La generosità di Cortina dopo la morte per tumore di Daria De Boni a 39 anni: «Acquisteremo due ecografi per lo screening»
Corriere della Sera - Cultura

La generosità di Cortina dopo la morte per tumore di Daria De Boni a 39 anni: «Acquisteremo due ecografi per lo screening»

Lunedì 23 marzo 2026
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L'iniziativa «Un fiore per Diana» per tenere viva in modo concreto la memoria della mamma e imprenditrice: «L’unione di questa comunità va oltre i confini delle cime che lei amava»

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La generosità di Cortina dopo la morte per tumore di Daria De Boni a 39 anni: «Acquisteremo due ecografi per lo screening»

di Francesco Chiamulera

L'iniziativa «Un fiore per Diana» per tenere viva in modo concreto la memoria della mamma e imprenditrice: «L’unione di questa comunità va oltre i confini delle cime che lei amava»

Che il bene possa emergere anche dentro il male, perfino che possa sorgere dal male, è una cosa che ci si dice sempre, un po’ per consolarsi, un po’ tanto per dirlo, perché le banalità in fondo sono a buon mercato. Capita però che questo succeda per davvero. Di quando in quando. Ed è tanto più scandaloso doverlo ammettere perché non vorremmo che il male proprio ci fosse. Accade così che la notizia tristissima, infinitamente triste, della morte di una giovane donna, la cortinese Daria De Boni, uccisa dal cancro a neanche quarant’anni l’8 febbraio 2026, mamma di due bambine e imprenditrice, sia seguita oggi da un’altra notizia. Magnifica. 

Cosa verrà fatto coi fondi

Le persone che in Ampezzo avevano organizzato una raccolta fondi speciale di beneficenza subito dopo la morte di Daria, attraverso l’iniziativa «Un fiore per Daria» in occasione dei suoi funerali partecipati da un paese intero, hanno fatto in questi giorni due conti. E si sono accorte di avere raccolto la somma incredibile di quarantaduemila euro. La comunità ha risposto con il cuore. Sono fondi che, racconta l’associazione «Never Give Up Cortina» che Daria aveva co-fondato e che è presieduta oggi da Alessandro Zardini, diventeranno subito vita e supporto concreto: l'intera cifra sarà impiegata per l’acquisto di un ecografo di ultima generazione del valore di 33mila euro, che sarà usato nel reparto di oncologia di Belluno, ed un altro ecografo del valore di 5 mila euro, che sarà destinato al distretto sanitario di Cortina d’Ampezzo. Il restante verrà utilizzato prossimamente per altri scopi, ancora da decidere. 

«L'ultimo regalo di Diana»

«Quando sono cominciate ad arrivare le donazioni ho pensato che fosse l’ultimo regalo di Daria», dice Zardini. «Invece poi ho capito che era il primo di una lunga serie di doni». Il totale del denaro raccolto grazie a Daria, e alla sua voglia di vivere che l’ha accompagnata durante i cinque anni della malattia, è infatti superiore ai 100mila euro. Fa una certa impressione pensare alle persone che già hanno potuto godere di benefici sanitari che arrivavano dalle iniziative di un’altra paziente come loro, che catalizzava le azioni (che contano più delle parole…) di così tanti. 

Donna laica e allegra

Daria era una donna laica, allegra, coraggiosa, piena di sense of humor. La generosità che ha scatenato col solo passaparola è quella di centinaia, di migliaia di persone. Dice Zardini che è il segno «dell’unione di questa comunità, che va oltre i confini delle cime che Daria amava, una comunità che, in qualche modo, ha contribuito a creare». È così. Delle comunità non facciamo parte passivamente: siamo noi a crearle, tutti i giorni.

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