Simona Bertolotto, alias Sissiottostyle- tra moda, foto e social: «Accumulo cose, faccio il bagno con il pareo e anche se esco per un caffè mi vesto bene»
Corriere della Sera - Cultura

Simona Bertolotto, alias Sissiottostyle- tra moda, foto e social: «Accumulo cose, faccio il bagno con il pareo e anche se esco per un caffè mi vesto bene»

Lunedì 23 marzo 2026
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Fotografa e content creator torinese, mamma di due figli, su Instagram ha quasi un milione di follower

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Simona Bertolotto, alias Sissiottostyle- tra moda, foto e social: «Accumulo cose, faccio il bagno con il pareo e anche se esco per un caffè mi vesto bene»

di Maria La Barbera

Fotografa e content creator torinese, mamma di due figli, su Instagram ha quasi un milione di follower

Simona Bertolotto, alias Sissiottostyle, Vittorio e Carlotta, ha trasformato le sue due passioni: la moda e la fotografia, in un linguaggio quotidiano e spontaneo, distante da strutture e format precostituiti. I suoi motti? «Buona la prima», un invito alla consapevolezza e alla accettazione dell’imperfetto che vive in ognuno di noi e «Never too old, never too late», tutto può accadere, si può sempre cambiare.

Chi è Simona Bertolotto?

«Non riesco ad incasellarmi in una sola definizione è come se fossi diverse fette di una torta, cambio gusti e abitudini. Vivo la dicotomia passato futuro; sono ancorata al vintage, ma anche affascinata dalla tecnologia. Vivo poco il centro, mi posiziono più agli estremi e mi piace non essere convenzionale. Per molto tempo, con la mia famiglia di origine, da sposata e finché i miei figli sono stati piccoli, ho vissuto tra Alpignano e Volpiano, poi ho avuto la necessità di stare a Torino, in centro. Mi piace andare al teatro, al cinema, vivere la città».

Come ha cominciato le attività di fotografa e poi di consulente di moda e influencer?
«Non è stato sempre il mio mestiere, ho iniziato aiutando nell’azienda di famiglia a cui mio padre era molto affezionato; tenevo i conti, ma non era la mia strada, la mia indole era più vicina a quella di mia madre che aveva una vena più artistica. In seguito, infatti, ho avuto bisogno di liberare la mia creatività e ho cominciato a fare bijoux con una mia amica, ma anche fotografie di volti femminili in bianco e nero che stratificavo con fiori o farfalle attraverso le prime e rudimentali applicazioni e che pubblicavo sulla mia pagina Instagram, era il 2013».

Come sono avvenuti i suoi cambiamenti di percorso?
«Niente è stato studiato a tavolino, le cose mi sono arrivate, erano destinate a me, le ho approfondite e mi ci sono dedicata. Le mie foto sono state molto apprezzate tanto che mi sono iscritta a Paratissima dove sono rientrata nella short list dei 15. Ho cominciato a fare mostre prima collettive e poi personali e quello che immortalavo col telefonino è passato nell’obiettivo di una reflex dopo aver partecipato, ovviamente, a corsi e workshop. Mi sono iscritta a Photo Vogue e questo mi ha portato a lavorare nel mondo della moda. È stata una catena di eventi quasi sempre involontari».

La moda l’ha sempre dilettata.
«Assolutamente sì. Anche se esco solo per prendere un caffè mi vesto bene, lo faccio per me, è un divertimento, un gioco».

Altre passioni di Sissiottostyle oltre il fashion?
«Sono molto curiosa e mi piace la manualità. Quando trascorro i miei tre mesi in Puglia, dove ho acquistato una casa, e sono in totale relax mi metto a cucire. Non ho frequentato nessuna scuola, lo faccio come viene anche con mille difetti; antitetica alla sartoria è la fascinazione per la tecnologia, mi aggiorno sempre e sono sicura che anche questo versante prima o poi mi proporrà una nuova strada da seguire, vedremo, mi faccio trasportare senza usare troppo la ragione. Essere sorpresa mi fa sentire leggera. E poi adoro le carte; quando organizzo delle serate a casa mia creo un cerchio e distribuisco quelle che contengono una domanda a cui ognuno sceglie di rispondere. È un intrattenimento che ha dato vita ad incontri interessanti: mettere in relazione le persone mi attrae».

Colleziona qualcosa di particolare?
«Sono una accumulatrice. Posso citare le mie borsette a cui, spesso, ho cambiato il look aggiungendo o sostituendo un pezzo. Alcune di queste mie passioni le racconto in altre pagine Instagram come Sissiotto_secret dove parlo di cosa mi succede, della mia filosofia, esprimo la mia energia e la mia positività; mi piace comunicare, ma in maniera anarchica, senza seguire dettami e format. Le gabbie non fanno per me».

Ha delle sue regole personali particolari?

«Si, faccio il bagno con il pareo, non mi scopro e non è un tentativo di fare tendenza, ma una pratica che mi crea benessere e che mi fa sentire a mio agio. Sono pudica e non ho voglia di mostrarmi, non voglio combattere me stessa o seguire mode che non mi si addicono. È controcorrente, lo so, non è necessario seguire gli orientamenti del momento».

Oggi abbiamo tutti l’opportunità attraverso i social di dire tutto quello che ci passa per la testa. Che ne pensa?
«Non pubblico tutto quello che penso. La facilità con cui si emettono giudizi o critiche ha travalicato ogni limite. Non si comprende una persona e la sua sensibilità da un post sui social e non è detto che chi lavora con i media debba essere costretta a fare un commento su ogni questione. Il pensiero unico domina e la libertà di pensarla diversamente non è sempre contemplata».

Una sua abitudine quotidiana?

«Anche le mie abitudini variano nel tempo. In questo periodo appena mi alzo, intorno le 7, bevo un bicchiere d’acqua e faccio qualche minuto di corsa sul posto. Mi dedico al mio live, ma non ho tema particolare, attualmente faccio pilates con chi si collega, alcune volte parlo, faccio dei monologhi su diversi argomenti. Quando cammino, invece, non rinuncio mai ai miei podcast e ai miei auricolari e poi sogno ad occhi aperti, mi fa bene, mi ci perdo».

Ci sono degli oggetti a cui è legata?
«Quelli dei miei genitori e di mia nonna che non ci sono più. Non mi piace avere le loro fotografie in giro per casa, ma indosso i ricordi che gli sono appartenuti, mi porto dietro il loro affetto. Qualche volta metto un completo taglia 52 di mio padre, non l’ho neanche riadattato. Ci sono cose che non darei mai via».

Un valore che la guida?

«La libertà, il resto è tutto concatenato a questa condizione. Lavoro per potermi permettere di essere libera, i soldi non mi interessano più di tanto. Un esempio di questa mia filosofia è concentrare la mia attività durante l’anno per potermi consentire 3 mesi di relax totale in Puglia, è un regalo che mi faccio da quando ho la casa; me la solo ristrutturata e ospito i miei amici a cui do le chiavi perché si possano muovere in maniera indipendente, unica regola: non possono stare più di tre giorni, un tempo utile per conoscere il posto, ma senza arrivare alla noia, con la voglia di tornare».

Cosa non sopporta?
«La mancanza di gentilezza e la maleducazione, ma anche le lamentele. Cerco di sintonizzarmi sulla positività e sulla diffusione del bene contro la profusione di odio, troppo facile di questi tempi».

Cosa direbbe e lei da ragazza?

«Di fare esattamente ciò che ho fatto».

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