’ambito della rassegna Sport on Stage, organizzata dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale con il supporto di TEDx Padova nell’anno delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali per unire lo sport e il teatro.
Il talk show
Lo spirito olimpico sale così sul palcoscenico in una serata che ha la forma di un talk leggero e divertente sul modello del late show americano, giocato tra comicità, intrattenimento e informazione. A condurre la conversazione sono due giovani attori, Giulia Briata e Cristiano Parolin, guidati dalla regia di Sonia Soro sulla base dei testi di Nicolò Targhetta, per far emergere i successi e le difficoltà che si celano dietro la pratica sportiva. E anche il pubblico è chiamato in causa e invitato a partecipare con domande, quiz scherzosi e medaglie d’oro, argento e bronzo.
Passione e stile di vita
Disciplina, passione e uno stile di vita attivo: sembra alla portata di tutti il segreto di Emma, quello che l’ha resa un simbolo universale di energia, resilienza e amore per lo sport. Ce lo spiega con semplicità: «Per me correre è una necessità, lo faccio tre volte a settimana al Palaindoor di Padova. Ho bisogno di muovermi per scaricare le tensioni e superare i momenti di malinconia. Corro perché è un’attività che mi consente di uscire di casa, di incontrare persone e frequentare ambienti diversi. Continuerò a correre finché potrò, non so per quanto riuscirò a fare le gare ma continuerò a correre finché sono in grado di farlo». E noi glielo auguriamo di cuore. Continua così, Emma!
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