Bologna, la Guerra civile spagnola al Pratello: quattro autori e due mostre animano negozi, locali e abitazioni
Gli autori coinvolti sono Vittorio Giardino con No pasarán, Giuseppe Palumbo con Tomka, Il gitano di Guernica sceneggiato da Massimo Carlotto, Verdad (di Lorena Canottiere e Repubblica di Claudio Stassi
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Bologna, la Guerra civile spagnola al Pratello: quattro autori e due mostre animano negozi, locali e abitazioni
di Piero Di DomenicoGli autori coinvolti sono Vittorio Giardino con No pasarán, Giuseppe Palumbo con Tomka, Il gitano di Guernica sceneggiato da Massimo Carlotto, Verdad (di Lorena Canottiere e Repubblica di Claudio Stassi
La Guerra civile spagnola riemerge dai disegni di quattro importanti fumettisti in bacheche pubbliche, vetrine di negozi, finestre e case di via del Pratello. Novanta anni fa un golpe militare si impadroniva della Repubblica di Spagna. A difenderla arrivarono volontari da ogni parte del mondo, le Brigate Internazionali. La guerra di Spagna durò tre anni, fino al 1939 con l’instaurazione della dittatura di Francisco Franco, ed è considerata dagli storici un laboratorio della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza europea.
Una pagina rievocata fino al 30 marzo dall’iniziativa «ContrOffensiva!», a cura di Pratello R’Esiste e Aicvas, associazione dei combattenti volontari antifascisti di Spagna. Gli autori coinvolti sono Vittorio Giardino con No pasarán (Rizzoli), Giuseppe Palumbo con Tomka. Il gitano di Guernica (Rizzoli), sceneggiato da Massimo Carlotto, Verdad (Coconino Press) di Lorena Canottiere e Repubblica di Claudio Stassi (Tunuè). «No pasarán!» («Non passeranno!») è uno degli slogan più duraturi del Novecento, simbolo della resistenza contro il fascismo. Una frase usata per la prima volta dal generale francese Robert Nivelle durante la battaglia di Verdun del 1916 e divenuta celebre nella guerra di Spagna grazie alla dirigente comunista Dolores Ibárruri, detta «la Pasionaria». Motto delle forze repubblicane, degli anarchici, dei socialisti e delle Brigate Internazionali, è stato scelto dal bolognese Vittorio Giardino, classe 1946, per la sua trilogia che ha per protagonista l’ex spia Max Fridman. Con un’estetica, ha rilevato la critica, che riprende con cura certosina il cinema, la fotografia, il manifesto dell’epoca, e una riflessione politica che guarda a Orwell, Koestler, Malraux, Machado, Neruda e Hemingway.
Il Tomka di Palumbo è invece un gitano, di passaggio a Guernica con la sua gente quando uno Stuka tedesco punta la loro carovana. La strage lo spinge ad arruolarsi contro franchisti, nazisti e fascisti. Al fianco dei volontari del Quinto reggimento, la Verdad della napoletana Canottiere è cresciuta con la nonna da quando sua madre l’ha abbandonata per andare in una comune libertaria realmente esistita in Svizzera e frequentata da anarchici e intellettuali di tutta Europa come Otto Gross e Herman Hesse. Verdad è una donna di 26 anni che combatte contro la dittatura di Franco. A seguito dell’esplosione di una bomba perde un braccio e si ritira nelle montagne in clandestinità.
Attraverso le vite di Manolo e Isabel, due giovani alle prese con la repressione, il desiderio di libertà e la memoria familiare, in Repubblica il siciliano Stassi, che vive a Barcellona, intreccia la grande Storia con le vicende personali. I quattro fumettisti parleranno del loro interesse per la Guerra di Spagna domani (mercoledì 25 marzo) alle 17,30 al Centro sociale della Pace di via del Pratello 53. Dove venerdì alle 19,30 verranno poi presentate due esposizioni curate dal Crap (Comitato Ricerche Associazione Pionieri) e dallo scrittore Roberto Farina, che ha curato le biografie di Andrea Pazienza, Flavio Costantini e Giandante X. Proprio a quest’ultimo è dedicata una delle due mostre allestite nello spazio, che illumina la figura di Dante Pescò, milanese classe 1899 conosciuto come Giandante X. Scomparso nel 1984 dopo essere stato praticamente dimenticato, è stato architetto, scultore e pittore di culto nel periodo futurista. Ardito del popolo e oppositore dei fascisti, volontario anarchico, ha combattuto nella guerra di Spagna. Internato nei peggiori campi di concentramento in Francia e Italia, è stato poi partigiano.
L’altra mostra, «Corrida eroica», è legata alla rivista «Il Pioniere». A seguire uno spettacolo di flamenco e una cena popolare. Sabato alle 19,30 chiusura con Italo Poma e il suo libro I fascisti tradirono l’Italia (DeriveApprodi).
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