Le ragioni del boom dell'affluenza alle urne
Le ragioni del boom dell'affluenza alle urne
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Caro Aldo,
aveva ragione lei, l’affluenza per il referendum è stata più alta che alle amministrative. Ora che ha vinto il No come la vede?
Edoardo Rabascini
Caro Edoardo,
per il momento fermiamoci al dato sull’affluenza. Non era difficile prevedere che, essendo diventato il voto sul referendum un voto politico, l’affluenza sarebbe cresciuta. Non è vero che agli italiani la politica non interessa. Quando c’è da plebiscitare un vincitore annunciato, com’è accaduto spesso alle recenti amministrative, l’interesse inevitabilmente cala. Ma quando c’è da schierarsi, quando c’è una risposta chiara da dare — Sì, No —, l’interesse cresce. Certo, non ci sono più i grandi partiti, che avevano scuole, giornali, sezioni. Ora ci sono i leader, che hanno fondamentalmente un apparato social. Non a caso la presidente del Consiglio è andata da Fedez. Ma la Rete e i social sono ormai il luogo della protesta. Anche in questo hanno sostituito la piazza. Non a caso sui social il No ha prevalso molto più nettamente che nelle urne. Il primo esempio lo si era visto al referendum greco del 2015, quando i media tradizionali erano quasi tutti per il Sì e la Rete era decisamente per il No. In Italia al governo non è bastato l’appoggio di sei reti televisive.
L’affluenza è stata particolarmente alta in Emilia-Romagna, in Toscana e nelle grandi città. All’evidenza, l’elettorato di centrosinistra si è mobilitato di più. Se si fosse votato sulle politiche, quindi sulle tasse, l’affluenza sarebbe stata ancora più alta. Quindi il centrodestra ha una riserva di voti, da giocarsi l’anno prossimo. Però il voto dei giovani è andato in netta prevalenza sul No, a prescindere dalla questione tecnica della separazione delle carriere. Forse per la maggioranza c’è motivo di riflettere: Dio patria e famiglia non sono l’orizzonte dei giovani, in Italia come altrove. In ogni caso, la partecipazione è senz’altro un segno positivo, che dimostra come la democrazia — decisamente in crisi in altri Paesi — nel nostro mantenga un radicamento solido, anche tra le nuove generazioni.
23 marzo 2026
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