Bressanone s'illumina con il Water Light Festival: l'arte che trasforma cortili sacri e facciate storiche
Corriere della Sera - Cultura

Bressanone s'illumina con il Water Light Festival: l'arte che trasforma cortili sacri e facciate storiche

Lunedì 23 marzo 2026
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A Bressanone il più importante festival di light art d’Europa: 23 artiste e artisti da 12 Paesi del mondo. Poesia, memoria, sostenibilità, rinascita e narrazioni di pace

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Bressanone s'illumina con il Water Light Festival: l'arte che trasforma cortili sacri e facciate storiche

di Silvia M. C. Senette

A Bressanone il più importante festival di light art d’Europa: 23 artiste e artisti da 12 Paesi del mondo. Poesia, memoria, sostenibilità, rinascita e narrazioni di pace

Arte e spazio pubblico. Bressanone si trasforma nel festival di light art più importante d’Europa, «Brixen Light Festival», la luce come forza poetica capace di trasformare i luoghi urbani. La nuova edizione della kermesse dedicata a acqua e luce è dal 29 aprile al 16 maggio, quando la città torna a farsi palcoscenico per il Brixen Water Light Festival, in cui la luce diventa medium politico e poetico. Uno strumento capace di ridisegnare facciate storiche, cortili sacri e rive fluviali in una narrazione che quest’anno ruota attorno al tema della costruzione della pace. Inserito nel progetto europeo «Imagine Peace», il festival trasforma Bressanone in una mostra in gran parte a cielo aperto per 23 artiste e artisti provenienti da 13 Paesi. La direzione artistica di Werner Zanotti e il nuovo assetto curatoriale tutto al femminile, che quest’anno vede Nika Perne affiancata dall’australiana Dorothy Di Stefano e dall’altoatesina Nina Stricker, segnano un cambio di passo verso un linguaggio artistico che fonde tecnologia d’avanguardia e memoria territoriale. Il percorso espositivo è un invito a perdere i punti di riferimento abituali.

Alla Hofburg, il cinese Gan Jian presenta Cornerstone.Integ, installazione monumentale in cui un raggio di luce verticale sfida il sacro e il tecnologico trascinando in una dimensione rituale. Di segno opposto l’intervento artistico di Luzinterruptus in Piazza Duomo, con On blank pages il collettivo spagnolo copre lo spazio con migliaia di pagine bianche illuminate, un archivio vivente in cui chiunque può lasciare un pensiero anonimo, trasformando la piazza in un collage condiviso di democrazia e fragilità.
L’elemento centrale dell’acqua, anima storica di Bressanone, trova massima espressione mitologica nelle Sirens dello Studio McGuire, proiezioni olografiche che popolano la piscina dell’Hotel Jarolim, mentre alla chiesa di Sant’Erardo in esposizione le onde primordiali di Sabrina Ratté: Surveys of waves, un viaggio digitale che esplora l’acqua come materiaancestrale generatrice di vita e elettricità.

Ma il festival 2026 non teme il confronto con le ombre del presente. Al Forte di Fortezza il collettivo Kokoschka Revival connette dialetti tedeschi, ladini e friulani in un’opera che usa la memoria orale femminile per rinegoziare il concetto di confine. Alla Vertikale, invece, il trentino Giulio Boccardi dà vita a una performance ascetica, Sette Arrese, per sette giorni l’artista rimarrà sospeso, ammainando ogni sera una bandiera bianca, trasformando l’atto della resa in una dichiarazione di forza interiore. La sostenibilità non è solo un vessillo burocratico, dato che il festival è certificato «Green Event», ma sostanza artistica. Ne è prova il lavoro della Mutoid Waste Company: all’Areale Schenoni Water (f)light, un airone monumentale realizzato interamente con materiali di recupero, simbolo millenario di rinascita e fertilità.

Mentre lo studio Liminal State rende tangibile il surriscaldamento globale attraverso flussi di fumo e calore generati da monitor, ricordando il reale costo energetico della vita digitale, installazioni sparse in tutta la città come quelle di Ziyad Alroqi o Miriam Prantl offrono oasi di silenzio e geometria.
Il festival si chiude idealmente con il progetto Stardust Memory a Stufles, dove l’artista Sophie Guyot proietta immagini tratte da album di famiglia locali, trasformando le facciate in una radiazione fossile di chi non c’è più, accompagnata dai testi poetici di Nadia Runger. È un gesto simbolico, la chiusura di un cerchio: la luce che si fa memoria collettiva. A chi desidera andare oltre lo sguardo estetico, la kermesse brissinese propone le Water Light Experience che, ogni sera alle 21.15, offrono visite guidate per approfondire le visioni di artiste e artisti. Bressanone 2026 chiede (oltre a essere guardata), di essere ascoltata, invitando a una riflessione profonda su cosa significa oggi restare umani sotto la stessa luce.

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